Meteo Dopo un aprile secco, basta la pioggia d'inizio maggio o la Svizzera affronterà una storica siccità estiva? Ecco cosa dice l'esperto

Lea Oetiker

9.5.2026

Solo sole: aprile è stato troppo secco in Svizzera (immagine illustrativa).
Solo sole: aprile è stato troppo secco in Svizzera (immagine illustrativa).
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Quest'anno il mese di aprile è stato estremamente secco in Svizzera, con le prime conseguenze per il suolo e l'agricoltura. Secondo il meteorologo Quirin Beck il fattore decisivo è se ci sarà abbastanza pioggia nelle prossime settimane. In questo senso, visti i primi giorni di maggio, c'è speranza? 

Lea Oetiker

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Quest'anno il mese di aprile è stato eccezionalmente secco in Svizzera, con precipitazioni che hanno raggiunto i minimi storici in alcune zone, in particolare sull'Altopiano centrale e nel Canton Berna.
  • Il che aumenta il rischio di una siccità estiva, ma dipende soprattutto dalle precipitazioni di maggio e giugno.
  • La siccità sta già mettendo a dura prova l'agricoltura, in quanto il suolo si sta asciugando e le colture crescono meno bene, anche se per alleviare la situazione sarebbero necessarie piogge sostenute e consistenti.
  • Le precipitazioni di inizio maggio possono salvare la situazione?

Quest'anno il mese di aprile è stato eccezionalmente secco in Svizzera. In molte località del Paese è caduto solo il 10-30% delle precipitazioni abituali. L'Altopiano centrale e il Canton Berna sono stati particolarmente colpiti.

In numerose stazioni di misurazione è stato registrato un nuovo record di siccità per il mese di aprile. Località come Interlaken (BE), Friburgo, Aarau e Zofingen (AG) o Arbon (TG) hanno registrato le precipitazioni più basse dall'inizio della serie di misurazioni.

Anche a Kandersteg (BE), dove le registrazioni risalgono al 1900, è stato raggiunto un minimo storico.

Ma un aprile secco non è ancora un indicatore precoce affidabile di una siccità estiva. «Ma aumentano il rischio», afferma Quirin Beck di MeteoNews interpellato da blue News.

Le conseguenze per l'agricoltura sono già evidenti

«Il suolo inizia la stagione calda in modo più secco, il che rende le piante e l'acqua più sensibili», continua il meteorologo.

Il fattore decisivo è però l'andamento di maggio e giugno: se in questo periodo cadrà una quantità sufficiente di pioggia, la situazione potrebbe attenuarsi rapidamente.

«Se invece rimarrà caldo e secco, la probabilità di siccità aumenterà notevolmente».

La siccità in corso sta già avendo un impatto notevole sull'agricoltura. Soprattutto in molti luoghi manca l'umidità del suolo.

Le giovani colture come il mais, la barbabietola da zucchero e l'erba appena seminata sono particolarmente colpite. Germinano meno bene o crescono più lentamente.

I prati forniscono anche meno foraggio, il che potrebbe mettere a dura prova l'allevamento del bestiame nel corso dell'anno. Sebbene i cereali e le viti siano considerati relativamente robusti, sono anche sensibili se la siccità persiste, con possibili perdite di resa.

Le prossime settimane sono cruciali

«A breve termine, solo l'irrigazione, strategie colturali adeguate e precipitazioni il più presto possibile aiuteranno a prevenire danni maggiori», spiega Beck.

Perché le prossime settimane sono cruciali: determineranno se l'umidità del suolo potrà riprendersi dopo il secco aprile. La pioggia stabilizzerebbe la germinazione e la crescita e aiuterebbe le piante a formare radici più profonde.

Se non ci saranno piogge a sufficienza, la situazione peggiorerà ulteriormente: il terreno continuerà a seccarsi e le piante subiranno uno stress precoce, rendendo molto più probabili le perdite di resa successive.

Una sola pioggia non è sufficiente

Una singola piovuta abbondante non è sufficiente a compensare la siccità. «Il fattore decisivo è la quantità di precipitazioni nell'arco di diverse settimane», spiega Beck.

Il terreno deve essere nuovamente inumidito lentamente, in modo che l'acqua possa penetrare negli strati più profondi. L'ideale è una pioggia regolare e moderata nell'arco di due-quattro settimane, invece di piogge intense e brevi.

Questo perché molti terreni sono in grado di assorbire solo una quantità limitata di acqua dopo lunghi periodi di siccità. Lo strato superiore è spesso secco o incrostato, a volte addirittura idrorepellente.

Le forti piogge possono quindi filtrare a fatica, parte dell'acqua scorre via superficialmente e può causare erosione localizzata o piccole inondazioni.

Più efficaci sono le piogge costanti e persistenti, che ripristinano gradualmente l'umidità del suolo. Nelle prossime settimane si deciderà se la situazione si attenuerà o peggiorerà.

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