Medio Oriente A Gaza si continua a morire: 354 morti dall'inizio del cessate il fuoco

SDA

29.11.2025 - 21:23

Gaza distrutta dalle bombe israeliane.
Gaza distrutta dalle bombe israeliane.
sda

Dopo oltre 70.000 morti in due anni, secondo gli ultimi dati forniti dalle autorità legate a Hamas, a Gaza si continua a morire. Solo dall'inizio del cessate il fuoco, il 10 ottobre, sono stati uccisi 354 palestinesi, sullo sfondo del piano di pace di Donald Trump che non riesce a progredire verso la fase successiva.

Keystone-SDA

Le ultime vittime di una guerra che ancora appare senza fine sono due fratellini, Fadi e Goma Abu Assi, di 8 e 11 anni (10 e 12, secondo altre fonti), colpiti a est di Khan Yunis da un drone israeliano mentre «raccoglievano legna da ardere» affinché il papà, bloccato su una sedia a rotelle da gravi ferite alle gambe, «potesse accendere un fuoco» in un territorio reso ancor più inospitale e umido dalle piogge dei giorni scorsi.

Poco dopo l'Idf ha affermato di aver «eliminato due sospetti» che avevano «oltrepassato la Linea Gialla», che delimita l'area della Striscia sotto il controllo israeliano, avvicinandosi alle truppe che operano nel sud dell'enclave mentre conducevano «attività sospette sul terreno».

L'aviazione è quindi entrata in azione per «rimuovere la minaccia imminente». «Sono bambini... cosa hanno fatto? Non avevano missili o bombe, sono andati a raccogliere legna per il padre perché potesse accendere un fuoco», ha detto lo zio Mohamed Abu Assi alla Reuters durante il loro funerale.

«I due bambini mi aiutavano, erano loro a sostenermi, a fare la spesa. Sono andati incontro al loro destino», ha spiegato la giovane mamma, in un drammatico video diffuso dall'agenzia palestinese Wafa, mentre il padre tiene sulle ginocchia i due figli avvolti in sacchi bianchi, implorando «Dio di concedergli la pazienza e la forza».

Tregua sempre in bilico

Ma, con la tregua sempre in bilico e due corpi di ostaggi ancora da restituire a Israele, stenta a decollare il progetto di Trump di dispiegare a Gaza «all'inizio del 2026» una Forza internazionale di stabilizzazione di circa 20.000 uomini, con l'obiettivo di disarmare Hamas e favorire il ritiro dell'Idf sempre più a est.

Stando al Washington Post, anche i Paesi che si erano inizialmente dichiarati disponibili a inviare le proprie truppe, come l'Indonesia e l'Azerbaigian, si stanno tirando indietro nel timore di dover combattere contro i palestinesi.

Forze israeliane sotto accusa anche per un altro tragico episodio

Le forze israeliane sono intanto sotto accusa anche per un altro tragico episodio emerso con un video del canale egiziano Al Ghad in cui si vedono due palestinesi disarmati uccisi a distanza ravvicinata da tre agenti della polizia israeliana a Jenin, in Cisgiordania.

Le autorità israeliane hanno aperto un'indagine e i tre, accusati di aver ucciso e aperto il fuoco contro gli ordini ricevuti, sono stati rilasciati venerdì sera dopo 8 ore di interrogatorio.

Gli agenti hanno dichiarato di aver agito per autodifesa: «Abbiamo avvertito una minaccia imminente e tangibile alle nostre vite», hanno affermato secondo quanto riportato da Haaretz, mentre l'Alto commissariato Onu per i diritti umani parla di una «apparente esecuzione sommaria».

Violenza dei coloni estremisti

E mentre l'Idf continua nell'operazione antiterrorismo «Cinque Pietre», lanciata mercoledì scorso nel governatorato di Tubas, con decine di arresti e perquisizioni, in un quartiere a sud di Betlemme si è di nuovo scatenata la violenza dei coloni estremisti, con lancio di sassi e spari.

Secondo la Mezzaluna Rossa, dieci palestinesi sono rimasti feriti, tra cui una giovane donna raggiunta da un colpo d'arma da fuoco a una gamba. L'esercito, intervenuto dopo le segnalazioni di un «violento scontro», ha dichiarato l'area «zona militare chiusa». La polizia ha aperto un'indagine.