Colpo di scena! Esperti bocciano la perizia sulla famiglia nel bosco: «Metodologia inadeguata e bambini ignorati»

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21.5.2026 - 10:14

Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori dei tre bambini allontanati perché la famiglia viveva nel bosco in condizioni particolari.
Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori dei tre bambini allontanati perché la famiglia viveva nel bosco in condizioni particolari.
archivio IMAGO/ZUMA Press

I consulenti di parte smontano le conclusioni della consulenza tecnica d'ufficio (CTU) nel caso Trevallion-Birmingham. Sollevati dubbi sull'imparzialità e sull'assenza di osservazione diretta dei minori.

Sara Matasci

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Un documento di oltre 300 pagine ha messo in crisi la perizia sul caso della famiglia che viveva nel bosco in Abruzzo.
  • I professori Tonino Cantelmi e Martina Aiello, consulenti di parte nel procedimento al Tribunale per i minorenni dell'Aquila, hanno infatti depositato le loro note critiche.
  • La loro conclusione è che la consulenza tecnica d'ufficio è «gravemente carente sotto il profilo metodologico e scientifico».
  • Per questo motivo la ritengono «nulla» e potenzialmente suscettibile di valutazione sotto il profilo delle responsabilità professionali.

Un documento di oltre 300 pagine ha messo in crisi la perizia sul caso della famiglia che viveva nel bosco in Abruzzo.

I professori Tonino Cantelmi e Martina Aiello, consulenti di parte nel procedimento al Tribunale per i minorenni dell'Aquila, hanno infatti depositato le loro note critiche.

La loro conclusione, come riporta tra gli altri «Leggo», è che la consulenza tecnica d'ufficio (CTU) è «gravemente carente sotto il profilo metodologico e scientifico». Per questo motivo la ritengono «nulla» e potenzialmente suscettibile di valutazione sotto il profilo delle responsabilità professionali.

Ben 15 punti critici

Il testo individua ben 15 punti critici nella relazione della dottoressa Ceccoli. Secondo i due consulenti, le sue conclusioni si baserebbero su valutazioni ipotetiche, dato che mancherebbero i riscontri clinici diretti.

Ma il punto più grave riguarda i minori. Nel documento si afferma che i bambini «non sono stati ascoltati, né osservati», quindi non sono stati usati colloqui clinici strutturati. Manca anche l'osservazione delle interazioni tra genitori e figli.

Ma non è finita qui. Cantelmi e Aiello sottolineano un'altra mancanza grave: la CTU avrebbe anche ignorato gli effetti psicologici dell'allontanamento dei bambini, dal momento che esiste una nutrita documentazione scientifica sul trauma da separazione, che però non è stata considerata.

Critiche ai test e alle competenze

C'è anche una forte contestazione sull'uso dei test psicodiagnostici. I consulenti definiscono quelli grafici e proiettivi «scientificamente deboli». E poi, sempre a loro avviso, le prove sarebbero state fatte in condizioni emotive non adeguate e anche la barriera linguistica non sarebbe stata gestita bene.

Ma non è ancora tutto. I due consulenti hanno infatti anche messo in dubbio le competenze della CTU e dell'ausiliaria. A loro avviso non emergerebbero requisiti specifici documentati in materia minorile.

Inoltre, i due esperti parlano anche di un «grave bias socioculturale» nella valutazione delle scelte di vita della famiglia, che sarebbero state giudicate con pregiudizio.

Ad esempio, le lezioni fatte a casa e lo stile di vita ecosostenibile sono stati visti come segni di inadeguatezza. Questo approccio avrebbe spostato la valutazione sul piano ideologico.

Vengono inoltre anche citati presunti atteggiamenti pregiudizievoli della dottoressa Ceccoli: la donna ha infatti pubblicato sui social dei post, che sarebbero incompatibili con l'imparzialità richiesta.

La richiesta di una nuova perizia

In conclusione, i due consulenti ritengono che quella perizia non possa costituire base sufficiente per decisioni fortemente limitative della responsabilità genitoriale e chiedono dunque una rivalutazione completa del caso.

A loro avviso, infatti, serve una nuova perizia con accertamenti diretti e multidisciplinari, fondamentale in un procedimento che coinvolge minori e relazioni familiari.