Passo dopo passo contro l'oblioQuasi la metà dei casi di demenza potrebbe essere evitata, ecco come
Jenny Keller
3.5.2026
L'esercizio fisico e il gioco uniscono le generazioni: Anche l'attività fisica è un importante fattore protettivo contro la demenza.
Monika Feldmeier/Nordbayerischer Musikbund/dpa
Una partita a scacchi o una a tavola mulino possono rallentare il declino mentale in età avanzata? Gli studi dimostrano che i giochi da tavolo promuovono proprio ciò che può proteggere dalla demenza: il pensiero complesso, l'interazione sociale e l'attività mentale.
Jenny Keller
03.05.2026, 18:31
Jenny Keller
Hai fretta? blue News riassume per te
Gli studi dimostrano una riduzione del rischio di demenza del 15% nelle persone anziane che fanno regolarmente delle partite ai giochi da tavolo.
Si stima che fino al 45% dei casi di demenza in tutto il mondo potrebbe essere prevenuto o ritardato se si intervenisse su fattori di rischio come la dieta, l'esercizio fisico, la formazione cognitiva o l'isolamento sociale.
Consumare più verdure, bacche e noci - e meno carne e zucchero - favorisce la salute del cervello.
Scacchi, «Puerto Rico» o tavola mulino come fonte di giovinezza per il cervello? Quello che sembra un innocuo divertimento ricreativo potrebbe rivelarsi una medicina contro l'oblio.
Lo dimostrano nuovi studi: chi gioca regolarmente non solo allena il cervello, ma rimane anche coinvolto nei contatti sociali, due fattori decisivi nella lotta contro la demenza.
Combinato con l'esercizio fisico, una dieta sana e l'attività mentale, il risultato è una ricetta sorprendentemente semplice per una vita più lunga e vigile.
Scacchi e affini sono i più efficaci
Un gruppo di ricerca internazionale ha scoperto che il gioco regolare è associato a un rischio significativamente inferiore di demenza.
Un altro studio francese ha dimostrato che le persone di età superiore ai 75 anni che giocano spesso ai giochi da tavolo hanno circa il 15% in meno di probabilità di sviluppare la demenza.
Gli effetti positivi vanno anche oltre. Una meta-analisi di 15 studi ha dimostrato che i classici come gli scacchi, il Go o il Mahjong hanno effetti particolarmente forti.
Aumentano l'attenzione e la concentrazione, riducono i sintomi depressivi e migliorano la memoria. Gli anziani hanno riferito ai ricercatori che giocare li faceva sentire più vivi, più vicini alla società e più coinvolti in modo significativo.
L'interazione sociale fa la differenza
La neuroscienziata Carla Sousa dell'Università Lusófona di Lisbona ha spiegato al Washington Post il perché di questa affermazione: da un lato, la cosiddetta riserva cognitiva, ossia la capacità del cervello di compensare più a lungo i processi di invecchiamento, è fondamentale.
In secondo luogo, l'interazione sociale fa la differenza, dato che la solitudine è oggi considerata uno dei fattori di rischio più forti per la demenza.
Un altro punto a favore: a differenza dei giochi elettronici, quelli da tavolo sono «direttamente sociali», il che li rende particolarmente efficaci.
Le serate di gioco sono quindi più che un semplice intrattenimento. Per le persone anziane, possono essere una forma semplice e favorevole di prevenzione. Rafforzano la memoria, mantengono in forma la mente e allo stesso tempo creano vicinanza sociale.
Il boom globale dei giochi da tavolo è in linea con le raccomandazioni mediche: secondo le stime, il mercato è destinato a crescere fino a oltre 23 miliardi di dollari entro il 2029.
Una ricetta per il cervello
Nel 2025 si è giunti a una conclusione chiara: la combinazione di dieta sana, esercizio fisico, allenamento mentale e impegno sociale può migliorare in modo misurabile le prestazioni cerebrali in età avanzata.
I partecipanti allo studio che hanno tratto i maggiori benefici sono stati quelli che hanno seguito un programma rigorosamente strutturato: esercizio fisico quattro volte a settimana, allenamento della memoria due volte a settimana e dieta MIND, che privilegia molte verdure, bacche e noci e riduce notevolmente la carne e lo zucchero.
Anche il secondo gruppo di test, che ha ricevuto solo raccomandazioni generali e ha attuato i cambiamenti in modo indipendente, ha fatto progressi. Questo dimostra che anche piccoli passi, come un maggiore esercizio fisico o una dieta più consapevole, possono avere un effetto misurabile.
Protezione multipla per la vecchiaia
L'effetto maggiore contro la demenza si ottiene in combinazione: «Se si agisce su diversi fattori dello stile di vita allo stesso tempo, l'effetto è più forte», spiega al Washington PostKristine Yaffe dell'Università della California, una delle principali ricercatrici sulla demenza.
Secondo le stime, fino al 45% dei casi di demenza in tutto il mondo potrebbe essere prevenuto o almeno ritardato se si affrontassero contemporaneamente dieta, esercizio fisico, sfide mentali e isolamento sociale. Gli esperti parlano di «protezione multipla», che agisce come una barriera contro la demenza.
O come dice il neurologo italiano Federico Pozzi: «In giovane età, i giochi da tavolo favoriscono l'apprendimento. In età avanzata, forniscono struttura, divertimento e significato».