Strage in Texas

I primi nomi e le storie delle vittime della strage

SDA

25.5.2022 - 17:01

A poche ore dalla strage della scuola elementare di Uvalde, in Texas, Stato con più armi registrate, iniziano a circolare i nomi e le storie delle vittime del massacro compiuto dal 18enne Salvador Ramos. L'ennesima Spoon River di una sparatoria americana. Fioccano intanto le prese di posizione tra politici e personalità del mondo dello spettacolo.

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25.5.2022 - 17:01

Xavier Lopez aveva 10 anni e qualche ora prima del massacro sua madre era con lui a scuola per una premiazione. Eliahana Torres, anche lei di 10 anni, non voleva andare a scuola il giorno della strage ma alla fine i genitori l'hanno convinta a non saltare le lezioni.

Le foto di Uziyah Garcia sono state fornite dal nonno Manny Renfro: «Garcia era il bambino più dolce che abbia mai conosciuto», ha detto distrutto dal dolore. I genitori di Makenna Elrod avevano un brutto presentimento dopo la notizia della strage: «Non riusciamo a trovarla, stiamo già andando alle pompe funebri», aveva scritto il padre Brandon poco prima che un amico di famiglia, padre di una compagna di Makenna, gli confermasse la sua morte.

Di Jose Flores, che lascia due fratelli e una sorella, ha parlato lo zio Christopher Salazar: «Era un ragazzino molto felice. Gli piaceva andare a scuola e giocare a baseball. Amava entrambi i genitori e amava ridere e divertirsi».

Martedì, poche ore prima della sparatoria, Jose aveva ricevuto un premio per i suoi voti. «Era molto intelligente», ha aggiunto.

Una bimba ha chiamato il 911

Intanto, si è appreso che Amerie Jo Garza, una delle vittime della sparatoria in Texas, ha provato a chiamare il numero d'emergenza 911 quando ha visto il killer.

«L'uomo armato è entrato e ha detto ai bambini "state per morire"», ha raccontato la nonna. «Amerie ha preso il suo telefono e ha chiamato i servizi di emergenza. Lui le ha sparato», ha riferito.

Angel Garza, suo padre, ha scritto su Facebook: «Grazie a tutti per le preghiere e per l'aiuto che mi avete dato nella ricerca di mia figlia. È stata trovata. Il mio piccolo amore ora sta volando con gli angeli in alto. Per favore, non date un secondo della vita per scontato. Abbracciate la vostra famiglia. Dite loro che li amate. Ti amo Amerie Jo. Proteggi il tuo fratellino per me».

Tra le vittime anche due maestre

Intanto, si è appreso che ci sono anche due maestre tra le vittime. Una di loro, Irma Garcia, 46 anni, è morta da eroina: secondo la ricostruzione della polizia, ha fatto di tutto per difendere i suoi studenti. Insegnante da 23 anni, lascia quattro figli. Nel 2019 era stata nominata maestra dell'anno.

«La mia "Tia" non ce l'ha fatta, si è sacrificata proteggendo i bambini nella sua classe, vi prego di pensare alla mia famiglia quando pregate, IRMA GARCIA È IL SUO NOME ed è morta da EROE. Era amata da molti e ci mancherà davvero», scrive di lei il nipote sui social.

La seconda maestra è Eva Mireles. Aveva 44 anni e lavorava nel distretto scolastico da 17. Era sposata con un ufficiale di polizia e aveva una figlia che frequenta il college.

Le principali reazioni, dal Papa a Matthew McConaughey

Tra i primi a reagire pubblicamente al massacro c'è stato Papa Francesco, che al termine dell'udienza generale s'è così espresso: «Ho il cuore affranto per la strage nella scuola elementare in Texas. Prego per i bambini, per gli adulti uccisi e per le loro famiglie. È tempo di dire basta al traffico indiscriminato delle armi! Impegniamoci tutti perché tragedie così non possano più accadere». 

Al dilà dell'Oceano ci sono state tante reazioni da parte di sportivi, personalità del mondo dello spettacolo, e di politici.

Negli Stati Uniti «è più facile ottenere una pistola che il latte in polvere», ha dichiarato neanche troppo ironicamente Damion Lee, il giocatore di basket dei Golden Gate Warriors, in riferimento alla sparatoria alla scuola elementare in Texas e alla crisi del latte in polvere, introvabile negli Stati Uniti tanto da costringere l'amministrazione a doverlo importare. «È incredibile che cose del genere accadono in questo Paese», ha aggiunto.

Dal mondo dello spettacolo spicca la presa di posizione dell'attore Matthew McConaughey, che è nato e cresciuto proprio a Uvalde, che ha detto senza mezzi termini che «Non possiamo rifugiarci nelle scuse».

«Non si può dire di essere "pro-vita" e sostenere leggi che consentono ai bambini di essere uccisi nelle scuole, e ai fedeli nei loro luoghi di culto. È idolatria della violenza e deve finire», ha affermato dal canto suo la deputata star dei democratici, Alexandria Ocasio-Cortez, intervenendo sulla sparatoria nella scuola elementare del Texas.

Il riferimento di Ocasio-Cortez, la pasionaria liberal, è alle stringente legge sull'aborto varata dal Texas da legislatori repubblicani «pro-vita» che però, a suo avviso, sostengono leggi sulle armi facili.

La deputata democratica cavalca così l'acceso dibattito online che lega l'aborto e le armi in Texas.

Dalla politica, lo shock di Guterres

«Sono profondamente scioccato e rattristato dall'atroce sparatoria di massa nella scuola elementare di Uvalde, in Texas. È particolarmente straziante che la maggior parte delle vittime siano bambini»: così il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha commentato la strage.

«Il mio pensiero va alle famiglie e ai cari delle vittime e alla comunità intera di Uvalde», ha aggiunto.

Texas, lo Stato con più armi

Il Texas nel 2021 contava su 1 milione di armi registrate, il numero maggiore negli Stati Uniti e più di quelle della Florida e della Virginia, che sono rispettivamente al secondo e terzo posto nella classifica statunitense. Lo riporta Houston Chronicle, sottolineando che dal 2018 il Texas vanta il primato per il maggior numero di morti in sparatorie di massa.

Il quotidiano punta il dito quindi contro Greg Abbott, il governatore repubblicano del Texas alleato di Donald Trump. Grazie a lui, scrive, lo stato ha una delle leggi sulle armi «più inette, irresponsabili e pericolose del paese».

Abbott è atteso per partecipare venerdì alla convention annuale della National Rifle Association, in calendario proprio in Texas, a Houston.

«Più controlli sulle armi non servono»

«I controlli più stringenti sulle armi non sono la risposta alla violenza negli Stati Uniti. Quello che serve è una maggiore sicurezza armata nelle scuole». Lo afferma il senatore repubblicano del Texas Ted Cruz.

«Le precedenti esperienze ci insegnano che per tenere al sicuro i nostri ragazzi quello che serve è la sicurezza armata sui campus», spiega Cruz.

«Inevitabilmente quando ci sono episodi» come la strage nella scuola elementare del Texas «si cerca di politicizzarli. I democratici e i media sono coloro che come soluzione immediata puntano a limitare i nostri diritti costituzionali» di avere un'arma, aggiunge Cruz.

Nel frattempo il presidente statunitense Joe Biden ha condiviso il seguente tweet: «Leggi di buon senso sulle armi non sono in grado di prevenire ogni tragedia, ma funzionano e hanno un impatto positivo», ricordando come quando fu approvato il divieto delle armi d'assalto le sparatorie di massa diminuirono. «Quando la legge è scaduta, le sparatorie di massa sono triplicate», ha aggiunto.

«Aspettate fino a domani»

Intanto, secondo Abc, che cita fonti di polizia, il killer della scuola elementare del Texas ha acquistato legalmente le armi usate nella strage, due fucili sul modello d'assalto AR, nell'ultima settimana, in coincidenza del suo compleanno.

Non solo foto di armi. Il killer ha postato sui social anche immagini di abusi su animali. Stando a Abc, il giorno prima della strage il diciottenne ha detto sulla piattaforma social di video Yubo: «Aspettate fino a domani»

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