Le inversioni a U nel tunnel del Gottardo sono ancora un problema

Silvana Guanziroli

18.10.2019 - 11:20

Malgrado la doppia linea di sicurezza, questo conducente fa un’inversione a U nel tunnel stradale del San Gottardo, la strozzatura delle Alpi svizzere. L’automobilista segue il suo navigatore senza riflettere.
Kantonspolizei Uri

Queste immagini non sono state ritoccate. Nel tunnel stradale del San Gottardo, quattro volte al mese vengono fatte delle pericolose inversioni a U. Sono i navigatori satellitari a dare questa scellerata indicazione, che gli automobilisti seguono purtroppo ciecamente.

Un’auto si mette di traverso sulla carreggiata, all’altezza della doppia linea di sicurezza. Il conducente deve effettuare l’inversione con diverse manovre. Infatti, nel tunnel stradale del San Gottardo, che misura soltanto 7,8 metri di larghezza, non basta sterzare una sola volta.

I veicoli che provengono in senso inverso transitano a 80 km/h. Questa è una situazione che può rapidamente diventare incandescente nella strozzatura delle Alpi svizzere.

Potrebbe sembrare un caso isolato, ma non si tratta affatto di un evento raro. «In media, contiamo dai tre ai quattro episodi simili ogni mese», indica Sonja Aschwanden, addetto stampa della polizia cantonale di Uri, confermando così le ricerche effettuate da «Bluewin». «Avvengono più spesso d'estate, poiché il numero dei veicoli è più elevato che in inverno.»

Nella maggioranza dei casi, è il navigatore satellitare la causa scatenante della guida scorretta del conducente. In certi dispositivi, l’annuncio «Fate un’inversione a U! Fate un’inversione a U!» viene ripetuto senza sosta lungo i primi tre chilometri del tunnel in direzione sud.

La ragione è che il sistema di navigazione ha calcolato l’itinerario sulla strada del passo. Ma per accedervi, bisogna lasciare l’autostrada in prossimità di Göschenen (canton Uri). Per un tratto iniziale i due assi viari sono paralleli. Ma quando poi il loro percorso si differenzia, i computer vengono fuorviati.

L’autostrada e la strada del valico sono parallele per una certa lunghezza al portale nord del San Gottardo.
Keystone

Non conoscere la regione non protegge da una sanzione

Generalmente, gli automobilisti multati sono stranieri o non conoscono la regione. Tuttavia, è strettamente proibito fare un’inversione a U nel tunnel e il cieco ricorso alla tecnologia non protegge contro una sanzione.

Al contrario: un’inversione illegale costa veramente cara. «È una grave violazione delle norme della circolazione, afferma Sonja Aschwanden. Nel caso in cui si tratti di automobilisti svizzeri, viene prelevata direttamente sul posto una cauzione di 950 franchi.»

L'effettivo importo della multa viene poi stabilito dalla procura, che lo calcola in base al reddito e ai beni del conducente. Ci si deve attendere anche il ritiro della patente per tre mesi.

Altro veicolo, stessa immagine. La doppia linea di sicurezza non ha dissuaso neppure questo conducente. Questa immagine è tratta da una registrazione in tempo reale di una telecamera di sorveglianza nel tunnel stradale del San Gottardo.
Kantonspolizei Uri

La polizia cantonale urana ha deciso di intervenire nei confronti dei trasgressori. Il tunnel stradale è sotto videosorveglianza per consentire alle forze dell'ordine di individuare nelle registrazioni la targa di immatricolazione dei conducenti. La polizia fa notare come il tasso di casi risolti sia quindi molto elevato.

Il dramma del Gottardo

Nel 2001, la Svizzera ha constatato quanto un incidente nel tunnel stradale del San Gottardo possa essere devastante: un camion belga è piombato sulla corsia opposta, un chilometro dopo il portale sud. Il mezzo si è schiantato contro un camion che circolava regolarmente. I due veicoli hanno preso fuoco immediatamente, generando gas tossici. Per undici persone, i soccorsi sono arrivati troppo tardi.

Questa misura è stata introdotta per una buona ragione: il tunnel del San Gottardo non è soltanto il principale asse stradale svizzero. Le dimensioni ridotte e la circolazione proveniente dal senso opposto ne fanno il punto nevralgico della mappa nazionale dei pericoli stradali, come ha chiaramente dimostrato la catastrofe avvenuta nel 2001.

Secondo la polizia cantonale, finora non si è verificato alcun incidente nel tunnel a seguito di una manovra richiesta dal sistema di navigazione. Un caso di questo tipo è avvenuto nell'autunno 2018, ma 15 chilometri più a nord, vicino Amsteg (canton Uri). Un «conducente fantasma» che viaggiava contromano sulla A2, a seguito delle indicazioni del suo dispositivo, si è scontrato contro un veicolo proveniente dalla corsia opposta. Miracolosamente, nessuno è rimasto ferito.

Ma gli errori di navigazione non si limitano al canton Uri. Google Maps e compagnia perdono i loro riferimenti di tanto in tanto. Anche il programma «Kassensturz» della SRF ha trattato questo argomento.

Strani guasti al GPS in tutto il mondo

Stati Uniti, 2008: alcune jeep condotte sull'orlo di un precipizio

Una gita in una regione desertica degli Stati Uniti ha rischiato di essere fatale. Venticinque persone a bordo delle loro jeep volevano raggiungere il Grand Canyon da Bryce Canyon (Utah). Il primo veicolo guidava la fila di auto e il conducente si fidava ciecamente del suo navigatore.

Dopo aver attraversato strade tortuose e sassose, al calar della notte si sono finalmente fermati per accamparsi. Nessuno era al corrente del pericolo che minacciava il gruppo, come lo hanno descritto in seguito i partecipanti all'emittente televisiva CBS. Una volta sorto il sole, si sono accorti di essersi fermati a pochi passi da un precipizio mortale, sull'orlo di un burrone.

Australia, 2012: un'isola da percorrere in auto

Tre turisti giapponesi, al volante di una Hyundai a noleggio, volevano recarsi sull'isola Stradbroke-Nord, a sud dello Stato del Queensland.

Non volendo prendere una barca, hanno seguito la via indicata dal navigatore attraverso la baia. All'inizio non avevano notato nulla di insolito, poiché c'era bassa marea, hanno raccontato in seguito ai media. Ma a 45 metri dalla costa, hanno subito una brusca battuta d'arresto: le ruote dell'auto erano rimaste intrappolate nella sabbia fangosa.

Svizzera, 2013: condotti al villaggio sbagliato

Una coppia tedesca voleva trascorrere le vacanze a San Gallo. Ma prima della partenza, l'uomo ha inserito Sankt Gallen nel navigatore, che li ha quindi condotti non in Svizzera bensì in Stiria, Austria. Una volta giunti sul posto, i due hanno cercato invano il loro alloggio per le vacanze.

Austria, 2015: turisti salvati da un fosso

Un gruppo di turisti malesi è stato tratto in inganno a Koppl, vicino Salisburgo. Il navigatore li ha condotti su di una ripida strada sterrata. Il minibus su cui viaggiavano ha sbandato ed è caduto in un fosso.

Polizia e pompieri sono dovuti intervenire per tirare fuori il mezzo e riportarlo in strada. Le autorità avevano iniziato le ricerche dopo essere state avvisate dall'albergatore, preoccupato che il gruppo non fosse ancora rientrato dopo mezzanotte.

Germania, 1998: un «ponte» invece di un collegamento con traghetto

Un caso relativamente precoce di cieca fiducia nel sistema di navigazione si è verificato a Caputh, vicino Berlino, il giorno di Natale del 1998. Un uomo di 57 anni, al volante della sua nuova e lussuosa BMW, è passato direttamente sopra il parapetto del molo, finendo col cadere nel fiume Havel. Il navigatore indicava, infatti, la presenza di un ponte invece di un collegamento con traghetto.

Conducente e passeggero ne sono usciti indenni. Le immagini del salvataggio dell'auto con un argano hanno fatto il giro del mondo. Come riportato dal «Tagesspiegel», una troupe televisiva giapponese si è in seguito recata sul posto con attori per «ricostruire questo tragico errore di orientamento».

La villa sospesa a una falesia

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