È altamente mortaleSegnalati due casi d'infezione da virus Nipah in India, ecco cosa c'è da sapere
Valérie Passello
31.1.2026
Micrografia elettronica a trasmissione a colori di particelle extracellulari rosse mature del virus Nipah vicino alla periferia di una cellula VERO infettata di colore viola.
IMAGO/BSIP
Due casi di contagio da parte del letale virus Nipah sono stati registrati nello Stato indiano del Bengala occidentale, ma il rischio di diffusione della malattia è stato «contenuto in tempo», ha detto martedì sera il ministero della salute indiano. Anche in altri Paesi dell'Asia si adottano misure di prevenzione. Ecco cosa si sa finora.
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Agence France-Presse, Keystone-ATS, Redazione blue News
31.01.2026, 06:00
Valérie Passello
Hai fretta? blue News riassume per te
In India sono state rilevate due infezioni da virus Nipah, ma la diffusione della malattia è stata «contenuta in tempo».
Il ministero della salute indiano ha dichiarato di aver rafforzato le misure di sorveglianza, i test di laboratorio e le indagini sul campo.
Altri Paesi asiatici, come Thailandia, Giappone e Cina, stanno rispondendo con maggiori disposizioni precauzionali.
Il virus Nipah è molto raro, ed è pure mortale. Il tasso della sua letalità oscilla dal 40% fino al 75%.
I dati fino a dicembre 2025, dicono che ci sono stati circa 750 casi con 415 morti (più d'una persona colpita su due) nel mondo.
Il patogeno si trasmette generalmente all'uomo dagli animali, ma anche la trasmissione tar le perosne è possibile.
L'India ha segnalato due nuove infezioni del pericoloso virus Nipah nello Stato orientale del Bengala occidentale.
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), non esiste un vaccino contro questo patogeno, che viene generalmente trasmesso all'uomo dagli animali o da alimenti contaminati e ha un tasso di mortalità compreso tra il 40 e il 75%.
«Le misure di sorveglianza rafforzate, i test di laboratorio e le indagini sul campo (...) hanno permesso di contenere in tempo il numero di casi», ha dichiarato il ministero della salute indiano in un comunicato.
Secondo «Euronews» i due pazienti infetti lavoravano come infermieri in un ospedale della regione e sono in terapia intensiva. Non sono stati forniti dettagli sul loro stato di salute.
«La situazione viene monitorata costantemente e sono in atto tutte le misure di sanità pubblica necessarie», ha proseguito il ministero, aggiungendo che i 196 casi di contatto identificati sono tutti risultati negativi.
Prima epidemia registrata nel 1998
La prima epidemia di Nipah è stata registrata nel 1998, dopo che il virus si è diffuso tra gli allevatori di suini in Malesia, con da allora focolai isolati in India, Bangladesh, Malesia, Filippine e Singapore. Il virus prende il nome dal villaggio in cui è stato scoperto.
I primi casi di contaminazione in India sono stati rilevati nel 2001, nel Bengala occidentale. Nel 2018 un'epidemia nello stato meridionale del Kerala ha causato 17 vittime.
La Thailandia aumenta i controlli sui viaggiatori dal Bengala
Altri Paesi asiatici hanno reagito ai due contagi aumentando le misure precauzionali.
Ad esempio in Thailandia, i viaggiatori provenienti da Kolkata – la capitale del Bengala occidentale – sono stati controllati in tre aeroporti principali a partire dal fine settimana, come annunciato dal ministro della sanità Pattana Promphat.
La temperatura corporea è stata misurata negli aeroporti Suvarnabhumi e Don Mueang della capitale Bangkok e a Phuket. Fino a martedì, 1'700 passeggeri sono stati sottoposti ai controlli: tutti i test sono risultati negativi.
Non c'è motivo di farsi prendere dal panico, ha detto il ministro. Il virus è molto più difficile da trasmettere da persona a persona rispetto al Covid.
Anche in Giappone e Cina aumentano i controlli
Anche in Giappone le autorità sanitarie hanno invitato a vigilare. Negli aeroporti vengono usati scanner termici e i viaggiatori provenienti dalle regioni colpite con sintomi quali febbre o difficoltà respiratorie devono aspettarsi di essere interrogati dal servizio di quarantena.
In Cina i media statali stanno diffondendo informazioni delle autorità secondo cui l'epidemia di virus in India non rappresenta al momento una particolare minaccia per il Paese.
Allo stesso tempo, è stata invitata una maggiore vigilanza, soprattutto per i viaggiatori provenienti dalle regioni colpite. Preoccupazioni sono state espresse anche sui social network, visto che è imminente la grande ondata di viaggiatori per il Capodanno cinese a metà febbraio.
Una minaccia epidemica riconosciuta dall'OMS
I sintomi includono febbre intensa, vomito e infezione respiratoria, ma i casi più gravi possono essere caratterizzati da convulsioni e infiammazioni cerebrali che portano al coma.
L'OMS afferma inoltre che: «Sebbene il virus Nipah abbia causato solo poche epidemie conosciute in Asia, infetta un'ampia gamma di animali e causa gravi malattie e morte nell'uomo».
Il virus è uno degli agenti patogeni elencati nel piano d'azione dell'OMS per la ricerca e lo sviluppo contro le minacce epidemiche che richiedono un'azione urgente.
Il tasso di mortalità, sottolinea l'OMS, dipende dal focolaio specifico, dall'aggressività del ceppo virale e dalla capacità del sistema sanitario locale di fornire cure di supporto tempestive.
Stando ai dati che arrivano fino a dicembre 2025, sono stati confermati circa 750 casi a livello mondiale con 415 decessi (letalità media del 55% circa).
È possibile la trasmissione da uomo a uomo
Secondo l'Istituto di medicina tropicale Bernhard Nocht di Amburgo, la trasmissione da persona a persona è possibile attraverso il contatto ravvicinato con goccioline respiratorie, tosse o starnuti.
Un'infezione può essere asintomatica o lieve, ma, come detto, si possono sviluppare anche malattie respiratorie acute e infiammazioni cerebrali fatali.
Secondo l'istituto il patogeno può essere trasmesse anche mangiando carne di maiale poco cotta o altri prodotti animali o bevendo linfa di palma da dattero cruda o altra linfa di albero contaminata da feci di pipistrello.