L'UE impone nuove regole Lidi italiani sotto attacco: si avvicina uno stravolgimento totale

Sven Ziegler

28.4.2026

In Italia è imminente un aumento dei prezzi in spiaggia.
In Italia è imminente un aumento dei prezzi in spiaggia.
Keystone

I celebri lidi italiani - le spiagge attrezzate con ombrelloni, lettini e servizi - si trovano alla vigilia di una svolta profonda. L'Italia dovrà infatti mettere a gara a livello europeo tutte le concessioni balneari entro giugno 2027, in linea con quanto previsto dalla Direttiva Bolkestein del 2006.

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Sven Ziegler, Paolo Beretta

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  • I celebri lidi italiani - stabilimenti balneari attrezzati con ombrelloni, lettini e servizi - si trovano di fronte a una possibile svolta.
  • Entro giugno 2027, l'Italia dovrà mettere a gara circa 30’000 concessioni in tutta l'UE, come previsto dalla Direttiva Bolkestein del 2006, la cui applicazione è stata rinviata per anni.
  • I gestori protestano e parlano di un vero e proprio esproprio, temendo anche un aumento dei prezzi per i turisti.
  • Nonostante in passato Giorgia Meloni avesse promesso tutela per il settore, il governo si prepara ora ad avviare le gare, anche sotto la pressione delle possibili sanzioni europee.

Chi va al mare in Italia conosce bene la scena: file ordinate di ombrelloni, lettini allineati e un bar al centro - tutto a pagamento.

I lidi fanno parte della tradizione balneare del Paese e rappresentano anche un pilastro economico.

Ogni anno, circa 30'000 operatori generano un giro d'affari stimato attorno ai 15 miliardi di euro, dando lavoro a centinaia di migliaia di persone.

Per decenni, le concessioni di queste spiagge sono state tramandate, spesso all’interno delle stesse famiglie.

Ma questo modello è destinato a cambiare. La direttiva europea Bolkestein del 2006 prevede infatti che i beni pubblici - comprese le spiagge - vengano assegnati tramite gare aperte a tutti gli operatori.

Dopo aver rinviato l'applicazione per anni, Roma è ora chiamata ad agire. La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione e, senza un adeguamento entro giugno 2027, l'Italia rischia sanzioni pesanti e possibili ripercussioni sui fondi europei.

«Balneari incavolati»: monta la protesta dei gestori

La reazione del settore è durissima.

I concessionari si sono organizzati sotto il nome di «Balneari incazzati» e sono già scesi in piazza in più occasioni. Le prime proteste si sono svolte a febbraio durante il Festival di Sanremo, mentre una grande manifestazione è attesa nei prossimi giorni a Roma, con migliaia di partecipanti.

Al centro delle rivendicazioni c'è la richiesta di fermare le gare: secondo i gestori, le spiagge non sarebbero una risorsa scarsa e quindi la direttiva europea non dovrebbe essere applicata.

A dare voce al malcontento è anche Sergio Palazzo, titolare del Lido Selvaggio di Sperlonga, come racconta la stampa italiana. «Quando ho ottenuto la concessione, 22 anni fa, c'erano solo sabbia e dune», spiega.

Da allora avrebbe reinvestito tutto nell'attività e teme ora di perdere quanto costruito: una nuova assegnazione verrebbe vissuta come un’espropriazione. Palazzo avverte inoltre che eventuali nuovi concessionari potrebbero trasferire sui clienti l'aumento dei costi, facendo lievitare i prezzi dei lidi.

Una situazione delicata anche sul piano politico.

Giorgia Meloni e Matteo Salvini si erano più volte, senza sorprese vista la loro matrice politica populista, schierati a favore dei gestori. La premier, in particolare, aveva promesso in campagna elettorale che le spiagge non sarebbero state messe a gara.

Ora però il governo sta preparando i bandi e ha già definito criteri uniformi a livello nazionale, cercando un equilibrio non semplice a poco più di un anno dalle elezioni.

Insomma, i prossimi mesi potrebbero rivelarsi molto caldi, e non solo per via dell'estate.