La giustizia lavoraIl Comune di Crans-Montana non può costituirsi parte civile nell'indagine sull'incendio
Sven Ziegler
12.1.2026
Il sindaco di Crans-Montana Nicolas Feraud (foto d'archivio).
KEYSTONE
Il comune di Crans-Montana non si costituirà accusatore privato nel procedimento penale in merito all'incendio scoppiato nel bar «Le Constellation», costato la vita a 40 persone. Anche perché non può farlo, come gli ha fatto sapere il Pubblico ministero vallesano.
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Sven Ziegler, Keystone-ATS
12.01.2026, 16:35
12.01.2026, 19:25
Sven Ziegler
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Il comune di Crans-Montana non si costituirà accusatore privato nel procedimento penale in merito all'incendio scoppiato nel bar «Le Constellation», costato la vita a 40 persone.
Non può infatti farlo, in quanto non è una parte lesa diretta, ma un'autorità con un mandato pubblico.
Crans-Montana intende comunque essere «parte del procedimento» per avere accesso ai fascicoli e alle udienze.
Appena due giorni dopo l'incendio del 1° gennaio, il Municipio di Crans-Montana ha annunciato che aveva intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento penale in corso. Il messaggio era chiaro: il Comune si presentava come parte lesa.
Adesso è emerso che questo approccio ha incontrato la resistenza della magistratura.
Come riportato per primo dal team di ricerca di RTS, il 5 gennaio la magistratura vallesana aveva avvertito le autorità comunali che, alla luce della giurisprudenza, pur ritenendosi vittima della tragedia il comune non avrebbe potuto costituirsi accusatore privato in questo caso e gli aveva quindi concesso cinque giorni per prendere posizione sulla questione.
Nella sua lettera, la procura afferma che solo «coloro i cui diritti sono stati direttamente violati da un reato» sono danneggiati in senso penale. Un Comune che promuove gli interessi del pubblico in quanto autorità pubblica non soddisfa questo requisito.
Crans-Montana ha quindi ora fatto sapere che allora non si costituirà accusatore privato. In concreto questo significa che il villaggio vallesano non può chiedere alcun risarcimento agli imputati e non ha alcun diritto come parte civile nel procedimento.
Il Comune ha però precisato che intende essere «parte del procedimento» con la speranza di ottenere «accesso agli atti» e, al contempo, di poter «presenziare ai vari interrogatori» e avvalersi del diritto di interpellare le persone interrogate.
A sostegno della sua richiesta, il Comune fa riferimento alle possibili violazioni della legge da parte del gerente del bar.
Secondo l'avvocato non sono state rispettate le norme edilizie: una sala fumatori è stata allestita in modo improprio vicino a un'uscita di emergenza, una porta di fuga nel piano terra era bloccata e anche una scala è stata modificata strutturalmente senza autorizzazione.
Il Comune accusa inoltre il proprietario del locale, Jacques Moretti, di aver violato la legge sulla somministrazione di alcolici. I controlli sull'età sarebbero stati omessi, infatti secondo le indagini, molti dei morti erano minorenni.
In entrambi i casi, Crans-Montana si considera l'autorità competente per l'applicazione della legge e per la repressione dei reati, giustificando così il suo interesse nel procedimento.
Il Comune stesso ha ammesso di non aver monitorato il bar per diversi anni. Secondo gli esperti legali, queste mancanze potrebbero portare anche i dipendenti comunali nel mirino dell'indagine.