ItaliaCaso Almasri, la CPI indaga sull'operato del Consiglio dei ministri italiano
SDA
6.2.2025 - 14:26
L'indagine della Corte penale internazionale riguarda la premier italiana Giorgia Meloni e due ministri. (Immagine d'archivio del 9 gennaio)
Keystone
La Corte penale internazionale dell'Aja ha avviato un'indagine sull'operato del governo italiano per «ostacolo all'amministrazione della giustizia ai sensi dell'articolo 70 dello Statuto di Roma» in relazione alla vicenda di Najeem Osama Almasri Habish.
Keystone-SDA
06.02.2025, 14:26
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È quanto scrive il quotidiano milanese «Avvenire» sul proprio sito. Nella denuncia ricevuta dall'Ufficio del procuratore, che l'ha trasmessa al cancelliere e al presidente del Tribunale internazionale, sono indicati i nomi della premier Giorgia Meloni, Carlo Nordio, ministro della giustizia, e Matteo Piantedosi, ministro dell'interno.
L'atto finito all'attenzione dei giudici è stato trasmesso dai legali di un rifugiato sudanese che già nel 2019 aveva raccontato agli investigatori internazionali le torture che lui e la moglie avevano subito dal generale libico, quando entrambi erano stati imprigionati in Libia.
Almasri Habish è un comandante della polizia giudiziaria libica, ricercato per crimini di guerra e contro l'umanità, scarcerato dalle autorità italiane e rimpatriato in Libia con un aereo di Stato italiano.
Nella denuncia di 23 pagine, il richiedente asilo, un cittadino sudanese del Darfur con lo status di rifugiato in Francia, sostiene che sua moglie, lui stesso e innumerevoli membri del gruppo di cui fa parte sono stati vittime di numerosi e continui crimini».
Favoriti crimini contro i diritti umani in Libia
Nel 2019 l'uomo – si legge nell'articolo di Avvenire – aveva presentato una comunicazione all'Ufficio del procuratore fornendo «un'ampia serie di prove» che a suo dire implicavano responsabilità di alti funzionari dell'Ue e dell'Italia, tra cui ex primi ministri e ministri italiani per avere favorito il compimento di crimini contro i diritti umani in Libia.
La sua testimonianza è tra quelle contenute nell'atto d'accusa allegato al mandato di cattura per l'ufficiale libico.
Nell'atto di denuncia, secondo quanto scrive il quotidiano, ci sarebbero anche delle imprecisioni come l'indicazione della permanenza del generale libico «in Italia per dodici giorni». In realtà Almasri Habish era stato precedentemente in altri paesi dell'Ue ed è rimasto in Italia dal 18 al 22 gennaio, quando è stato poi rilasciato su ordine della Corte d'appello di Roma e riportato a Tripoli con un volo dei servizi segreti italiani.
«Meloni, Nordio e Piantedosi indicati come sospettati»
I legali del rifugiato stanno preparando integrazioni alla prima denuncia dopo avere ricevuto la conferma di acquisizione da parte della procura.
«Secondo l'accusa – si afferma nell'articolo -, nella quale Meloni, Nordio e Piantedosi sono indicati come «sospettati», i rappresentanti del governo italiano non hanno provveduto a consegnare il generale Almasri Habish alla Corte penale internazionale: «Hanno abusato dei loro poteri esecutivi per disobbedire ai loro obblighi internazionali e nazionali».
In particolare viene citato l'articolo 70 dello Statuto di Roma che disciplina i provvedimenti contro chi ostacola la giustizia internazionale. Secondo la norma «la Corte eserciterà la propria giurisdizione» su una vasta serie di reati, tra cui «ostacolare o intralciare la libera presenza o testimonianza di un teste».