Papa Francesco: «Il Covid devasta il mondo del lavoro, prospettive drammatiche»

SDA

21.12.2021 - 18:30

Investire in educazione e lavoro, non nelle armi. È il sunto del messaggio di papa Francesco pubblicato oggi per la 55/a Giornata Mondiale della Pace, che ricorrerà il primo di gennaio.
Keystone

Investire in educazione e lavoro, non nelle armi. È il sunto del messaggio di papa Francesco pubblicato oggi per la 55ma Giornata Mondiale della Pace, che ricorrerà il 1. gennaio.

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21.12.2021 - 18:30

«Ai governanti e a quanti hanno responsabilità politiche e sociali, ai pastori e agli animatori delle comunità ecclesiali, come pure a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, faccio appello affinché insieme camminiamo su queste tre strade: il dialogo tra le generazioni, l'educazione e il lavoro. Con coraggio e creatività», richiama il Papa su quelli che ritiene i tre «strumenti per edificare una pace duratura».

«E che siano sempre più numerosi coloro che, senza far rumore, con umiltà e tenacia, si fanno giorno per giorno artigiani di pace», auspica.

In particolare sul tema lavoro nell'odierno contesto pandemico l'allarme di Francesco è molto serrato e diretto. «La pandemia da Covid-19 ha aggravato la situazione del mondo del lavoro, che stava già affrontando molteplici sfide», afferma. «Milioni di attività economiche e produttive sono fallite – spiega Francesco – i lavoratori precari sono sempre più vulnerabili; molti di coloro che svolgono servizi essenziali sono ancor più nascosti alla coscienza pubblica e politica; l'istruzione a distanza ha in molti casi generato una regressione nell'apprendimento e nei percorsi scolastici».

Inoltre, «i giovani che si affacciano al mercato professionale e gli adulti caduti nella disoccupazione affrontano oggi prospettive drammatiche».

Ma non solo

Ma non solo. In particolare, «l'impatto della crisi sull'economia informale, che spesso coinvolge i lavoratori migranti, è stato devastante». «Molti di loro – prosegue – non sono riconosciuti dalle leggi nazionali, come se non esistessero; vivono in condizioni molto precarie per sé e per le loro famiglie, esposti a varie forme di schiavitù e privi di un sistema di welfare che li protegga».

«A ciò si aggiunga – osserva Bergoglio – che attualmente solo un terzo della popolazione mondiale in età lavorativa gode di un sistema di protezione sociale, o può usufruirne solo in forme limitate». E In molti Paesi «crescono la violenza e la criminalità organizzata, soffocando la libertà e la dignità delle persone, avvelenando l'economia e impedendo che si sviluppi il bene comune». «La risposta a questa situazione – aggiunge – non può che passare attraverso un ampliamento delle opportunità di lavoro dignitoso».

C'è un altro punto in cui il Papa mette con severità il dito nella piaga. «Negli ultimi anni è sensibilmente diminuito, a livello mondiale, il bilancio per l'istruzione e l'educazione, considerate spese piuttosto che investimenti», osserva. «Le spese militari, invece – denuncia -, sono aumentate, superando il livello registrato al termine della 'guerra fredda', e sembrano destinate a crescere in modo esorbitante».

«È dunque opportuno e urgente», rileva Francesco, «che quanti hanno responsabilità di governo elaborino politiche economiche che prevedano un'inversione del rapporto tra gli investimenti pubblici nell'educazione e i fondi destinati agli armamenti». E perseguire «un reale processo di disarmo internazionale non può che arrecare grandi benefici allo sviluppo di popoli e nazioni – avverte -, liberando risorse finanziarie da impiegare in maniera più appropriata per la salute, la scuola, le infrastrutture, la cura del territorio e così via».

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