Tragedia a Crans-MontanaUn amico difende Jacques Moretti e la moglie: «Non l'hanno fatto apposta»
Samuel Walder
23.2.2026
Un amico dei Moretti si schiera in difesa dei gestori del locale.
KEYSTONE
Mentre è in corso il processo per il disastro dell'incendio di Crans-Montana, un caro amico di Jacques Moretti ha preso la parola. Si è schierato a favore del gestore del locale, parlando di un incidente «terribile» che nessuno avrebbe provocato intenzionalmente.
Samuel Walder
23.02.2026, 06:00
Samuel Walder
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Nonostante il disastro dell'incendio a Crans-Montana, un caro amico di Jacques Moretti sostiene pubblicamente il proprietario del bar, sottolineando che l'atto non sarebbe stato intenzionale.
L'amico conferma di aver fornito in passato un sostegno finanziario per la ristrutturazione del locale, ma respinge le voci secondo cui avrebbe versato la cauzione di 400'000 franchi.
Mentre il processo prosegue, l'avvocato di Moretti richiama il rispetto della segretezza istruttoria e mette in guardia dalle speculazioni sulla vita privata del suo assistito.
Un caro amico di Jacques Moretti interviene ora nel pieno della complessa vicenda giudiziaria legata al disastro dell'incendio di Crans-Montana. Gilles, che conosce il proprietario del bar dai primi anni Duemila, continua a stargli accanto nonostante la tragedia che ha causato 41 morti.
Come riferisce la «RTS», i due erano entrambi attivi nello stesso ambiente. Gilles ha gestito per quasi vent’anni un sito web di escort, che ha poi venduto nel 2022.
Quando nel 2008 Moretti fu condannato per sfruttamento della prostituzione, l'amico figurava tra i suoi stretti interlocutori. All'epoca non venne perseguito.
In un'intervista rilasciata al quotidiano «Tagesanzeiger», Gilles descrive così il loro legame: «Quando ci si incontra di nuovo, è come se il tempo non fosse mai passato».
41 morti, molti dei quali minorenni
Gilles definisce quanto accaduto nel bar «Le Constellation» la notte di Capodanno come «terribile». L'incendio ha causato la morte di 41 persone, molte delle quali minorenni. Oltre un centinaio di altre persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave.
«Anch'io sono padre», afferma. «Nessuno è fatto per sopravvivere al proprio figlio».
Nonostante tutto, difende Moretti e sua moglie: «Ma, mio Dio, non l'hanno fatto apposta. Temo il momento in cui li rivedrò. Sono distrutti. Non so come si possa convivere con una cosa del genere».
Sostegno finanziario, ma nessuna cauzione milionaria
Gilles aveva anche un legame diretto con il bar colpito dalla tragedia: come conferma lui stesso, aveva prestato alla coppia «meno di 30'000 franchi» per la ristrutturazione. La somma è stata nel frattempo restituita.
Se i Moretti avessero rilevato il locale, avrebbero disposto di fondi molto limitati e avrebbero dovuto contare sull’aiuto di parenti e amici.
Dopo il versamento di una cauzione di 400'000 franchi da parte di una persona rimasta anonima, si era diffusa la voce che fosse stato proprio Gilles a pagare l'importo. Lui respinge categoricamente questa versione: «Non sono un miliardario».
Un invito al compleanno del figlio maggiore dei Moretti dimostra che il loro rapporto resta stretto.
L'avvocato resta in silenzio: «Non contribuisce a scoprire la verità»
L'avvocato di Moretti, Patrick Michod, non ha voluto commentare le dichiarazioni di Gilles al «Tages-Anzeiger».
Innanzitutto per rispetto della segretezza istruttoria e, in secondo luogo, «perché questi elementi non hanno alcun legame con i fatti oggetto del procedimento e non contribuiscono in alcun modo all’accertamento della verità».
Secondo il legale, le informazioni sulla vita privata del suo assistito non farebbero altro che «alimentare rabbia e tensioni».