Difetti e poca manutenzione per il Ponte Morandi

ATS

1.8.2019 - 18:59

Il ponte è crollato lo scorso 14 agosto (foto d'archivio)
Source: KEYSTONE/AP Italian Finance Police

«Difetti esecutivi» rispetto al progetto originario e degrado e corrosione di diverse parti dovuti alla «mancanza di interventi di manutenzione significativi» al Ponte Morandi di Genova.

Lo scrivono i tre periti del giudice per le inchieste preliminari (Gip) Angela Nutini nella risposta al secondo quesito del primo incidente probatorio per il crollo del ponte Morandi, il viadotto autostradale collassato un anno fa causando la morte di 43 persone.

I periti hanno esaminato le condizioni di conservazione e manutenzione dei manufatti non crollati e delle parti precipitate.

I tre esperti, nella loro relazione depositata oggi, hanno analizzato i reperti, ma anche effettuato carotaggi e analisi sia sulle parti crollate (quelle della pila nove) che quelle rimaste in piedi (non solo la 10, ma anche le altre). In particolare per quanto riguarda il reperto 132 (l'ancoraggio dei tiranti sulle sommità delle antenne del lato Sud), considerata dalla procura di Genova la prova «regina» perché è il punto che si sarebbe staccato per primo, i periti hanno individuato nei trefoli «uno stato corrosivo di tipo generalizzato di lungo periodo, dovuto alla presenza di umidità di acqua e contemporanea presenza di elementi aggressivi come solfuri, derivanti dello zolfo, e cloruri».

L'inchiesta vede indagate 71 persone, insieme alle due società Autostrade e Spea. I reati, a vario titolo, sono di omicidio colposo, omicidio stradale colposo, disastro colposo, attentato alla sicurezza del trasporti e falso.

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ATS