Proseguono le indagini I corpi dei sub italiani verso Malpensa, cosa emergerà da attrezzatura e dispositivi elettronici?

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22.5.2026 - 16:01

I subacquei mentre si preparavano a cercare i quattro subacquei italiani dispersi alle Maldive.
I subacquei mentre si preparavano a cercare i quattro subacquei italiani dispersi alle Maldive.
Maldives President’s Media Division via AP

Terminata la fase operativa alle Maldive, con il recupero di tutti e 5 i corpi delle vittime e la pulizia della grotta, domani 23 maggio le salme rientreranno in Italia, dove sono attesi gli esami autoptici e l'analisi dei dispositivi elettronici sequestrati.

Sara Matasci

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Le operazioni subacquee alle Maldive, dove hanno perso la vita i cinque sub italiani, sono terminate con il recupero dei corpi e la pulizia dell'area.
  • Le vittime si erano immerse in una grotta, a 50/60 metri di profondità, che si è rivelata una trappola mortale anche per loro, nonostante fossero dei sub esperti.
  • Le ultime quattro salme torneranno sabato in Italia, mentre quella del primo sub ritrovato era già stata rimpatriata.
  • Sami Paakkarinen, caposquadra del team finlandese che ha recuperato i corpi, ha definito quasi impossibile l’ipotesi di un «risucchio» provocato dalle correnti.
  • Ora l'attenzione si sposta sull'inchiesta della Procura di Roma. Gli inquirenti cercheranno di chiarire le cause della tragedia analizzando l'attrezzatura dei cinque, i vari dispositivi elettronici che avevano con sé o che erano sulla barca, e attraverso le autopsie.
  • Nel frattempo gli investigatori hanno già sentito alcuni testimoni chiave, come ad esempio Stefano Vanin, presente sulla barca al momento dell'incidente.

Le operazioni subacquee nel sito di Dhekunu Kandu, alle Maldive, dove hanno perso la vita i cinque sub italiani, sono ufficialmente terminate con il recupero dei corpi, mercoledì, e la pulizia dell'area, giovedì.

Ricordiamo che le vittime si erano immerse in una grotta sott'acqua dell'atollo di Vaavu, a 50/60 metri di profondità, che si è rivelata una trappola mortale anche per loro, nonostante fossero dei sub esperti.

L'intervento di pulizia da parte dei sommozzatori, come riporta «SkyTG24», è stato complesso a causa delle condizioni meteorologiche avverse. Il team finlandese, coordinato da Dan Europe, ha lavorato per circa 50 minuti all'interno della grotta e l'intera immersione è durata tre ore.

Gli operatori hanno rimosso le attrezzature temporanee installate durante le ricerche e hanno anche recuperato oggetti utili per le indagini.

Tutto il materiale è poi stato consegnato alla polizia locale, con la quale la collaborazione è stata fondamentale per il successo della missione.

Un risucchio provocato dalle correnti? «Non credo»

Sami Paakkarinen, caposquadra del team finlandese, ha descritto al «Corriere della Sera» le caratteristiche del luogo in cui è avvenuto l’intervento.

«È una grotta enorme. Alle Maldive la luce del sole arriva fino a 100 metri di profondità, quindi a 60 metri è ancora pieno giorno. Quando si entra in una grotta ci si accorge subito del cambiamento, perché cala il buio: è impossibile finirci dentro per errore», ha spiegato.

Paakkarinen ha poi commentato l’ipotesi di un «risucchio» provocato dalle correnti, non credendola possibile: «All’interno della grotta abbiamo percepito una corrente molto leggera, quindi è vero che c’è un flusso in entrata e in uscita, come se la grotta respirasse. Ma la forza era minima: non avrebbe potuto trascinare qualcuno».

Verranno analizzate attrezzature e dispositivi elettronici

Ora l'attenzione si sposta sull'inchiesta della Procura di Roma. Gli inquirenti cercheranno di chiarire le cause della tragedia analizzando innanzitutto l'attrezzatura che i cinque avevano con sé durante l'immersione.

Ma si passeranno a setaccio anche i vari dispositivi elettronici - telefonini, pc, chiavette, hard disk, ecc - che le cinque vittime avevano lasciato sull'imbarcazione Duke of York o quelle che avevano ancora sul corpo.

La soluzione su quello che è successo potrebbe infatti arrivare proprio dai filmati delle telecamere subacquee agganciate alle mute delle vittime.

A ogni modo, al momento l'ipotesi di reato è di omicidio colposo contro ignoti.

Il rientro delle salme

Intanto, spiega ancora il portale web italiano, sono in corso anche le procedure per il riconoscimento e la restituzione delle salme alle famiglie.

Lunedì si terrà l'autopsia su Gianluca Benedetti, il capobarca di 44 anni originario di Padova, primo dei cinque a essere individuato e rimpatriato.

Le altre quattro salme (quelle di Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri) rientreranno in Italia domani, sabato 23 maggio.

Il volo è atteso a Malpensa in tarda mattinata.

Testimonianze e retroscena

Nel frattempo gli investigatori hanno già sentito alcuni testimoni chiave, come ad esempio Stefano Vanin, presente sulla barca al momento dell'incidente.

Egli ha consegnato documenti e oggetti alla polizia.

Sono stati interrogati anche altri docenti universitari, i quali hanno fornito spiegazioni sulle crociere scientifiche. L'università ha sottolineato che l'immersione non faceva parte del programma ufficiale, ma che l'attività era stata organizzata a titolo personale dai partecipanti.

Stando alle autorità locali, quello avvenuto è stato il peggior incidente subacqueo singolo nella Repubblica delle Maldive, composta da 1'192 minuscole isole coralline sparse per circa 800 chilometri attraverso l'equatore nell'Oceano Indiano.