Tragedia di Crans-Montana Il rilascio di Moretti provoca una polemica politica tra Italia e Svizzera, ecco cos'è successo

Philipp Fischer

24.1.2026

Il rilascio del barista Jacques Moretti è stato fortemente criticato in Italia.
Il rilascio del barista Jacques Moretti è stato fortemente criticato in Italia.
Archivbild: sda

Jacques Moretti, proprietario del bar «Le Constellation» di Crans-Montana dove a Capodanno è avvenuto l'incendio che ha ucciso 40 persone e ferito altre 116, è stato rilasciato venerdì a condizioni severe. Il Governo italiano parla di «grave affronto» e ritira il suo ambasciatore a Berna.

Redazione blue News

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Il Governo italiano ha criticato aspramente il rilascio del proprietario del bar «Le Constellation» di Crans-Montana, teatro del tragico rogo di Capodanno.
  • La premier Meloni e il ministro degli esteri Tajani hanno affermato che la decisione è un affronto alle famiglie delle vittime.
  • Successivamente l'ambasciatore italiano in Svizzera è stato richiamato a Roma.

La procura avllesana rilascia Moretti

Venerdì 23 gennaio Jacques Moretti, proprietario del bar «Le Constellation» di Crans-Montana, teatro della tragedia di Capodanno, è stato rilasciato. Il Tribunale delle misure coercitive ha annunciato la fine della sua custodia cautelare a seguito del pagamento della cauzione di 200'000 franchi.

Le reazioni a tale decisione in Italia sono state dure e hanno provocato rabbia e critiche feroci.

La premier Giorgia Meloni protesta

Ricordiamo che 6 delle 40 persone rimaste uccise nel rogo sono di nazionalità italiana, come anche altre 11 persone rimaste ferite. Lo shock nella vicina Penisola è dunque stato grande.

Il Governo italiano ha criticato duramente la decisione di rilasciare il proprietario del bar: «Si tratta di un grave affronto e un ulteriore dolore per le famiglie delle vittime e dei feriti».

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta personalmente: «Sono indignata dalla notizia della scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana», ha scritto su X.

Ha poi aggiunto: «Lo considero un oltraggio alla memoria delle vittime della tragedia di Capodanno e un insulto alle loro famiglie, che stanno soffrendo per la scomparsa. Il Governo italiano chiederà conto alle autorità svizzere».

L'Italia intera chiede verità e giustizia, ha sottolineato il capo del Governo. La decisione del tribunale, a suo avviso, rappresenta «una grave offesa» e «un'altra ferita per le famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana».

L'Italia ritira l'ambasciatore da Berna

A seguito della sentenza del Tribunale, la presidente del Consiglio Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno convocato a Roma l'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, per «stabilire i prossimi passi da compiere», secondo quanto dichiarato dal Governo.

Quanto accaduto venerdì in Vallese ha «profondamente indignato» lui e Meloni, ha aggiunto Tajani. «Non si tratta di misure di sicurezza, ma di fatti oggettivi».

A suo avviso è inaccettabile rilasciare una persona «oggettivamente responsabile di quanto accaduto».

Tajani ha scritto anche su X: «Sono senza parole di fronte al rilascio di Jacques Moretti in Svizzera. Questa decisione è un vero e proprio affronto alle famiglie che hanno perso i loro figli a Crans-Montana e ignora il lutto e il profondo dolore che queste famiglie condividono con il popolo italiano».

«Aumenteremo il nostro sostegno e la nostra solidarietà ai genitori delle vittime di questa incredibile tragedia», ha aggiunto il ministro italiano.

Ha infine sottolineato che «continueranno a lavorare insieme per garantire che le autorità svizzere chiariscano la verità e chi è responsabile di quanto accaduto».

Secondo Tajani la morte di così tante persone non può essere compensata da una cauzione di 200'000 franchi. Il ministro degli Esteri ha quindi invitato la magistratura svizzera ad accelerare il procedimento penale.

«I sentimenti del popolo italiano non devono essere feriti in questo modo», ha concluso.

Il ministro degli Esteri Cassis cerca di limitare i danni

Nel frattempo, il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis ha parlato con il suo omologo italiano di quanto accaduto a Crans-Montana.

Il ticinese ha dichiarato che i due hanno ribadito la volontà della Svizzera e dell'Italia di sostenersi a vicenda in questa tragedia comune.

«Come l'Italia, anche la Svizzera piange le 40 vittime e i numerosi feriti della tragedia di Crans-Montana. Comprendiamo il dolore, perché è anche il nostro», ha dichiarato sulla Piattaforma X in risposta alla forte reazione dell'Italia.

«Vogliamo chiarezza e stiamo seguendo da vicino il lavoro della magistratura nel Canton Vallese», ha concluso Cassis.

Anche Tajani ha usato parole simili.

Il ministro degli Esteri italiano ha detto a Roma di aver sperimentato ancora una volta la solidarietà del Governo svizzero in una lunga conversazione.

Allo stesso tempo, ha ribadito a Cassis quanto il popolo italiano sia indignato.

La procuratrice del Vallese si difende

Intanto la procuratrice generale del Vallese Beatrice Pilloud ha detto di essere stata contattata sabato mattina dall'ambasciatore italiano in Svizzera. Lo ha quindi informato che la decisione di rilasciare il proprietario del bar «Le Constellation» non era stata ordinata dalla Procura.

Pilloud ha così risposto a quella che era una richiesta del Governo italiano, che aveva incaricato Cornado di contattare «immediatamente» la procuratrice e di comunicarle la sua «profonda indignazione» per la decisione.

Pilloud ha spiegato all'ambasciatore che il Tribunale dei provvedimenti coercitivi si è pronunciato venerdì, rispondendo a una domanda dell'agenzia di stampa Keystone-SDA. Allo stesso tempo, gli ha consigliato di contattare il Tribunale o le autorità federali per ulteriori informazioni.

«Non voglio essere responsabile di un incidente diplomatico tra i nostri due Paesi», ha aggiunto la procuratrice generale.

Ecco come il Tribunale ha giustificato il rilascio di Moretti

Jacques Moretti, come detto, è stato rilasciato dalla custodia cautelare venerdì. Il Tribunale per le misure coercitive aveva fissato la cauzione a 200.000 franchi, somma che - è stato riferito - è stata trasferita sul conto della Procura lo stesso giorno.

Invece della custodia cautelare, il Tribunale ha ordinato misure alternative per contrastare il rischio di fuga del proprietario del bar.

Tra queste, il divieto di lasciare il territorio svizzero, l'obbligo di depositare tutti i documenti d'identità e di residenza presso la Procura, e quello di presentarsi quotidianamente a una stazione di polizia.

Critiche feroci alle indagini fin dal giorno successivo al disastro

Diverse parti hanno accusato la Procura di gravi errori nelle indagini sul caso di Crans-Montana e lo hanno fatto praticamente dal primo giorno dopo la tragedia.

Ad esempio, subito dopo l'incidente è stato emesso un mandato di perquisizione e sequestro per i locali privati e commerciali di Jacques Moretti, ma non per sua moglie Jessica.

Il mandato per la donna, co-proprietaria del bar, è stato emesso solo il 5 gennaio.

Inoltre i locali dei Moretti sono stati perquisiti solo il 7 gennaio, ossia quasi una settimana dopo quanto successo.

Gli investigatori hanno inoltre sequestrato i telefoni cellulari della coppia, che avrebbero potuto contenere informazioni importanti, solo il 9 gennaio.

«Nel suo primo interrogatorio del 1° gennaio, Moretti aveva guardato sul suo telefono per vedere chi aveva lavorato nel bar la notte di Capodanno», aveva riportato la «NZZ».

La Svizzera in lutto: una giornata per ricordare

La Svizzera in lutto: una giornata per ricordare

Si è svolta venerdì pomeriggio a Martigny la cerimonia di commemorazione per le vittime dell'incendio di Crans-Montana.

09.01.2026