Francia Svolta nelle indagini sul piccolo Émile, nuovi dettagli sulle cause della morte

Redazione blue News/ATS

20.12.2025

La strada per Haut-Vernet chiusa da un posto di blocco della gendarmeria nel villaggio di Le Vernet, Francia, nell'aprile 2024.
La strada per Haut-Vernet chiusa da un posto di blocco della gendarmeria nel villaggio di Le Vernet, Francia, nell'aprile 2024.
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Svolta nelle indagini relative al caso del piccolo Émile, scomparso in Francia nel 2023, a soli due anni e mezzo. I resti del bimbo erano stati ritrovati alcuni mesi dopo.

Redazione blue News/ATS

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  • Novità nel caso del piccolo Émile, scomparso in Francia nel 2023, all'età di due anni e mezzo, e poi ritrovato morto.
  • Una perizia avrebbe rivelato che il bimbo è stato colpito al viso, forse da un oggetto. Il corpo sarebbe stato per mesi al chiuso.
  • I nonni e gli zii erano stati arrestati lo scorso marzo e poi liberati. Erano sospettati di aver ucciso Émile e di averne nascosto il cadavere.

Stando a rivelazioni pubblicate da «Le Parisien», riportate da 24 heures, dall'ultima perizia sono emerse informazioni importanti. È stata redatta sulla base dell'analisi delle ossa di Émile.

È stata infatti rilevata una lesione vicino allo zigomo destro. Si ritiene che sia stata provocata da un colpo intenzionale, forse con un oggetto. 

Quindi, il bimbo sarebbe morto a causa di violento trauma al viso a opera di terzi.

Corpo conservato per mesi al chiuso

«Le Parisien» - stando a 24 heures - riporta anche che, grazie a indagini sul polline e sugli insetti, è stato scoperto che il corpo di Émile sarebbe stato conservato per mesi al chiuso, in un posto però non del tutto ermetico.

Potrebbe trattarsi, ad esempio, di un luogo adibito a uso agricolo, come una vecchia stalla o un fienile.

I nonni e gli zii del piccolo, ricorda il quotidiano, erano stati arrestati lo scorso marzo e poi liberati. Erano sospettati di aver ucciso il bimbo e di averne nascosto il cadavere.

I fatti del 2023

Il piccolo Émile è scomparso misteriosamente l'8 luglio 2023, appena arrivato per le vacanze estive dai nonni materni, nella loro seconda casa del rifugio dell'Haut-Vernet, nelle Alpi francesi.

Nonostante le ricerche durate molti giorni, coadiuvate anche da abitanti dei dintorni, nessuna traccia del bimbo era stata ritrovata nella zona, molto impervia e isolata, a 1'200 metri di altitudine.

Per nove mesi l'inchiesta non era arrivata ad alcun risultato concreto, poi a fine marzo del 2024 il ritrovamento da parte di una donna che passeggiava in montagna del cranio e dei denti del bambino, a poco meno di due chilometri dal rifugio, 25 minuti di cammino per un adulto.