Italia Decisione drastica per la famiglia nel bosco: «La madre va allontanata dai figli»

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7.3.2026 - 12:05

Mamma Catherine con uno dei figli, quando ancora abitavano nella casa nel bosco.
Mamma Catherine con uno dei figli, quando ancora abitavano nella casa nel bosco.
IMAGO/Italy Photo Press

I giudici dell'Aquila hanno disposto il trasferimento dei minori in una nuova struttura senza la donna. La premier Meloni critica duramente la magistratura e parla di deriva ideologica.

Sara Matasci

Il caso della cosiddetta «famiglia nel bosco» segna un nuovo e controverso punto di svolta.

Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha infatti deciso venerdì che la mamma Catherine Birmingham non potrà più risiedere nella casa famiglia di Vasto e che anche i tre fratellini dovranno cambiare collocazione.

La donna si trovava lì da novembre, insieme ai suoi tre figli, che erano stati allontanati dai genitori a causa del loro modo di vivere «alternativo».

L'ordinanza, come riporta - tra gli altri - il «Corriere della Sera», ha stabilito che i tre bambini dovranno venire trasferiti in una diversa comunità educativa: essi rimarranno uniti, ma non potranno più convivere con la madre, a causa del suo comportamento.

Una persona spesso ostile e squalificante

Il testo del provvedimento riporta valutazioni severe degli educatori, che descrivono Catherine come una persona spesso ostile e squalificante, che deriderebbe i tentativi di dialogo degli operatori. La sua mancanza di fiducia influenzerebbe negativamente anche i bambini.

I giudici scrivono: «La persistente e costante presenza materna è gravemente ostativa agli interventi programmati». Tale situazione viene definita pregiudizievole per l'equilibrio emotivo dei minori.

Il tribunale ha invece una visione diversa del padre, considerato un elemento capace di portare quiete ai figli. I magistrati raccomandano dunque di intensificare gli incontri con la figura paterna.

Le reazioni della difesa

La decisione ha colto di sorpresa i legali della famiglia. L'avvocato Marco Femminella ha sottolineato una coincidenza temporale critica: l'ordinanza è infatti arrivata mentre era in corso la consulenza tecnica sui bambini.

«Probabilmente questa consulenza non andava bene come stava andando, così l'abbiamo interrotta», ha commentato.

Anche lo psichiatra della famiglia Tonino Cantelmi ha espresso un giudizio molto duro, criticando la metodologia della perizia in atto. Egli ritiene che il servizio sociale si ostini a colpevolizzare Catherine.

«L’ordinanza non esita a smembrare ulteriormente la famiglia e a generare un nuovo trauma a questi bambini», ha detto.