Non è fantascienzaI «funghi magici» che aiutano a ringiovanire: ecco cosa dicono i primi test
SDA
23.7.2025 - 22:34
Immagine d'archivio d'illustrazione.
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Nuove speranze nella lotta all' invecchiamento. La sostanza psilocibina, contenuta in alcuni tipi di funghi cosiddetti «magici» - dall'inglese magic mushrooms - ha dimostrato in un nuovo studio di allungare del 50% la vita di cellule umane della pelle e dei polmoni su cui era stata sperimentata.
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23.07.2025, 22:34
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Pubblicata sulla rivista «Nature Partner Journals of Aging», la ricerca ha analizzato quindi anche l'effetto in vivo del composto, noto soprattutto per i suoi effetti allucinogeni e di recente esaminato per il trattamento della depressione e dei disturbi post-traumatici.
Utilizzato in topi da laboratorio, lo stesso composto ne ha rallentato l'invecchiamento organico, ottenendo un aumento della loro sopravvivenza del 30% rispetto agli animali non trattati.
Topi «ringiovaniti»
Nel recente test, i topi – tutti di 19 mesi, l'equivalente di 60-65 anni negli esseri umani – avevano ricevuto una dose iniziale di 5 mg di psilocibina seguita da una di 15 mg al mese per 10 mesi.
Particolarmente significativo – secondo gli autori dello studio realizzato alla prestigiosa Emory university – è stato il miglioramento generale della salute e dell'aspetto dei topi, i cui peli hanno iniziato a ricrescere e i cui tratti fisici sono apparsi «ringiovaniti».
Un'azione positiva sulle cellule
Il composto – spiega l' indagine – ha ridotto lo stress ossidativo sia in vitro nelle cellule, che in vivo, ha mostrato di rafforzare i processi con cui il Dna ripara i danni dell'invecchiamento, ed ha mantenuto costante la lunghezza dei telomeri (indicatori della senescenza organica quando si accorciano).
La psilocibina, in pratica ha agito positivamente su una serie di marcatori, che una volta danneggiati con l'età sono legati allo sviluppo di tumori, e di malattie neurodegenerative e cardiovascolari.
Presto dei test sugli umani?
Secondo Ali John Zarab, direttore delle ricerche sui compositi allucinogeni alla Emory, «lo studio fornisce prove che questa sostanza può contribuire non solo alla longevità, ma ad un invecchiamento migliore, più sano e con una migliore qualità della vita».
Sottolineando la necessità di ulteriori ricerche su persone, Zarab ha spiegato: «Come medico, uno delle mie principali preoccupazioni non è solo prolungare al vita ad ogni costo, ma assicurane la dignità preservandone le funzioni».