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Per il giudice Lucano si è arricchito con i soldi dello Stato

SDA

17.12.2021 - 21:05

L'ex sindaco di Riace Mimmo Lucano parla agli studenti dell'Università La Sapienza di Roma (foto d'archivio del 13 maggio 2019)
L'ex sindaco di Riace Mimmo Lucano parla agli studenti dell'Università La Sapienza di Roma (foto d'archivio del 13 maggio 2019)
Keystone

L'ex sindaco di Riace Domenico «Mimmo» Lucano, da «dominus indiscusso» di un'associazione a delinquere «ha strumentalizzato il sistema dell'accoglienza a beneficio della sua immagine politica».

SDA

17.12.2021 - 21:05

Sono durissime le motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Locri, il 30 settembre scorso, ha condannato Lucano a 13 anni e 2 mesi di reclusione per irregolarità nella gestione del modello Riace.

«Arricchimento personale»

Lucano – si legge nelle motivazioni – ha utilizzato «gran parte» delle risorse inutilizzate per i progetti di accoglienza ed integrazione dei migranti per la «realizzazione di plurimi investimenti» che «costituivano una forma sicura di suo arricchimento personale su cui egli sapeva di poter contare a fine carriera».

Il presidente del Tribunale Domenico Accurso, estensore delle motivazioni, riconosce a Lucano di avere «realizzato l'encomiabile progetto inclusivo che si traduceva nel cosiddetto Modello Riace, invidiato e preso ad esempio da tutto il mondo».

«Senza un euro in tasca»

Ma, rileva il giudice, l'ex sindaco, «essendosi reso conto che gli importi elargiti dallo Stato erano più che sufficienti, piuttosto che restituire ciò che veniva versato, aveva pensato di reinvestire in forma privata gran parte di quelle risorse».

«Nulla importa – scrive ancora il giudice – che l'ex sindaco sia stato trovato senza un euro in tasca, come orgogliosamente egli stesso si è vantato a più riprese, perché ove ci si fermasse a valutare questa condizione di mera apparenza, si rischierebbe di premiare la sua furbizia, travestita da falsa innocenza».

Lucano: «dimostrerò innocenza in appello»

Parole che hanno provocato l'immediata reazione di Lucano. «Non mi aspettavo complimenti ma neanche che il Tribunale mi condannasse sulla base di cose non vere». L'ex sindaco non riesce a darsi pace, non più e non soltanto per la condanna – il doppio di quella chiesta dalla Procura – ma ora anche per le motivazioni.

«È tutto molto strano – dice – dal processo non si evince per nulla l'interesse economico». Lucano si accalora perché «si infanga ancora una volta la mia immagine ma io non voglio che la gente abbia dubbi su di me» e, comunque, si dice certo di dimostrare la sua innocenza in appello.

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