Al Tribunale penale di LucernaNeonato muore dopo essere stato sottoposto a due anestesie consecutive, medici in aula
Sven Ziegler
12.11.2025
Il bambino è morto durante la seconda anestesia. (immagine simbolica)
Keystone/dpa/Sebastian Gollnow
Nella Svizzera centrale, una drammatica operazione su un neonato di poche settimane è al centro di un processo. Tre medici dell'ospedale avrebbero eseguito un intervento non urgente nonostante i chiari segnali di allarme. Il bimbo non è sopravvissuto.
Sven Ziegler
12.11.2025, 11:27
13.11.2025, 09:48
Sven Ziegler
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L'Ufficio del pubblico ministero accusa tre medici di aver sottoposto un neonato a un intervento non necessario nonostante i rischi noti.
Dopo un primo collasso circolatorio, secondo l'accusa, l'anestesia è stata nuovamente indotta e poco dopo il bimbo è deceduto.
Gli inquirenti chiedono una pena detentiva parziale di tre anni e multe, ma gli imputati negano le accuse.
La procura della Svizzera centrale ha presentato un'accusa contro tre medici di alto livello di un ospedale pediatrico regionale.
Il caso ha avuto inizio alla fine dell'estate del 2021, quando un neonato è nato con sintomi di una possibile sindrome genetica di Williams-Beuren, tra cui anomalie documentate nel cuore.
Dato che la situazione non è ritenuta pericolosa per la vita in quel momento, il cardiologo curante non pianifica ulteriori esami fino a diversi mesi dopo.
In autunno, però, ha deciso di programmare un'operazione all'inguine presso l'ospedale pediatrico sotto esame. Un intervento che, secondo la Procura, non era però urgente dal punto di vista medico.
Dopo diversi colloqui informativi e i controlli di routine sul bimbo, che hanno mostrato una situazione stabile, è stata autorizzato l'intervento, programmato per due giorni dopo.
Neonato sottoposto ad anestesia due volte
Secondo l'accusa, il neonato ha reagito in modo estremamente sensibile alla prima induzione dell'anestesia per via inalatoria. Nel giro di pochi secondi, infatti, la pressione sanguigna si è abbassata e il sistema cardiovascolare è collassato.
L'équipe chirurgica ha quindi avviato immediatamente le misure di rianimazione, con successo. Dopodiché, il bimbo si è stabilizzato. Un'ecografia cardiaca immediata non ha mostrato alcun cambiamento acuto della situazione cardiaca.
Nonostante questo primo incidente - e nonostante il sospetto già noto di una sindrome che rende l'anestesia particolarmente rischiosa dal punto di vista medico - i tre medici responsabili hanno deciso di continuare comunque l'intervento.
L'accusa afferma che l'équipe ha nuovamente somministrato un anestetico inalatorio «a breve distanza di tempo» senza prendere in considerazione ulteriori chiarimenti o procedure alternative.
Anche in questo caso si sono verificati gravi problemi circolatori. L'accusa parla di «massicce instabilità emodinamiche», alle quali il bimbo questa volta non è sopravvissuto. Secondo il referto dell'autopsia, è morto per insufficienza cardiovascolare acuta, favorita dalla malattia di base e dai farmaci somministrati.
Secondo l'accusa, i tre medici non avevano valutato adeguatamente i rischi specifici della sindrome sospetta e non avevano informato pienamente i genitori sull'anestesia potenzialmente letale. Inoltre, l'intervento non era urgente dal punto di vista medico.
Richiesta di pena detentiva
Secondo la Procura, la decisione di sottoporre nuovamente il bimbo all'anestesia esattamente nello stesso modo che lo aveva portato al primo collasso e senza ulteriori chiarimenti è particolarmente grave.
Il referto dell'autopsia indica che il paziente è morto per insufficienza cardiovascolare in relazione alla malattia di base e ai farmaci utilizzati. Da questo, la Procura ha formulato l'accusa di omicidio colposo.
L'accusa chiede per tutti e tre gli imputati tre anni di reclusione, di cui sei mesi senza condizionale, oltre a multe e ammende.
Il processo si tiene oggi, mercoledì, presso il Tribunale penale di Lucerna. Per le persone coinvolte vale la presunzione di innocenza.