IncendioIl Comune di Crans-Montana sapeva delle irregolarità del bar già dal 2018
SDA
20.1.2026 - 20:48
Il bar Le Constellation a Crans-Montana, dove si è consumato l'incendio che nella notte di Capodanno ha ucciso 40 persone, è stato ispezionato tre volte, nel 2016, 2018 e 2019.
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A due settimane dalla conferenza stampa del 6 gennaio del comune di Crans-Montana (VS), si sa di più sui controlli effettuati dal responsabile della sicurezza al bar «Le Constellation». Le autorità erano a conoscenza di diverse irregolarità da parte del gestore già dal 2018.
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20.01.2026, 20:48
21.01.2026, 07:57
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Il bar «Le Constellation» è stato effettivamente ispezionato tre volte, nel 2016, 2018 e 2019. «Tuttavia, nel 2016 è stata controllata solo la veranda (dall'allora comune di Chermignon, ndr)», ha precisato la radio romanda RTS questa sera nel programma Forum, riferendosi ad alcuni documenti che Keystone-ATS ha potuto consultare.
Nel gennaio 2018, il preposto della sicurezza del comune di Crans-Montana ha chiesto al gestore Jacques Moretti di limitare l'accesso al suo locale a 100 persone per piano. Il responsabile ha anche concesso un termine di tre mesi per indicare dove si trovavano gli estintori. All'epoca mancavano anche i piani di evacuazione e la formazione del personale in materia.
Nessuna traccia della schiuma
Durante il controllo del maggio 2019, tutte queste richieste sono state ribadite dal responsabile della sicurezza, poiché il gestore non aveva soddisfatto le aspettative dell'amministrazione comunale. Nel 2019 è stato nuovamente concesso un termine di tre mesi per adeguarsi.
Da allora, il «Constellation» non è più stato controllato. Per quanto riguarda la questione della schiuma antirumore, non vi è alcun riferimento nei rapporti sopra citati.
Sia nel 2016, nel 2018 che nel 2019, Jacques Moretti non era proprietario dei locali, ma solo gestore dello stabilimento.
Nel frattempo il proprietario è stato interrogato oggi, martedì, dal Ministero pubblico del Canton Vallese. L'interrogatorio è durato tutta la giornata. Domani toccherà alla moglie.
Martedì mattina Jacques e Jessica Moretti sono arrivati separatamente, lui in un furgone penitenziario e lei accompagnata dai suoi due avvocati, presso la sede della procura cantonale a Sion.
Giunti alle 8:30, i coniugi sospettati di «omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo» dopo il dramma sono stati ascoltati fino al tardo pomeriggio alla presenza dei loro legali e di una trentina di avvocati delle vittime
Jacques Moretti spera di uscire dal carcere su cauzione
Si è trattato della loro seconda audizione dall'apertura dell'indagine penale nei loro confronti, la prima in qualità di imputati. Formalmente, oggi è stato interrogato Jacques, in particolare da diversi procuratori incaricati del caso. Mercoledì, sarà la volta di sua moglie di rispondere alle domande.
A differenza del primo interrogatorio, in cui era stato interrogato sulla sua situazione personale, questa volta il gerente ha dovuto rispondere a domande relative all'incendio del bar «Le Constellation».
Mentre Jessica rimane libera con misure coercitive, suo marito è stato posto in detenzione preventiva il 9 gennaio. Quest'ultimo spera di poter beneficiare dello stesso status, dietro versamento di una cauzione di 200'000 franchi.
La decisione spetta al Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese, che non ha ancora deliberato in merito.
Intanto, la procura cantonale cercherà risposte sulla tragedia, affidando una perizia a due esperti dell'Istituto forense di Zurigo, in collaborazione lo Swiss Safety Center, il centro di riferimento per le certificazioni di sicurezza, che dovranno anche realizzare una simulazione virtuale dell'incendio e di come si è propagato.