L'esperto risponde Tre domande cruciali sul futuro politico dell'Europa: «Ecco cosa distruggerà l'Ue»

Philipp Dahm

17.1.2026

Carlo Masala (a sinistra) avanza teorie interessanti in un'intervista con Anders Puck Nielsen.
Carlo Masala (a sinistra) avanza teorie interessanti in un'intervista con Anders Puck Nielsen.
Bild: YouTube/Anders Puck Nielsen

Il politologo Carlo Masala lancia l’allarme in un confronto con l’esperto militare danese Anders Puck Nielsen: Stati Uniti e Russia puntano a indebolire l’Unione europea. Sul tavolo pure l’ascesa dell’iper-nazionalismo, il rischio di una nuova guerra russa e il ruolo che la Germania è chiamata ad assumere in Europa.

Philipp Dahm

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Carlo Masala avverte che l’Europa sta entrando in una fase di forte instabilità politica dominata dall’iper-nazionalismo.
  • Secondo lui, Stati Uniti e Russia, pur rivali, contribuiscono entrambi a indebolire l’Unione europea.
  • La Russia potrebbe essere in grado di attaccare un Paese Nato già entro il 2029.
  • Le strutture europee non sono ancora pronte ad affrontare una crisi militare di questa portata.
  • Per questo, Masala ritiene indispensabile che la Germania assuma un ruolo guida nella sicurezza dell’Europa.

Il politologo Carlo Masala, docente all’Università della Bundeswehr di Monaco e volto noto del dibattito televisivo tedesco, ha recentemente discusso di geopolitica con l’esperto militare danese Anders Puck Nielsen. Dal loro confronto emergono tre questioni cruciali per il futuro dell’Europa.

Quo vadis, Europa?

Nei prossimi due o tre anni, avverte Masala, il panorama politico europeo potrebbe subire trasformazioni profonde. «Ci stiamo avviando verso un mondo dell’iper-nazionalismo, in cui l’idea che la propria nazione venga prima di tutte le altre domina le relazioni internazionali».

Una tendenza che non riguarda solo Stati Uniti, Cina e Russia, ma anche l’Europa, dove il nazionalismo è in crescita e si tradurrà in una maggiore presenza nei governi. «Questo, in sostanza, distruggerà l’Unione europea», profetizza il politologo 57enne.

Ancora più preoccupante, secondo Masala, è il fatto che Mosca e Washington, pur con le loro divergenze, condividano un obiettivo: «Entrambi vogliono indebolire e distruggere l’Europa e l’Unione europea. Non lavorano apertamente insieme, ma ciascuno contribuisce a suo modo a questa politica».

La stretta di mano fra Vladimir Putin e Donald Trump in Alaska ad agosto.
La stretta di mano fra Vladimir Putin e Donald Trump in Alaska ad agosto.
Keystone/AP Photo/Julia Demaree Nikhinson

Alla domanda di Nielsen su come l’Europa possa reggere questo scenario, Masala risponde senza giri di parole: «Sono piuttosto pessimista sul futuro dell’Unione europea come istituzione. Lo sono meno, invece, sull’Europa come coalizione di Paesi disposti e capaci di agire».

A una condizione: che le società europee comprendano che le loro strutture democratiche sono sotto minaccia e vadano difese.

Quando la Russia potrebbe colpire di nuovo?

Masala critica duramente l’atteggiamento tedesco, dove – a suo avviso – si teme più la Corte dei conti o i tribunali amministrativi che la Russia.

Una mentalità da tempo di pace, incompatibile con la «svolta epocale» in corso. «Se prendiamo sul serio l’orizzonte del 2029, dobbiamo dotarci di strutture pensate per la crisi», afferma.

È infatti il 2029 l’anno in cui, secondo i servizi di intelligence militare, Mosca potrebbe essere in grado di attaccare un Paese della Nato.

«È una valutazione tedesca?», chiede Nielsen. «Non solo. Quella danese è persino più pessimistica», replica Masala.

Strumenti bellici russi durante un'esercitazione prima di una parata a Mosca.
Strumenti bellici russi durante un'esercitazione prima di una parata a Mosca.
KEYSTONE

Secondo l’analisi di Copenaghen, la Russia potrebbe avviare un conflitto minore già sei mesi dopo la fine della guerra attuale, per poi essere in grado di sostenere una vera guerra due anni più tardi.

Le strutture occidentali, conclude Masala, «non sono abbastanza mobili, rapide e flessibili» per affrontare un simile scenario in tempi così brevi.

«Parigi è al verde, Londra investe troppo poco» Berlino assumerà un ruolo di leadership?

Per Masala, non esistono alternative a una leadership militare della Germania in Europa.

«È l’unico grande Paese europeo che dispone di tutti gli strumenti necessari per guidare la ri-militarizzazione del continente».

La Francia è quasi al verde, il Regno Unito investe troppo poco.

«Se la Germania va avanti, gli altri seguiranno. Accade come in economia: quando la Germania avanza, metà dell’Europa avanza con lei. Quando si trattiene, lo fa anche il resto del continente».

Ma Berlino è davvero pronta a guidare? «Ci prova», risponde Masala, «ma esistono ancora forti ostacoli culturali che impediscono alla Germania di assumere pienamente questo nuovo ruolo».

Lo dimostrano, a suo dire, le recenti discussioni a Parigi sulla possibilità di inviare truppe in Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco.

La Germania preferirebbe inviare soldati in un Paese confinante piuttosto che direttamente in Ucraina.

«È una tipica reazione tedesca: sappiamo che il tema è politicamente esplosivo e quindi non facciamo il primo passo». Il principio, secondo Masala, è quello della «deterrenza attraverso la distanza».

Truppe tedesche durante la manovra della «Quadriga 2024» a Pabrade, in Lituania, nel maggio 2024.
Truppe tedesche durante la manovra della «Quadriga 2024» a Pabrade, in Lituania, nel maggio 2024.
KEYSTONE

Possibile, ad esempio, un sostegno tedesco alla marina turca in una missione di pace nel Mar Nero.

«Qui emerge chiaramente il problema culturale della Germania», osserva il politologo. Berlino deve ancora imparare ad accettare il proprio nuovo ruolo nella sicurezza europea.

Una responsabilità che, sottolinea Masala, anche gli altri Paesi europei chiedono alla Germania di assumersi. Nielsen concorda: «È ciò che qui in Danimarca tutti ripetono: per favore, tedeschi, fate qualcosa. Avete le risorse».

Grazie alla «Zeitenwende», la svolta epocale evocata in un editoriale sul «Financial Times» nel 2024, da parte del presidente francese Emmanuel Macron e dall'allora Cancelliere tedesco Olaf Scholz, conclude Masala, il problema non è più il materiale militare, ma la difficoltà nel reclutamento.