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È successo a un autista 51enne di Autolinee Toscane, in servizio nella provincia di Massa-Carrara. L'uomo è stato beccato che trascorreva alcuni giorni sulle piste da sci di Prato Nevoso, nel Cuneese, insieme alla figlia e ad alcuni amici, mentre era assente dal lavoro per malattia.
Puntualmente, quando gli veniva assegnato un turno di lavoro poco gradito, si dava per malato. E nel periodo natalizio non esitava a trasformare alcuni giorni di ferie in assenze per malattia.
A rendere credibile il tutto c'era la documentazione medica, completa anche di visite domiciliari, firmata... dalla moglie. Una prassi che sarebbe andata avanti per mesi, finché l'azienda non ha deciso di approfondire la situazione.
I sospetti, come riporta «La Repubblica», hanno portato all'avvio di verifiche mirate. Ed è così che gli investigatori hanno sorpreso un autista 51enne di Autolinee Toscane, in servizio nella provincia di Massa-Carrara, mentre trascorreva alcuni giorni sulle piste da sci di Prato Nevoso, nel Cuneese, insieme alla figlia e ad alcuni amici.
La scoperta ha fatto scattare la segnalazione ai carabinieri di Pontremoli sia per il dipendente sia per la moglie, medico della Asl di 43 anni. Nel frattempo, in attesa degli sviluppi giudiziari, l'uomo è stato licenziato per giusta causa.
A compromettere definitivamente la sua posizione sono state le fotografie raccolte durante il soggiorno in montagna. Tra il 25 e il 29 novembre 2025 l'autista si trovava infatti sulle piste piemontesi, nonostante risultasse ufficialmente assente per malattia.
All'ufficio del personale erano arrivati i certificati medici sottoscritti, appunto, dalla moglie.
Secondo quanto emerso, il meccanismo era ormai collaudato: il dipendente richiedeva inizialmente due giorni di ferie e, prima della loro scadenza, trasmetteva un certificato di malattia valido per almeno tre giorni. A seguire inseriva una giornata di riposo.
I certificati presentavano regolarmente carattere retroattivo e portavano sempre la firma della consorte. Questa volta, però, gli accertamenti hanno fatto emergere l'intera vicenda.
L'azienda ha quindi avviato immediatamente la procedura disciplinare. Il lavoratore è stato sospeso con l'accusa di aver svolto un'attività incompatibile con lo stato di malattia dichiarato e potenzialmente tale da compromettere o ritardare il recupero psicofisico.
Nel corso dell'audizione tenutasi a febbraio, il 51enne ha potuto fornire le proprie spiegazioni. Tuttavia, gli elementi raccolti a suo carico sono risultati così consistenti da indurlo ad ammettere di aver tenuto un comportamento incompatibile con l'assenza per malattia.
E così, il 4 marzo, è arrivato il licenziamento.
La posizione della moglie potrebbe ora aggravarsi. I carabinieri della compagnia di Pontremoli, ricevuta la documentazione trasmessa dall'azienda - comprese fotografie, filmati e certificazioni ritenute irregolari - hanno inviato gli atti alla Procura.
Per il dipendente si prospetta l'ipotesi di truffa ai danni dell'azienda, mentre la donna potrebbe dover rispondere di falso ideologico.
Inoltre, rischia conseguenze anche sul piano professionale: l'Ordine dei Medici della Toscana, già informato da Autolinee Toscane, potrebbe infatti valutare l'apertura di un procedimento disciplinare.
Tutto sarebbe nato dal tentativo di favorire il marito, che invece di mettersi al volante degli autobus avrebbe preferito dichiararsi malato per partecipare a una settimana bianca con il proprio sci club.