Trovato morto in Belgio il «Rambo» che negava il Covid

SDA

20.6.2021 - 20:10

Un ex militare, Jurgen Conings aveva rubato delle armi e minacciato attacchi contro le autorità belghe. (foto d'archivio)
Keystone

Ha messo fine ai suoi giorni in mezzo ad una foresta del nord delle Fiandre con un colpo d'arma da fuoco, solo e braccato come il John Rambo del primo film della serie con Sylvester Stallone, il soldato belga 46enne Jurgen Conings con idee di estrema destra.

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20.6.2021 - 20:10

L'uomo aveva rubato delle armi militari e aveva quindi fatto perdere le sue tracce il 17 maggio scorso con il proposito dichiarato di voler compiere attentati contro le autorità politiche e sanitarie del suo Paese, colpevoli a suo dire di aver dato credito al «complotto» sul Covid-19 e proponendosi come braccio armato della vendetta negazionista.

Alto, muscoloso e tatuato, testa rasata, veterano di missioni in Afghanistan, in Iraq e in Kosovo, il 'Rambo belga' – come la stampa locale ha etichettato Conings – si era convertito a idee radicali di destra, xenofobe e razziste, oltre che negazioniste del coronavirus ed era considerato molto pericoloso e bollato come potenziale terrorista dall'intelligence belga.

Un virologo nel mirino

Oggetto di qualche sanzione nei ranghi militari per le sue esternazioni violente su Facebook, Conings aveva il ruolo di addestratore militare per i candidati alle missioni all'estero.

Suscitando l'indignazione della titolare alla Difesa belga, Ludivine Dedonder: «È riprovevole che certi militari o ex militari gli abbiano mostrato sostegno», così facendo «nuocendo alla reputazione e all'onore dei 25'000 donne e uomini che compongono la nostra difesa», aveva tuonato a fine maggio la ministra.

Conings aveva rubato armi dalla caserma nella quale lavorava e si era poi dato alla macchia, diramando una serie di minacce online, una in particolare contro il virologo Marc Van Ranst, uno degli esperti più ascoltati nella lotta alla pandemia in Belgio.

Pesantemente armato

Il giorno dopo, quando era già scattata la caccia all'uomo per impedirgli di colpire, venne trovato il suo suv abbandonato lungo una strada nel bosco con a bordo quattro tubi lanciarazzi anticarro e copiose munizioni.

Si riteneva che avesse comunque portato con sé alcune armi leggere e che si nascondesse, sfruttando le sue capacità di sopravvivenza acquisite nell'esercito.

Il cadavere è stato ritrovato oggi da un escursionista in mountain bike, insospettito dall'odore. Subito si è capito che poteva trattarsi del fuggitivo. I primi rilevamenti medici lo hanno confermato, affermando anche – in attesa dell'autopsia – che l'uomo si è sparato, mettendo fine a cinque settimane di paura e allarme sociale.