Fino a poco tempo fa sembravano poco più che esperimenti goffi: robot che inciampavano, partivano a fatica e faticavano a concludere una corsa.
Oggi lo scenario è completamente diverso.
A Pechino, la tecnologia ha fatto un salto che lascia pochi dubbi sulla direzione intrapresa.
La sfida sulla distanza
Nella capitale cinese, accanto alla tradizionale mezza maratona, si è svolta una competizione parallela riservata agli umanoidi, su un percorso separato per evitare rischi.
Più che una gara, una dimostrazione tecnologica.
Il robot più performante, sviluppato dal gruppo Honor, ha completato i 21 chilometri in 50 minuti e 26 secondi, meglio del record umano ufficiale di 57’31" stabilito da Jacob Kiplimo.
Nonostante ciò, i limiti restano visibili: a pochi metri dall'arrivo, un errore di traiettoria ha portato la macchina a urtare le barriere, rendendo necessario l'intervento dei tecnici.
Robo lanciato in corsa.
Imago
Ecco cosa c'è dietro il progresso
Stando a «Gente», il passo avanti è evidente anche nel confronto con il passato recente: solo un anno fa, modelli simili impiegavano oltre due ore e mezza per la stessa distanza.
Secondo la strategia di Pechino, gli umanoidi rappresentano una priorità industriale.
La corsa diventa così un banco di prova per sviluppi futuri, dal lavoro fisico fino a possibili applicazioni in ambito militare.
Il segnale al mondo
Indicazioni in questa direzione arrivano anche dalla scena pubblica. Durante il gala del Capodanno cinese sulla «CCTV», robot della società Unitree hanno eseguito coreografie complesse con armi tradizionali, mostrando un livello di precisione elevato.
Pechino sta investendo in modo massiccio per trasformare questi prototipi in prodotti concreti entro pochi anni. L'obiettivo è affrontare il calo demografico e rafforzare la produzione industriale.
Nel frattempo, mentre i corridori umani tagliano il traguardo stremati, le macchine vengono semplicemente ricaricate. La corsa è iniziata - e per ora la tecnologia sembra avere un passo in più.