Wikie, l'orca parlante
22.09.2025
Un'orca di 14 anni è riuscita a imitare parole umane come «hello» e «bye bye», sorprendendo i ricercatori.
Hai fretta? blue News riassume per te
- Secondo «CBS News», i ricercatori hanno addestrato l'orca Wikie a ripetere suoni e persino parole umane come «hello» e «bye bye».
- In natura le orche comunicano con un ampio repertorio di vocalizzazioni, con veri e propri «accenti regionali» che distinguono i diversi branchi.
- Nonostante la straordinaria capacità di imitazione, gli scienziati sottolineano che non ci sono prove che le orche comprendano il significato delle parole ripetute.
Quando si parla di animali dall’intelligenza impressionante, le orche meritano senza dubbio un posto d'onore. Basti pensare che la loro sola presenza basta a far fuggire in profondità persino gli squali bianchi.
Predatori straordinariamente efficaci, questi cetacei cacciano dalla piccola aringa fino addirittura alla balenottera azzurra adulta, il più grande animale vivente sulla Terra. Una parte fondamentale del loro successo sta proprio nel cervello: le orche cooperano nella caccia con strategie complesse.
Ed è proprio questa intelligenza che ha permesso di osservare un fenomeno sorprendente: la capacità di alcune orche di imitare parole umane. Come riferito da «CBS News» i ricercatori hanno addestrato Wikie, un'orca di 14 anni, a riprodurre prima i suoni del suo cucciolo di tre anni, poi altri versi mai sentiti prima.
In seguito, l'hanno esposta a suoni prodotti da un essere umano, fra cui «hello», «Amy», «ah ha», «one, two» e «bye bye». Con grande stupore, Wikie è riuscita a ripetere diversi versi orcini e persino due parole umane al primo tentativo.
Parlano, ma capiscono il significato?
In natura, le orche utilizzano un vasto repertorio di vocalizzazioni per comunicare, con richiami caratteristici che identificano i singoli branchi. Alcuni gruppi condividono schemi sonori simili, diversi da quelli di altre zone: un vero e proprio «accento regionale».
Quanto all'accento con le parole umane, le reazioni degli spettatori sono state contrastanti: c’è chi ha definito l'«hello» di Wikie «demoniaco», chi l'ha paragonato a «una voce del diavolo in una ghost box», ridendone, e chi invece si è emozionato, scrivendo: «Mi vengono le lacrime agli occhi, viviamo in un mondo meraviglioso pieno di creature incredibili».
Ma le orche capiscono quello che dicono? La risposta è no, o almeno non ci sono prove in tal senso. Tuttavia, gli esperti sottolineano l’eccezionalità del risultato.
«Nonostante la morfologia delle orche sia così diversa, riescono a produrre suoni molto simili a quelli di un'altra specie, in questo caso la nostra», ha spiegato la professoressa Call, citata sempre da «CBS News» Ma aggiunge: «Non abbiamo alcuna prova che comprendano cosa significhi il loro ‹hello›».
Lo studio sull'orca Wikie non è nuovo: i risultati furono pubblicati già nel 2018 sulla rivista Proceedings of the Royal Society B.
Negli ultimi giorni, però, il tema è tornato d’attualità perché i video e le registrazioni dell’esperimento sono stati ripresi da diversi media internazionali, rilanciando la curiosità del pubblico.