Vaticano Guardia svizzera indagata per presunti insulti a due ebree: «Ha fatto il gesto di sputarci»

SDA

7.11.2025 - 09:44

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Sarebbe successo durante l'udienza generale di Papa Leone di mercoledì 29 ottobre. Se l'episodio sarà confermato dall'indagine interna, possono essere immaginati provvedimenti drastici.

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Keystone-SDA, Sara Matasci

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  • Una guardia svizzera è sotto indagine per un presunto comportamento inappropriato mentre era in servizio.
  • Due donne ebree sarebbero state insultate da un uomo a servizio del Papa mentre in servizio a Piazza San Pietro.
  • Sarebbe successo durante l'udienza generale di Papa Leone di mercoledì 29 ottobre.
  • Una delle persone coinvolte, Michal Govrin, scrittrice e direttrice di teatro israeliana.

Una guardia svizzera è sotto indagine per un presunto comportamento inappropriato mentre era in servizio.

Ad anticipare la notizia è il quotidiano romano «La Repubblica» che, rilanciando notizie diffuse dal settimanale austriaco «Die Furche» e dall'agenzia di stampa cattolica di lingua tedesca «Kathpress», che ha sede a Vienna.

Nell'udienza generale di Papa Leone di mercoledì 29 ottobre due donne ebree sarebbero state insultate appunto da una guardia svizzera in servizio a Piazza San Pietro.

Interpellato dall'agenzia di stampa italiana «Ansa», il portavoce della Guardia svizzera pontificia, il caporale Eliah Cinotti, conferma: «È stato segnalato un episodio litigioso in uno dei punti in cui c'era il servizio e, come accade in queste occasioni, è stata avviata una indagine interna. È una procedura standard perché il servizio deve essere prestato sempre con il massimo della professionalità».

Quanto ai contenuti dell'indagine, Cinotti spiega che «è un'indagine interna e resta riservata».

«Ha fatto il gesto di sputare verso di noi con disprezzo»

L'episodio è avvenuto all'ingresso dell'Arco delle Campane. Quella mattina l'udienza era dedicata all'anniversario di Nostra Aetate e la piazza era piena di rappresentanti delle altre religioni, con una folta rappresentanza ebraica.

La dichiarazione Nostra Aetate è uno dei documenti del Concilio ecumenico Vaticano II. La dichiarazione riguarda il tema del senso religioso e dei rapporti tra la Chiesa cattolica e le religioni non cristiane. La prima bozza, denominata Decretum de Judaeis fu completata nel novembre 1961 da papa Giovanni XXIII.

Una delle persone coinvolte, Michal Govrin, scrittrice e direttrice di teatro israeliana, ha raccontato: «Mentre io e una collega, due donne che di solito non sono riconoscibili come ebree, varcavamo un ingresso laterale di Piazza San Pietro come parte di una delegazione internazionale di ebrei, un membro della Guardia svizzera pontificia ha visibilmente sibilato verso di noi 'les juifs', gli ebrei, e poi «ha fatto il gesto di sputare nella nostra direzione con evidente disprezzo».

C'è il rischio di provvedimenti drastici

Se l'episodio sarà confermato dall'indagine interna, possono essere immaginati provvedimenti drastici. Proprio in quell'udienza del 29 ottobre, papa Leone XIV aveva detto: «La Chiesa non tollera l'antisemitismo e lo combatte, a motivo del Vangelo stesso».

L'affermazione era stata accolta da un lungo applauso.

L'Arco delle Campane, così chiamato perchè sopra c'è la cella campanaria della basilica, si trova sul lato sinistro della facciata della Basilica di San Pietro, a piazza San Pietro e fa parte della Città del Vaticano.

Vi si trovano anche le Guardie svizzere: da qui si ha l'accesso, dietro il permesso delle autorità del Vaticano, alla Città del Vaticano e alla vista dei Giardini vaticani.