Pestaggio fatale a MassaPapà morto davanti al figlio di 11 anni, parla la compagna: «L'hanno ucciso a calci e pugni»
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13.4.2026 - 19:10
Immagine d'illustrazione
archivio KEYSTONE
La donna, che ha visto la scena insieme al giovane, ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti di quanto avvenuto sabato sera a Massa, in Toscana, dove il suo compagno è stato massacrato da un gruppo di giovani a seguito di un semplice rimprovero.
Sabato sera nel centro di Massa, in Toscana, un uomo ha perso la vita davanti al figlio dopo essere stato aggredito da un gruppo di giovani.
Mentre l'uomo attraversava la piazza principale con il bambino, la compagna e il fratello di lei, hanno notato un gruppo di ragazzi che lanciava bottiglie contro la vetrata di un negozio.
Il fratello si è quindi rivolto con gentilezza ai ragazzi, dicendo loro di smettere, perché qualcuno poteva farsi male.
Come risposta quei ragazzi hanno raggiunto i due uomini e hanno iniziato a colpirli con pugni e calci.
La compagna chiarisce un punto per lei fondamentale: il 47enne non è morto per una caduta con conseguente colpo alla testa, ma «l'hanno pestato a morte».
Sul quanto successo è intervenuta anche Francesca Fialdini, volto noto della RAI, perché l'uomo era suo compagno di classe: «Sapere che è morto a causa di una violenza degenerata, messa in atto da ragazzini è doppiamente doloroso».
Una serata come tante, che però è finita in tragedia. Si delineano i contorni di quanto successo sabato sera nel centro di Massa, in Toscana, dove un uomo ha perso la vita davanti al figlio dopo essere stato aggredito da un gruppo di giovani.
Come riporta «Leggo», erano da poco passate le 21.30. Papà Giacomo si trovava in Piazza Palma insieme alla compagna Sara, al fratello di lei, Gabriele, e - appunto - al figlio di 11 anni.
Mentre attraversavano la piazza hanno notato un gruppo di ragazzi che si divertiva a lanciare bottiglie contro la vetrata di un negozio. Così Gabriele ha deciso di intervenire e, con gentilezza, ha detto loro di smettere, perché qualcuno poteva farsi male.
Ma la risposta è stata la violenza pura. Quei ragazzi, raggiunti da altri amici, hanno circondato Giacomo e Gabriele e hanno iniziato a colpirli con pugni e calci. Sara, disperata, ha preso il bambino e l'ha portato via per proteggerlo. Poi è tornata indietro, urlando ai aggressori di fermarsi, ma non l'hanno fatto.
«L'hanno pestato a morte», racconta la donna al «Corriere della Sera», sul quale chiarisce un punto per lei fondamentale: Giacomo non è morto per una caduta con conseguente colpo alla testa, come è stato detto in un primo tempo
«È morto per le botte. Gli usciva sangue dalle orecchie. Hanno smesso solo quando hanno capito che l'avevano ammazzato». Poi sono scappati via.
Le ultime parole del figlio: «Babbo, alzati. Per favore alzati»
Qualcuno è accorso per aiutare Giacomo: due ragazzi hanno tentato di praticargli il massaggio cardiaco. Sara si è avvicinata al compagno, gli ha preso la testa tra le mani. Il piccolo di 11 anni, il figlio di Giacomo, gli stringeva la mano e ripeteva: «Babbo, alzati. Per favore alzati». Ma Giacomo non si è più alzato.
I carabinieri sono arrivati poco dopo. In caserma, un testimone ha fatto il nome di uno degli aggressori. Le indagini hanno portato al fermo di tre persone: due maggiorenni e un minorenne.
Un futuro spezzato
Giacomo aveva 47 anni. Era un uomo descritto dalla compagna come «speciale, dolce e delicato». Si erano innamorati subito, di un amore maturo. Avevano grandi progetti per il futuro.
«A luglio ci dovevamo sposare», racconta Sara con il cuore spezzato. «Avevamo preso una casa per vivere assieme e invecchiare mano nella mano».
Ora quel futuro non esiste più, rubato da una violenza insensata, scatenata da un semplice atto di educazione civica.
Anche Francesca Fialdini, volto noto della RAI, ha deciso di concedersi uno sfogo sui social dopo quanto successo. Questo perché lei Giacomo lo conosceva bene: era infatti suo compagno di classe.
«Sapere che è morto a causa di una violenza degenerata, messa in atto da ragazzini è doppiamente doloroso», ha scritto la presentatrice, aggiungendo: «Giacomo era un papà». Da qui, l’interrogativo che attraversa tutto il suo messaggio: dove sono oggi gli adulti, i genitori, le istituzioni?
Nel suo intervento, la conduttrice punta il dito contro una mancanza diffusa: quella di un’educazione emotiva che, a suo dire, viene ancora sottovalutata, così come l’assenza di alternative concrete per i più giovani. «I ragazzi hanno bisogno di altro», è il senso del suo appello, che richiama la necessità di costruire spazi e percorsi capaci di favorire una socialità più sana e rispettosa.
Ma al centro del suo messaggio resta il dolore personale. Fialdini ricorda Giacomo come «un compagno di giochi» e «un padre di famiglia», soffermandosi anche sul dramma vissuto dal figlio, testimone diretto della violenza.
Infine, un ultimo saluto, semplice e carico di affetto: «Ciao Giacomo, ragazzone sorridente».