Italia Il caso della famiglia nel bosco diventerà un film? Netflix è in trattative avanzate

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18.4.2026 - 11:26

Catherine Birmingham e Nathan Trevallion (foto d'archivio).
Catherine Birmingham e Nathan Trevallion (foto d'archivio).
IMAGO/ZUMA Press

La vicenda di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion e dei loro tre figli, vissuti in un casolare nei boschi abruzzesi, si potrebbe trasformare in un progetto cinematografico. Dopo il via libera di legali e assistenti sociali, Netflix sarebbe pronta a realizzare un lungometraggio su una storia ancora in corso.

Alessia Moneghini

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Netflix sarebbe in trattative avanzate per trasformare in un film la storia della famiglia nel bosco.
  • A maggio uscirà inoltre il libro autobiografico di Catherine Birmingham, madre dei tre bambini allontanati, intitolato «La nostra vita libera».
  • Il caso è però tutt'altro che concluso: il 21 aprile la Corte d'Appello dell'Aquila discuterà il reclamo presentato dalla coppia per chiedere la revoca dell'ordinanza di allontanamento dei figli.

La cronaca italiana sta per diventare intrattenimento globale. Come riportato da «La Stampa», Netflix sarebbe in trattative avanzate per trasformare in un film la storia della cosiddetta famiglia nel bosco.

Al centro del progetto c'è la vicenda di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la coppia anglo-australiana che ha cresciuto i tre figli in condizioni di isolamento nei boschi dell'Abruzzo.

Come scrive «Open», non si tratta di una notizia inaspettata. Il caso ha attirato l'attenzione mediatica per la sua combinazione di elementi: una scelta di vita alternativa, l'intervento delle autorità e il conflitto tra visioni diverse dell'educazione.

La trasformazione di fatti di cronaca in prodotti audiovisivi è ormai una pratica consolidata nell'industria dell'intrattenimento.

La vicenda al centro del racconto

Giova ricordare che Birmingham, di origine australiana, e Trevallion, inglese, hanno vissuto per anni con i loro tre figli in un edificio fatiscente immerso nei boschi abruzzesi.

La coppia ha sempre difeso la propria scelta educativa, basata su un distacco completo dalle istituzioni e dai modelli sociali tradizionali. Le autorità hanno però valutato questa situazione come incompatibile con i diritti dei minori.

Sei mesi fa è stato disposto l'allontanamento dei bambini dalla famiglia. Il provvedimento, firmato l'11 novembre, ha dato origine a un caso giudiziario ancora aperto.

Il progetto della piattaforma di streaming si concentrerebbe proprio su questo conflitto. Non tanto sulla ricostruzione dei fatti, quanto sul loro significato più ampio: lo scontro tra un'idea di libertà individuale portata all'estremo e il ruolo dello Stato come tutore dei diritti dei minori.

Birmingham pubblica un libro

Come riporta «Open», le trattative per il film avrebbero già ottenuto un risultato importante. Sia i legali della coppia sia la struttura di Vasto che attualmente ospita i minori avrebbero dato il loro via libera.

Questo dettaglio indica che il progetto non è solo un'ipotesi, ma un processo già in movimento.

Nel frattempo la storia continua a espandersi su altri fronti. A maggio uscirà il libro autobiografico di Birmingham, intitolato «La nostra vita libera».

L'opera rappresenta un ulteriore tassello di una narrazione che si sviluppa ormai su più livelli: quello giudiziario, quello mediatico e quello editoriale. L'arrivo del cinema streaming, scrive il portale, appare quindi come una tappa naturale di questo percorso.

Un caso tutt'altro che concluso

«Open» solleva inoltre un quesito importante: come può una vicenda ancora in divenire essere già trasformata in un prodotto di intrattenimento?

Quando le conseguenze di una storia non sono ancora definite, la sua rappresentazione cinematografica pone questioni di responsabilità e di prospettiva.

Il calendario giudiziario conferma che la situazione è ancora fluida. Il 21 aprile la Corte d'Appello dell'Aquila discuterà il reclamo presentato dalla famiglia per chiedere la revoca dell'ordinanza di allontanamento.

Il 14 aprile si è insediata Nicoletta Orlandi come nuova presidente del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, subentrando alla giudice che ha firmato il provvedimento originale.

La storia si prepara quindi a diventare racconto mentre è ancora in pieno svolgimento.