Vaccino Covid

Moderna: «Necessaria una terza dose prima dell'inverno»

ATS / sam

5.8.2021

epa09149751 A Romanian doctor displays a vial of the Covid-19 Moderna vaccine, at the mobile vaccination center installed in the yard of the public school of Afumati village, near Bucharest, Romania, 21 April 2020. Starting from 21 April, the Romanian Army launched 20 new mobile vaccination centers against COVID-19 throughout the country, in order to speed-up the vaccination campaign in isolated or hard to reach localities. Mobile vaccination centers are serviced by military medical personnel, and assisted by civilian paramedics. Romanian authorities hope to reach 100,000 vaccinations a day. EPA/ROBERT GHEMENT
Immagine d'illustrazione
KEYSTONE

Prima dell'inverno sarà necessario un richiamo del vaccino contro il Covid-19: è quanto ha fatto sapere giovedì Moderna. Il produttore dell'altro preparato autorizzato in Svizzera, Biontech/Pfizer, aveva già espresso lo stesso avviso.

ATS / sam

5.8.2021

Dopo sei mesi, l'effetto del vaccino svanisce. Per questo Moderna pensa che sarà necessaria una terza dose, un «booster», prima dell'inverno, indica l'azienda nel testo che accompagna la pubblicazione dei suoi risultati. I test hanno infatti dimostrato che il richiamo è efficace contro le varianti del Covid-19 che preoccupano, inclusa la variante Delta.

Moderna e Biontech/Pfizer avevano precedentemente riferito che i loro vaccini sarebbero stati efficaci solo all'84% dopo sei mesi, rispetto al 94%, rispettivamente al 95% nei primi mesi.

La società con sede a Cambridge, nel Massachusetts, ha anche aggiunto di essere al lavoro su un vaccino annuale che agisca contro il Covid-19, l'influenza e altre malattie delle vie respiratorie.

L'UFSP non ha ancora preso posizione

Interpellato da Keystone-ATS, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) indica di non aver ancora preso posizione su un possibile richiamo. «Sulla base dei dati scientifici disponibili, al momento non è chiaro quando e a chi sarebbe destinata questa misura», ha affermato.

L'obiettivo principale è ancora quello di ridurre il numero di contagi gravi ed evitare di sovraccaricare il sistema sanitario, aggiunge.