La vicenda continuaLa famiglia nel bosco respinge le accuse di aver rifiutato aiuti: «Ogni scelta è per i nostri bambini»
ai-scrape
28.11.2025 - 15:20
Nathan Trevallion e Catherine Birmingham hanno perso di recente la custodia dei loro tre figli (immagine d'archivio d'illustrazione).
KEYSTONE
I genitori della «famiglia nel bosco» contestano la versione secondo cui avrebbero respinto le offerte di supporto per ristrutturare la loro abitazione. In una lettera affermano di aver sempre agito nell'interesse dei figli, mentre il sindaco sostiene che l'aiuto non sarebbe mai stato accettato.
Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia conosciuta come la «famiglia nel bosco» di Palmoli, dalla quale sono stati allontanati i tre figli minori, contestano le affermazioni secondo cui avrebbero respinto le offerte di supporto per sistemare la loro abitazione e riottenere la responsabilità genitoriale.
A sostenerlo era il loro precedente legale, Giovanni Angelucci, ora sostituito dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas.
Come riporta «SkyTG24», i genitori, in una lettera inviata alla stampa, definiscono «falsa» la ricostruzione circolata finora: «Non abbiamo mai rifiutato l'aiuto del sindaco o di privati che si erano messi a disposizione per offrirci un alloggio alternativo durante i lavori nella nostra casa».
Nella loro lettera, Trevallion e Birmingham respingono dunque l'immagine di una famiglia chiusa e ostinata: «Conserviamo il nostro stile di vita, ma non ignoriamo le sollecitazioni esterne».
La coppia sostiene che ogni decisione sia stata dettata «dal benessere psicofisico dei nostri splendidi bambini, da sempre al centro del nostro percorso».
Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, propone però una versione opposta: secondo lui diversi professionisti - come ingegneri, geometri e imprenditori - avrebbero dato disponibilità immediata e gratuita, permettendo una ristrutturazione rapida della loro abitazione, se la coppia avesse accettato.