Fiaccolata a Massa Papà morto davanti al figlio, uno dei fermati: «Mi ha colpito e io ho reagito». Ecco cosa si sa finora

ai-scrape

15.4.2026 - 12:56

Dopo i fatti, avvenuti sabato sera nel centro della città toscana di Massa, sono stati identificati e fermati cinque giovani, tre dei quali minorenni. I famigliari di questi ultimi sostengono i figli, dicendo di non aver insegnato loro la violenza. Un papà ha anche offerto una sorta di borsa di studio al figlio dell'uomo ucciso, rimasto orfano. 

Sara Matasci

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Una fiaccolata si è tenuta nel centro storico di Massa per ricordare Giacomo Bongiorni, il 47enne morto davanti al figlio di 11 anni dopo un'aggressione da parte di un gruppo di giovani.
  • Intanto le indagini dei carabinieri hanno permesso di identificare e fermare due maggiorenni e di tre minorenni.
  • Uno dei minorenni fermati ha rilasciato una versione diversa dei fatti, sostenendo di essere stato colpito e di aver reagito.
  • Anche i genitori degli altri arrestati sostengono che i figli si sarebbero difesi da un'aggressione partita dai due uomini: «Non ho insegnato a mio figlio la violenza, mio figlio non è un criminale».
  • Il padre di un altro giovane coinvolto si è detto disponibile a pagare gli studi al figlio dell'uomo ucciso.

Una fiaccolata si è tenuta ieri sera, martedì, nel centro storico di Massa per ricordare Giacomo Bongiorni, il 47enne morto davanti al figlio di 11 anni dopo un'aggressione avvenuta sabato sera, 11 aprile, nella città toscana.

Con loro, quella sera, c'erano anche la compagna, Sara, e il fratello di lei, Gabriele

Intanto le indagini dei carabinieri, come riporta il sito di «Rai News», hanno permesso di identificare cinque persone coinvolte nell'episodio: si tratta di due maggiorenni rumeni, che si trovano in stato di fermo per concorso in omicidio volontario, e di tre minori, la cui posizione è al vaglio della procura minorile di Genova. 

Cosa è successo quella notte

L'aggressione, lo ricordiamo, è avvenuta sabato sera in Piazza Palma, dove un gruppo di una decina di giovani, visibilmente ubriachi, stavano lanciando bottiglie e bicchieri contro la vetrina di un negozio.

Dopo aver notato la scena, il cognato di Bongiorni ha chiesto ai ragazzi di smettere. Ed è a quel punto sarebbe scattata l'aggressione da parte del gruppo.

Bongiorni è intervenuto per difendere il fratello della sua compagna e, durante la colluttazione, è finito a terra battendo la testa. Ha poi avuto un arresto cardiaco, che si è rivelato fatale.

«Dovevamo sposarci: lo hanno ammazzato davanti ai miei occhi»

«Si nota dalle immagini che una volta andato a terra, prosegue l'azione energica dei giovani contro di lui», ha detto il colonnello incaricato durante una conferenza stampa, precisando che i due maggiorenni fermati hanno precedenti di polizia, ma non di rilievo significativo e non specifici rispetto all'evento.

La compagna di Bongiorni è sconvolta: ha assistito alla scena ed è stata ricoverata in ospedale sotto shock: «Dovevamo sposarci, lo hanno ammazzato davanti ai miei occhi. Ma come è possibile? Non si può morire così. Lo rivoglio tra le mie braccia».

La donna ha raccontato a «Repubblica» cosa ha vissuto. «Eravamo nella piazza, li hanno circondati, picchiati. Ho iniziato a chiedere aiuto, il bambino cercava di alzare il padre da terra e sono scappato con lui per metterlo in salvo. È stato terribile. Siamo distrutti. Ditemi che è solo un brutto sogno».

Uno dei giovani: «Sono stato colpito e ho reagito»

Uno dei minorenni fermati, di 17 anni, ha però rilasciato una versione diversa dei fatti. Secondo quanto riporta il «Corriere della Sera», avrebbe dichiarato di essere stato colpito e di aver reagito. Analogo racconto sarebbe stato fatto da un altro dei giovani coinvolti nei fatti.

Anche i genitori degli altri arrestati sostengono che i figli si sarebbero difesi da un'aggressione partita dai due uomini: «Da quello che sappiamo anche i ragazzi sono stati aggrediti e si sono difesi. Non ho insegnato a mio figlio la violenza, mio figlio non è un criminale», ha detto uno dei padri.

Anche un altro genitore difende il figlio: «Non è un cattivo ragazzo, lavora, non so cosa gli sia passato per la testa: forse ha visto il suo amico colpito e ha perso il controllo. Ma non doveva farlo, non gli ho insegnato questo, non si risolve con la violenza».

Il padre di un altro giovane coinvolto si è detto comunque disponibile a pagare gli studi al figlio di Bongiorni, che ha visto il padre morire sotto i colpi del gruppo.

Le reazioni della città

L'episodio si inserisce in un contesto di recenti tensioni nel centro cittadino di Massa. Circa dieci giorni prima di quest'ultimo tragico episodio si era infatti verificata un'altra lite, questa volta tra gruppi di giovani, durante la quale c'erano stati lanci di bottiglie e alcuni feriti.

Il sindaco di Massa Francesco Persiani è affranto: «A nome della città esprimo profondo dolore e grande sconcerto per questo episodio di violenza inaudita, aggravata da motivi futili, che ha scosso l'intera comunità», ha detto, aggiungendo: «Confidiamo nel lavoro delle forze dell'ordine affinché sia fatta piena luce su quanto accaduto: il luogo è videosorvegliato».

Francesca Fialdini: «Giacomo era un mio compagno di classe»

Ricordiamo che anche la conduttrice della RAI Francesca Fialdini, originaria di Massa, ha espresso il suo dolore.

«Giacomo Bongiorni era un mio compagno di classe. Sapere che è morto a causa di una violenza degenerata, messa in atto da ragazzini, è doppiamente doloroso», ha scritto sui social il giorno dopo la tragedia.

Fialdini ha poi aggiunto un commento personale a quanto successo: «Giacomo era un papà e ha agito in quanto tale, oltre che da cittadino. Mi chiedo ora dove siano i papà di quei ragazzi e anche dove siano gli altri cittadini, quelli che ci governano pensando che parlare di educazione emotiva a scuola non serva a nulla. Ma anche quelli che non mettono in piedi nessuna offerta alternativa credibile per i giovani, che oggi hanno evidentemente bisogno di altro per una socializzazione sana e rispettosa».