«Sapeva delle ragazze»Caso Epstein, spuntano tre email compromettenti per Donald Trump
SDA
12.11.2025 - 21:04
Epstein afferma apertamente che «Trump sapeva delle ragazze».
Keystone
Nuove email rivelate collegano Jeffrey Epstein a Donald Trump: nei messaggi si parla di ragazze minorenni e di strategie per gestire l'immagine del tycoon.
Keystone-SDA
12.11.2025, 21:04
SDA
Nella nuova tranche di documenti su Jeffrey Epstein, rivelati in parte dai Democratici della commissione vigilanza della Camera, sono almeno tre le email compromettenti per Donald Trump.
Messaggi in cui il finanziere pedofilo non solo contraddice la versione dei fatti di The Donald ma sembra riflettere con l'allora fidanzata (nonché complice) Ghislaine Maxwell e il giornalista-scrittore Michael Wolff su come giocarsi il suo nome.
In una e-mail datata 2 aprile 2011, quando Trump era un personaggio tv e una celebrità dei tabloid di New York, Epstein, parlando di una delle sue vittime e del tycoon, scrisse a Ghislaine Maxwell: «Voglio che tu ti renda conto che il cane che non ha abbaiato è Trump...».
Epstein cita Trump e una delle sue vittime
La email prosegue con il nome di una ragazza (coperto da omissis, ma secondo i repubblicani è la defunta Virginia Giuffre) che «ha passato ore a casa mia con lui, e lui non è mai stato menzionato» dalla polizia. Maxwell rispose: «Ci stavo pensando anch'io...».
Circa tre anni prima, nel giugno 2008, Epstein era stato condannato a 18 mesi di carcere dopo essersi dichiarato colpevole di adescamento per prostituzione, anche di una minorenne. Fu rilasciato nel luglio 2009, dopo aver scontato solo 13 mesi.
«Sapeva delle ragazze»
In un'altra email del 2019 Epstein afferma apertamente che «Trump sapeva delle ragazze» oggetto di molestie, alcune delle quali erano minorenni e venivano reclutate tra le massaggiatrici di Mar-a-Lago.
All'epoca l'imprenditore era al centro di una rinnovata attenzione mediatica dopo gli articoli del «Miami Herald» sul controverso patteggiamento del 2008.
L'uomo menzionava anche una delle sue vittime a Mar-a-Lago, negando che Trump gli avesse mai chiesto di lasciare il club: «Mai stato membro, mai».
Strategia mediatica tra Epstein e Wolff
In una terza email, datata 15 dicembre 2015 - la sera di un dibattito delle primarie repubblicane - Wolff avvisò Epstein: la «CNN» «sta pianificando di chiedere a Trump del suo rapporto con te». Epstein rispose: «Se potessimo elaborare una risposta per lui, quale pensi che dovrebbe essere?».
Wolff suggerì di non fare nulla: «Penso che dovresti lasciarlo impiccare da solo. Se dicesse di non essere mai stato sul tuo aereo o a casa tua, ti fornirebbe una preziosa carta mediatica e politica. E tu puoi impiccarlo in un modo che potenzialmente genera un vantaggio positivo per te, oppure, se sembra davvero che possa vincere, potresti salvarlo, generando un debito. Certo, è possibile che, quando glielo chiederanno, dica che Jeffrey è un bravo ragazzo e ha ricevuto un trattamento ingiusto, vittima del politicamente corretto, cosa che dovrebbe essere messa al bando in un regime di Trump».
The Donald, in quel dibattito, non ricevette alcuna domanda sul tema.