Quanto lavoro è sano? Le 80 ore di lavoro a settimana del CEO di On scatenano critiche degli esperti: «Ideale dannoso»

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2.6.2026 - 11:42

Caspar Coppetti, co-fondatore e co-amministratore delegato di On
Caspar Coppetti, co-fondatore e co-amministratore delegato di On
KEYSTONE

L'affermazione di Caspar Coppetti sul suo ritmo lavorativo di 84 ore settimanali solleva forti preoccupazioni tra gli specialisti di psicologia del lavoro.

Igor Sertori

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Caspar Coppetti, co-fondatore e co-amministratore delegato di On, ha parlato della sua settimana lavorativa standard, generando un forte dibattito.
  • «La settimana è fatta di 80 ore, lo sappiamo tutti», ha detto il 50enne, ricordando però di riuscire a rilassarsi nel suo tempo libero.
  • La psicologa del lavoro Hildegard Nibel mette in guardia da aspettative irrealistiche e pericolose per i collaboratori.
  • L'esperta, sulla scorta di ricerche scientifiche, ricorda che «una persona può lavorare in modo concentrato per un massimo di sei ore al giorno», mentre superare il limite aumenta il «rischio di disturbi psicosomatici oltre a incrementare le probabilità di depressione e burnout».
  • Immediata la presa di posizione dell'azienda di Zurigo, di cui Roger Federer è azionista: «Si tratta di un'osservazione umoristica ed esagerata nel contesto di una conversazione dinamica».
  • La portavoce ha assicurato che l'azienda garantisce flessibilità negli orari e nelle ferie, mentre, ricorda, per i dirigenti non valgono le classiche 40 ore settimanali.

Un'intervista alla borsa di Zurigo ha innescato un acceso dibattito sulle condizioni lavorative ai vertici aziendali.

Caspar Coppetti, co-fondatore e amministratore delegato del marchio svizzero di abbigliamento sportivo «On», ha dichiarato ai microfoni di «SRF Börse» di dedicare al lavoro 12 ore al giorno, 7 giorni su 7. Il calcolo porta a un totale di 84 ore settimanali, ben al di sopra della media elvetica che si attesta tra le 41 e le 45 ore.

La dichiarazione arriva in un momento significativo per il manager 50enne. A marzo ha assunto anche il ruolo di co-amministratore delegato insieme a David Allemann, subentrando a Martin Hoffmann. L'azienda, quotata a New York, ha generato ricavi per oltre 3 miliardi di franchi nell'ultimo anno, con una crescita del 30% rispetto al 2024.

Alla domanda sulle nuove responsabilità, Coppetti ha risposto con un sorriso: «La settimana è fatta di 80 ore, lo sappiamo tutti».

Il dirigente ha poi specificato che questo ritmo rappresenta la sua routine attuale, aggiungendo: «Per il resto del tempo riesco a rilassarmi».

Nonostante pratichi snowboard nel tempo libero e mantenga una buona forma fisica, le sue parole sono state interpretate come un implicito invito a lavorare di più per raggiungere il successo.

Le preoccupazioni degli specialisti

Le reazioni degli esperti non si sono fatte attendere. Hildegard Nibel, psicologa del lavoro interpellata dal quotidiano «Blick», ha espresso forti riserve sull'impatto di tali dichiarazioni.

Secondo l'esperta, affermazioni di questo tipo creano aspettative irrealistiche e pericolose per i collaboratori: «Caspar Coppetti invia così un segnale a tutta l'azienda», ha sottolineato Nibel. «Questa affermazione mette i suoi dipendenti sotto pressione».

La psicologa ha evidenziato come questo approccio risulti controproducente per un'azienda che si definisce innovativa: «Per un'azienda che si vanta di essere particolarmente innovativa, questo non è utile».

Lo stress, infatti, riduce creatività, innovazione e propensione alla cooperazione.

L'esperta di salute mentale ha citato evidenze scientifiche precise: «La ricerca dimostra che una persona può lavorare in modo concentrato per un massimo di sei ore al giorno». Oltre questo limite, «aumenta il rischio di disturbi psicosomatici come mal di testa o cattivo sonno», oltre a incrementare le probabilità di depressione e burnout.

«Lavorare di più non vuol dire lavorare meglio», ha concluso l'esperta, accusando il manager di trasmettere «un ideale dannoso».

La risposta dell'azienda

L'ufficio stampa di «On», come riportato dal «Il fatto quotidiano», è intervenuto per chiarire la portata delle dichiarazioni del proprio CEO. Una portavoce ha spiegato che «si tratta di un'osservazione umoristica ed esagerata nel contesto di una conversazione dinamica».

Tuttavia, l'azienda ha riconosciuto che i vertici affrontano carichi di lavoro significativi: «Gestire un'azienda come On presuppone un impegno eccezionale, da parte del team dirigenziale», un impegno che «non può sempre essere misurato nelle classiche settimane di 40 ore».

Per quanto riguarda i dipendenti, la portavoce ha assicurato che l'azienda garantisce flessibilità negli orari e nelle ferie. Secondo dati interni, «nei sondaggi anonimi annuali, la stragrande maggioranza si dichiara estremamente soddisfatta dell'equilibrio tra lavoro e vita privata».

Il dibattito emerge in un periodo delicato per «On», nota anche per la partnership con Roger Federer come testimonial e azionista.

L'azienda sta gestendo una forte espansione nel mercato statunitense e deve affrontare alcune questioni reputazionali. Tra queste, le lamentele dei clienti per scarpe che producono rumore e, soprattutto, la controversia sull'uso del simbolo della croce svizzera su calzature prodotte in Cambogia e Vietnam.