Scomparsa dal 1937 Nuove piste dovrebbero portare al relitto dell'avventuriera Amelia Earhart

Christian Thumshirn

3.11.2025

La storia di Amelia Earhart

La storia di Amelia Earhart

30.10.2025

Dopo quasi 90 anni di ricerche infruttuose, si è riaccesa la speranza di risolvere il mistero che ha coinvolto Amelia Earhart. La pilota, che voleva essere la prima donna a fare il giro del mondo, è scomparsa nell'Oceano Pacifico: ora è partita una spedizione che pensa di poter capire cosa è successo.

Christian Thumshirn

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Nel 1937, le tracce di Amelia Earhart scompaiono sopra il Pacifico: ancora oggi, nessuno sa cosa sia successo alla pioniera dell'aviazione americana.
  • Probabilmente la frequenza radio sbagliata e un'antenna difettosa hanno fatto sì che la ragazza mancasse il suo obiettivo di poche decine di chilometri.
  • Ora i ricercatori vogliono la certezza: sperano di trovare le prove che Amelia Earhart sia rimasta bloccata su Nikumaroro dopo un atterraggio di emergenza.
  • La spedizione nei mari del Sud dovrebbe iniziare il 4 novembre 2025.

A quasi 90 anni dalla sua scomparsa, Amelia Earhart torna a fare notizia: il 26 settembre 2025 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che avrebbe declassificato tutti i documenti governativi relativi alla leggendaria pioniera dell'aviazione.

I ricercatori sperano di trovare finalmente trascrizioni radiofoniche, documenti governativi segreti e possibili testimonianze oculari che potrebbero far luce sul luogo in cui la donna è realmente scomparsa e permettere di capire se è stata catturata dai giapponesi.

Non è solo a Washington D.C. che il caso si sta riaprendo: recenti indizi e nuovi ritrovamenti nel Pacifico meridionale stanno alimentando le speranze di risolvere finalmente il mistero della scomparsa di Earhart.

La prima donna a volare attraverso l'Atlantico

Amelia Earhart è stata un'icona del suo tempo, un simbolo di coraggio, indipendenza e pionierismo tecnico: fu la prima donna ad attraversare l'Atlantico in solitaria nel 1932.

Negli anni Trenta non era solo una celebre pilota, ma una celebrità mondiale: la versione al femminile di Charles Lindbergh. Un idolo di una generazione che credeva nelle possibilità illimitate della modernità.

Nell'estate del 1937, la ragazza volle raggiungere un ultimo grande obiettivo: la prima circumnavigazione del globo con un aereo a motore, come prima donna pilota della storia. Un viaggio di 47'000 chilometri, con 30 scali, attraverso continenti e oceani.

Ma nell'ultima tappa, tra Lae in Papua Nuova Guinea, dove Earhart fece il suo ultimo scalo, e la piccola Howland Island - un atollo appena visibile nel mezzo del Pacifico, a metà strada tra l'Australia e le Hawaii - scomparve senza lasciare traccia.

L'ultimo messaggio radio della Earhart fu: «Dovremmo essere sopra di voi ora, ma non possiamo vedervi».

Silenzio radio sul Pacifico

In seguito è emerso che gli errori tecnici e le incomprensioni nelle comunicazioni radio potrebbero aver giocato un ruolo decisivo.

Secondo il capitano Almon A. Gray, specialista radiofonico degli Stati Uniti, la donna aveva selezionato una frequenza radio sulla quale il suo radiotelecomando non era in grado di fornire un rilevamento. C'era anche un problema di antenna: sebbene non riuscisse a sentire la Guardia Costiera, questa era in grado di riceverla chiaramente.

Tragicamente, Earhart probabilmente mancò l'isola di Howland di poche decine di chilometri.

La notizia della sua scomparsa sconvolse il mondo. Gli Stati Uniti lanciarono un'operazione di ricerca senza precedenti: più di 60 navi e aerei setacciarono il Pacifico per settimane.

Ma non vennero ritrovati né il relitto dell'aereo né alcuna traccia di lei o del suo radiotelegrafista e navigatore, Fred Noonan. Amelia Earhart diventa una leggenda e la sua scomparsa il più grande mistero irrisolto della storia dell'aviazione. Ciò che le accadde continua, ancora oggi, a lasciare perplessi storici, ricercatori e avventurieri.

Congetture e ricerche di indizi attraverso i decenni

Le ipotesi sono iniziate poco dopo il disastro del luglio 1937. Alcuni ritengono che l'aereo si sia schiantato in mare aperto, altri che abbia effettuato un atterraggio di emergenza su uno dei remoti atolli. In seguito, si vociferava persino che fosse stata catturata da una nave giapponese.

A partire dagli anni '80, le ricerche si spostarono sempre più verso l'isola di Nikumaroro, un atollo del Pacifico meridionale che oggi appartiene allo stato insulare di Kiribati.

Il motivo: diversi segnali radio ricevuti nei giorni successivi alla scomparsa di Earhart indicavano che lei e il suo navigatore Fred Noonan potevano essere rimasti bloccati lì.

I funzionari coloniali hanno anche riferito di aver trovato sull'isola ossa umane, scarpe da donna e pezzi di metallo, prove che i ricercatori hanno interpretato come possibili tracce della pioniera dell'aviazione.

L'organizzazione TIGHAR (The International Group for Historic Aircraft Recovery) ha consolidato queste prove in un'ipotesi plausibile: Amelia Earhart ha effettuato un atterraggio di emergenza su Nikumaroro, vi è rimasta bloccata e infine è morta.

Durante le spedizioni effettuate tra il 1989 e il 2019, il TIGHAR ha scoperto frammenti di alluminio, bottiglie di cosmetici, parti di utensili e resti di fuochi da campo: tutte prove però solo circostanziali.

Ma anche il famoso oceanografo Robert Ballard, che ha scoperto il Titanic, non ha trovato altre tracce dell'aereo in una missione su larga scala in acque profonde nel 2019. Ma il fascino del caso rimane inalterato.

Nuove speranze nel mistero Earhart

Solo nel 2023 le ricerche ripresero: la società statunitense Deep Sea Vision pubblicò un'immagine sonar da circa 4800 metri di profondità che potrebbe mostrare la fusoliera del Lockheed Electra 10E di Amelia Earhart.

L'immagine sonar mostra una forma simile a quella dell'aereo di Amelia Earhart.
L'immagine sonar mostra una forma simile a quella dell'aereo di Amelia Earhart.
Deep Sea Vision / PR

Il fondatore di Deep Sea Vision, Tony Romeo, ha finanziato personalmente la spedizione di cento giorni, ha utilizzato un veicolo subacqueo autonomo con una tecnologia sonar all'avanguardia e ha fatto notizia in tutto il mondo con l'immagine «color oro».

Tuttavia, l'autenticità dell'immagine rimane tuttora non confermata: l'équipe voleva infatti tornare nel 2025 con una telecamera subacquea per riesaminare l'oggetto.

La spedizione Taraia: nuove tracce di Amelia Earhart

Mentre la scoperta di Deep Sea Vision è ancora in attesa di conferma, la Purdue University negli Stati Uniti, insieme all'American Archaeological Legacy Institute (ALI) e all'organizzazione TIGHAR, sta seguendo una seconda traccia scientificamente documentata: il cosiddetto oggetto Taraia nella laguna dell'atollo di Nikumaroro nei mari del Sud.

Questa immagine satellitare mostra il cosiddetto oggetto Taraia nella laguna di Nikumaroro, che potrebbe essere i resti dell'aereo della Earhart.
Questa immagine satellitare mostra il cosiddetto oggetto Taraia nella laguna di Nikumaroro, che potrebbe essere i resti dell'aereo della Earhart.
Immagine: archaeologychannel.org

Se il sospetto venisse confermato, si tratterebbe clamoroso: le immagini satellitari potrebbero mostrare i resti dell'aereo di Amelia Earhart.

Il mistero appare... e scompare di nuovo

L'oggetto è arrivato all'attenzione del ricercatore Michael Ashmore, che lo ha individuato per la prima volta su un'immagine satellitare di Apple Maps nel 2020.

L'Archaeological Legacy Institute si è poi procurato altre 26 immagini satellitari dal 2009 al 2021, finanziate da donatori privati, e altre tre immagini di Google Earth dal 2022 al 2024.

In queste immagini, l'oggetto diventa visibile per la prima volta il 27 aprile 2015, poco dopo la devastante tempesta tropicale Pam, che ha colpito la regione nel marzo 2015. Si dice che Pam sia stato uno degli uragani più forti mai registrati nel Pacifico meridionale. L'ondata di tempesta ha sradicato gli alberi di Nikumaroro e ha trasportato sedimenti nella laguna.

L'oggetto Taraia, che in precedenza era stato nascosto sotto la sabbia, è stato presumibilmente portato alla luce durante il processo. La struttura era chiaramente riconoscibile nel 2015 e nel 2016; dal 2020 è tornata a essere sfocata e da allora sembra essere stata coperta da un sottile strato di sedimenti.

Prime indicazioni visive già nel 1938

Oltre alle immagini satellitari, i ricercatori hanno identificato l'oggetto anche nelle immagini dei droni del luglio 2017. Inoltre, le fotografie aeree scattate dall'esercito neozelandese nel 1938 mostravano già una forma vistosa sott'acqua nello stesso punto.

In un video dell'elicottero del TIGHAR del 2001, si vede un riflesso solare luminoso esattamente in questa posizione. Apparentemente di un oggetto metallico sul fondo della laguna.

Los Angeles, 3 luglio 1937: la prima pagina del Los Angeles Times riporta la notizia della scomparsa di Amelia Earhart. Lo schizzo mostra la sua ultima fase di volo.
Los Angeles, 3 luglio 1937: la prima pagina del Los Angeles Times riporta la notizia della scomparsa di Amelia Earhart. Lo schizzo mostra la sua ultima fase di volo.
IMAGO/GRANGER Historical Picture Archive

Queste osservazioni supportano la teoria secondo cui l'oggetto di Taraia potrebbe effettivamente essere il relitto del Lockheed Electra 10E di Amelia Earhart.

Le dimensioni e la forma corrispondono alla fusoliera e alla coda dell'aereo e il materiale altamente riflettente indica una superficie metallica.

L'oggetto si trova inoltre in un punto in cui, secondo gli oceanografi, le correnti e il vento potrebbero aver effettivamente trascinato nella laguna un relitto alla deriva proveniente dal Tatiman Passage.

2025: spedizione con il 90% di probabilità di successo

Ora i ricercatori vogliono la certezza. Il 4 novembre 2025, l'archeologo Richard Pettigrew parte per la remota isola di Nikumaroro con un team di 14 esperti. È convinto che Earhart e il suo navigatore Fred Noonan siano rimasti bloccati lì dopo un atterraggio di fortuna, a 400 miglia dalla loro reale destinazione, l'isola di Howland.

Pettigrew parla di una probabilità del 90% di trovare finalmente il relitto del leggendario aereo. «Abbiamo molte prove, ma non sapremo la verità finché non saremo sul posto e le esamineremo», ha dichiarato al «Baltimore Sun».

La spedizione durerà cinque giorni. Utilizzando sensori e tecnologie fotografiche all'avanguardia, i ricercatori vogliono documentare l'oggetto Taraia e verificare se si tratta davvero del Lockheed Electra 10E di Earhart.

Se le ipotesi saranno confermate, seguirà una seconda missione per recuperare l'oggetto. Nonostante i numerosi scettici, Pettigrew rimane convinto: il mistero di Amelia Earhart, uno dei più grandi della storia dell'aviazione, potrebbe essere risolto nelle prossime settimane.