Sgominata a Napoli una banda che falsifica euro in grande stile.
Source:KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER
Il tribunale di Napoli Nord ha condannato otto persone accusate di far parte del cosiddetto «Napoli Group», un cartello di falsari di banconote ritenuti tra i più efficienti del Mondo.
Secondo le stime degli inquirenti, l'organizzazione si sarebbe resa responsabile del 73% delle contraffazioni di euro in Italia, e addirittura del 79% a livello mondiale.
Al termine del processo i giudici hanno assolto sette presunti esponenti del gruppo; hanno però riconosciuto la colpevolezza di Mario Torromacco, 43 anni, ritenuto il capo della banda, condannato a 10 anni di carcere, mentre al fratello Angelo sono stati inflitti cinque anni e due mesi. Condanne più miti per altri esponenti della banda.
Figura centrale del processo è il 43enne Torromacco, una lunga esperienza da falsario, già condannato per fatti analoghi nel commessi 2009 e tratto in arresto nel 2012 in una stamperia di Vitulazio (Caserta). Era lui, per l'accusa, a tenere i contatti con i grossisti che poi rivendevano le banconote in tutta Europa, in particolare Francia, Spagna e Germania, e nel resto del Mondo, come in Colombia.
Numerosi i canali di vendita e diffusione delle banconote false: dal «dark web», ovvero il web sommerso in cui è possibile acquistare e vendere di tutto, ai tradizionali corrieri che portavano pacchi di 10mila euro, consegnandoli agli acquirenti anche negli autogrill.
Il gruppo falsificava anche le banconote da 100 euro, ma era specializzato soprattutto in quelle da 20 e 50 euro; per quelle riproducenti i 20 euro, il prezzo di vendita, secondo un preciso tariffario, era di 80 centesimi a banconota, per il taglio da 50 era di 3,50 euro a pezzo. Nel corso delle indagini sono state anche individuate e sequestrate due stamperie clandestine, entrambe nel Napoletano.
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