Sulla linea Milano–Lecco Modella brasiliana aggredita su un treno: «Voleva uccidermi, nessuno è intervenuto»

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7.11.2025 - 15:38

Stephanie Amaral, una modella brasiliana, ha condiviso sui social media la sua esperienza di essere stata brutalmente aggredita su un treno della linea Milano–Lecco. La polizia ha fermato un sospetto in relazione all'incidente.

Antonio Fontana

Un viaggio di ritorno a casa si è trasformato in un incubo per una giovane donna aggredita giovedì sera su un treno della linea Milano–Lecco, tra le stazioni di Carnate Usmate e Arcore. L’episodio, denunciato dalla vittima sui social e confermato dalle autorità, è avvenuto poco dopo le 20.

Secondo il suo racconto, l’uomo – descritto come un passeggero che già la fissava insistentemente – le avrebbe lanciato contro una bottiglia d’acqua senza motivo, per poi iniziare a insultarla e intimarle di «stare zitta».

La donna, disorientata, ha cercato di capire cosa stesse accadendo, ma l’aggressore ha continuato a inveire: «Con una stupida reazione gli ho detto di stare zitto e allora lui si è alzato e ha iniziato a gridare che avrebbe finito con me».

Quando l’uomo ha tentato di afferrarla, la giovane ha usato lo spray al peperoncino per difendersi, ma l’aggressore l’ha colpita con un pugno e, mentre era a terra, le ha sferrato calci.

«Sono stati minuti di terrore, pensavo di non sopravvivere», ha raccontato. Solo dopo essere riuscita ad allontanarsi, la vittima è riuscita a registrare il volto dell’uomo con il telefono.

Scoppiano le proteste sui social

Come riporta «La Repubblica», la polizia ferroviaria, intervenuta dopo la segnalazione, ha acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza e sta cercando di identificare l’aggressore.

L’azienda Trenord ha condannato l’accaduto, sottolineando la collaborazione con le forze dell’ordine e ricordando che i convogli sono dotati di sistemi di videosorveglianza attivi.

Sui social, il post della donna è stato condiviso da centinaia di utenti, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza dei trasporti pubblici e sulla tutela delle donne che viaggiano sole. «Chiedo solo che nessuna debba vivere ciò che ho vissuto io», ha scritto lei in conclusione del messaggio.