Presto in Ohio? Ecco 5 fatti chiave sulle operazioni dell'ICE negli Stati Uniti

Philipp Dahm

31.1.2026

Degli agenti dell'ICE all'opera durante le recenti proteste a Minneapolis.
Degli agenti dell'ICE all'opera durante le recenti proteste a Minneapolis.
KEYSTONE

Anche se in Minnesota la tensione sembra calmarsi, le conseguenze dell’operazione dell’ICE nello Stato continuano a farsi sentire. Emergono fatti sconcertanti: dagli agenti coinvolti nella sparatoria mortale alla legalità delle operazioni. Intanto prende forma anche il prossimo obiettivo dell’agenzia federale.

Philipp Dahm

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Due agenti federali che hanno ucciso Alex Pretti sono stati sospesi dal servizio, ma restano in congedo retribuito.
  • Casa Bianca e Dipartimento per la Sicurezza interna si accusano a vicenda per aver definito Pretti un terrorista senza prove solide.
  • In Minnesota l’ICE ha ignorato decine di ordinanze giudiziarie, sollevando gravi dubbi sul rispetto dello Stato di diritto.
  • Anche in caso di shutdown del governo federale, l’ICE continuerebbe a operare perché considerata un servizio essenziale.
  • L’Ohio, e in particolare Springfield, potrebbe essere il prossimo obiettivo di una vasta operazione dell’ICE contro i migranti haitiani.

Agenti coinvolti nella sparatoria in congedo retribuito

I dieci colpi che sabato 24 gennaio hanno ucciso Alex Pretti sono stati esplosi, secondo le autorità, da due tiratori. Si tratta di due agenti del Dipartimento della Sicurezza Interna che attualmente non sono in servizio, ma continuano a percepire lo stipendio.

«I due agenti coinvolti sono in congedo da sabato. È il protocollo standard», ha dichiarato la Border Patrol a Newsweek. Si parla di administrative leave, ovvero di un congedo amministrativo retribuito. L’identità degli agenti non è stata resa pubblica.

Sicurezza interna e Casa Bianca si rimpallano le responsabilità

L’amministrazione Trump è finita sotto accusa per aver etichettato in modo affrettato Alex Pretti come un «terrorista», sostenendo che intendesse «massacrare» diversi agenti dell’ICE con una pistola.

Accuse che appaiono insostenibili alla luce dei video della scena mortale a Minneapolis.

Judge blocks ICE arrests of Minnesota refugees who were ‘subjected to terror’

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— The Independent (@the-independent.com) 29. Januar 2026 um 01:28

Ora anche i vertici sembrano esserne consapevoli, ma le responsabilità vengono scaricate reciprocamente.

La segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem ha affermato di aver definito Pretti un «terrorista interno» solo su indicazione della Casa Bianca: «Tutto ciò che ho fatto è stato su ordine del presidente e di Stephen», ha detto ad Axios, riferendosi al consigliere di Trump Stephen Miller.

Ice Barbie on thin ICE.. Kristi Noem impeachment: 140 lawmakers sign on—full list www.newsweek.com/kristi-noem-...

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— Angry Donkey News (@angrydonkeynews.bsky.social) 28. Januar 2026 um 04:14

Miller respinge l’accusa e rilancia: avrebbe parlato di un «aspirante attentatore» pronto a uccidere agenti dell’ICE solo sulla base delle informazioni ricevute dal Dipartimento della Sicurezza Interna, riporta Politico.

Inoltre, secondo lui, la Border Patrol avrebbe dovuto limitarsi a garantire la sicurezza delle operazioni ICE, senza intervenire direttamente.

«Stiamo indagando sul motivo per cui quel team potrebbe non aver rispettato il protocollo», ha dichiarato lo stesso Miller.

L'ICE ignora 96 ordinanze giudiziarie

Dal 1° gennaio, l’ICE ha disatteso in Minnesota 96 ordinanze giudiziarie relative a 74 casi distinti. Lo ha reso noto, secondo il New York Times, il giudice capo dello Stato, Patrick J. Schiltz, che ritiene la cifra probabilmente sottostimata.

Judge blocks ICE arrests of Minnesota refugees who were ‘subjected to terror’

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— The Independent (@the-independent.com) 29. Januar 2026 um 01:28

«Questa lista dovrebbe far riflettere chiunque abbia a cuore lo Stato di diritto, indipendentemente dalle proprie convinzioni politiche», ha dichiarato Schiltz, nominato dal presidente repubblicano George W. Bush.

A suo dire, l’ICE ha ignorato più decisioni giudiziarie di «altre agenzie federali da quando esistono».

Il messaggio del giudice è netto: «L’ICE non è la legge. Ha tutto il diritto di contestare le decisioni di questo tribunale, ma come ogni parte in causa deve rispettarle finché non vengono sospese o annullate». 

BREAKING: Judge Patrick Schiltz cancels contempt hearing Friday where ICE chief Todd Lyons was to be forced to testify, but excoriates ICE for defying almost 100 court orders in last month. "ICE is not a law unto itself," Schiltz writes. Doc: www.documentcloud.org/documents/26...

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— Josh Gerstein (@joshgerstein.bsky.social) 28. Januar 2026 um 23:24

Schiltz ha persino minacciato sanzioni contro il direttore ad interim dell’ICE, Todd Lyons, per il mancato rispetto delle convocazioni.

Un’udienza è però saltata all’ultimo momento: il migrante detenuto su cui Lyons avrebbe dovuto testimoniare è stato rilasciato.

L'ICE operativa anche in caso di shutdown

I democratici al Congresso spingono per fermare le retate contro i migranti e sono pronti a rischiare un parziale blocco delle attività governative.

Mercoledì scorso i senatori democratici hanno presentato le loro richieste al Dipartimento della Sicurezza interna; fra queste, un codice di condotta vincolante per i funzionari federali e l’obbligo di identificarsi durante le operazioni.

EISEN: Don't you think Democrats are tapping into something in the mood of the country when it comes to the funding of ICE? BESSENT: President Trump has brought down the temperature on the situation. He is urging them not to shut down the government.

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— Aaron Rupar (@atrupar.com) 28. Januar 2026 um 16:27

«L’ICE va contenuta e profondamente riformata», ha ribadito Chuck Schumer. Il leader democratico al Senato è però in trattativa con la Casa Bianca per evitare lo shutdown, riferisce il New York Times.

C’è tempo fino al 31 gennaio alle 12.01 (ora della costa est) per trovare un compromesso.

Ma cosa accadrebbe all’ICE in caso di shutdown?

Secondo la rivista Time, l’agenzia rientra tra i «servizi essenziali», che continuano a operare in ogni caso. L’impatto sarebbe quindi soprattutto politico, senza conseguenze immediate sulle attività dell’ICE.

L’Ohio possibile prossimo obiettivo

Mentre in Minnesota la situazione sembra stabilizzarsi, l’ICE starebbe già pianificando il prossimo grande intervento. In cima alla lista figurerebbe l’Ohio, in particolare la città di Springfield.

«Gli immigrati illegali mangiano cani e gatti», aveva affermato Donald Trump durante un dibattito televisivo con Kamala Harris nell’ultima campagna presidenziale. Nel maggio 2025 aveva indicato in particolare la comunità haitiana come problematica.

Il contesto è la scadenza, il 3 febbraio, di una misura transitoria che garantiva uno status di protezione temporanea ai rifugiati haitiani.

La Springfield News-Sun riferisce che, dopo quella data, potrebbe partire un’operazione ICE di 30 giorni, secondo una comunicazione inviata al dipartimento scolastico locale.

Esisterebbe già una «lista federale con ordini individuali di espulsione a Springfield». La città è un importante polo per la diaspora haitiana: su circa 330’000 haitiani residenti negli Stati Uniti, 30’000 vivono nel centro dell’Ohio e tra 12’000 e 15’000 a Springfield, scrive l’Ohio Capital Journal.

«La gente è spaventata», racconta Viles Dorsainvil dell’Haitian Support Center. «Sono venuti qui per lavorare, mandare i figli a scuola e vivere in pace. All’improvviso si ritrovano in uno scenario in cui non si sentono più accettati».

E conclude: «Sono nel panico, e la cosa peggiore è che non riescono nemmeno a pianificare la loro vita per i prossimi tre mesi».