Cosa sappiamo finora?Accordo con la NATO: Trump fa marcia indietro sui dazi contro l'Europa. Ecco gli 8 punti più importanti
dpa
23.1.2026 - 21:20
Il Presidente Donald Trump, a destra, incontra il Segretario Generale della NATO Mark Rutte.
Keystone
Il presidente americano Donald Trump ribadisce a Davos la volontà di incorporare la Groenlandia negli Stati Uniti, senza lasciare spazio a dubbi. Poi, però, arriva un colpo di scena sorprendente.
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23.01.2026, 21:20
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Prima le minacce, poi la retromarcia. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha inizialmente alzato i toni contro l'Europa nella disputa sulla Groenlandia, per poi fare un passo indietro.
Il capo della Casa Bianca ha infatti ritirato la minaccia di imporre dazi punitivi contro diversi Paesi europei.
Alla base del cambio di rotta c'è un accordo con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, sulla sicurezza nella regione artica.
Prima un discorso carico di ostilità nei confronti dell'Europa, poi all'improvviso segnali di riavvicinamento nella disputa sulla Groenlandia.
Mercoledì sera, al World Economic Forum (WEF) di Davos, gli eventi legati alla proposta di Donald Trump di incorporare la Groenlandia negli Stati Uniti si sono susseguiti rapidamente.
Ecco le domande e le risposte più importanti.
Cosa dice ora Trump?
Il presidente degli Stati Uniti non intende dare seguito alla minaccia di imporre, dal 1° febbraio, dazi del 10% sulle merci importate negli USA provenienti da diversi Paesi europei. Il motivo è un incontro con il segretario generale della NATO, Mark Rutte.
Su quanto discusso nel dettaglio non sono emersi elementi concreti.
Trump si è limitato a scrivere sui social media che è stato definito un quadro per un futuro accordo sulla Groenlandia e sull'intera regione artica, motivo per cui non verranno introdotte ulteriori tariffe.
Rutte ha confermato le dichiarazioni del presidente americano sull'esistenza di questo quadro per un possibile accordo sulla Groenlandia.
"Based upon a very productive meeting that I have had with the Secretary General of NATO, Mark Rutte, we have formed the framework of a future deal with respect to Greenland and, in fact, the entire Arctic Region. This solution, if consummated, will be a great one for the United… pic.twitter.com/24b99begbb
Solo poche ore prima, il Parlamento europeo aveva bloccato la ratifica dell'accordo commerciale con gli Stati Uniti in risposta alla minaccia di Trump di introdurre nuovi dazi.
Cosa aveva minacciato Trump?
Meno di una settimana fa, il presidente degli Stati Uniti aveva imposto dazi con una mossa senza precedenti legata al conflitto sulla Groenlandia. L'obiettivo era penalizzare otto Paesi della Nato che si erano opposti alle rivendicazioni di Trump sulla sovranità dell’isola artica.
Dopo una prima aliquota del 10%, le tariffe avrebbero dovuto salire al 25% dal 1° giugno, applicandosi a tutte le merci esportate verso gli Stati Uniti.
Dalla scorsa estate, sulla maggior parte delle esportazioni dell'UE verso l’America è in vigore un'aliquota del 15%.
Cosa dice il capo della Nato Rutte?
Secondo Mark Rutte c'è ancora molto lavoro da fare per le parti coinvolte nella disputa politica sulla Groenlandia.
Nei colloqui con Donald Trump a margine del World Economic Forum di Davos, mercoledì scorso, è stato concordato che la regione artica debba essere protetta congiuntamente, ha dichiarato il segretario generale della NATO all'emittente statunitense «Fox News».
Allo stesso tempo, gli Stati Uniti proseguiranno i colloqui con la Groenlandia e la Danimarca, ad esempio per impedire a Russia e Cina di ottenere accesso all'economia groenlandese. Rutte ha definito l'intesa «un ottimo risultato», precisando però: «C'è ancora molto da fare».
Le parti hanno concordato di lavorare su ciò che la NATO può fare insieme per proteggere l'intera regione artica. «È necessario garantire che venga fatto tutto il possibile a terra, in mare e in aria per tutelare questa parte strategicamente importante del mondo e il territorio dell'Alleanza», ha concluso Rutte.
Cosa hanno concordato Trump e Rutte?
In un primo momento, Donald Trump ha lasciato in sospeso i dettagli su come dovrebbe essere strutturato il quadro di un futuro accordo.
Alla domanda se si trattasse di un'intesa sulla proprietà della Groenlandia, il presidente americano si è limitato a dire all'emittente statunitense «CNBC» che si tratta di una questione «piuttosto complessa». Ha però sottolineato che l'accordo sarà «per sempre» e che in gioco ci sono anche aspetti di sicurezza.
Il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen ha commentato ai microfoni della radio danese: «La giornata si conclude meglio di come è iniziata». E ha aggiunto: «Da Davos porto a casa due messaggi: Trump dice che non attaccherà la Groenlandia (…) e che la guerra dei dazi è in standby. È una buona notizia».
Secondo fonti informate presenti a Davos, l'intesa tra Trump e il segretario generale della Nato Mark Rutte non riguarderebbe la proprietà dell'intera isola. Le stesse fonti indicano piuttosto la necessità di rivedere l'accordo di difesa sulla Groenlandia firmato nel 1951 tra Stati Uniti e Danimarca.
Sul tavolo ci sarebbero anche il controllo degli investimenti e delle attività estrattive: Washington vorrebbe avere voce in capitolo su chi investe in Groenlandia e sull'accesso alle materie prime. Inoltre, l'accordo prevederebbe un maggiore impegno degli Stati europei della Nato nella regione artica.
E le basi militari?
Il «New York Times» ha riferito, citando funzionari governativi, che parte della discussione in seno alla NATO su un possibile compromesso è che la Danimarca potrebbe trasferire agli Stati Uniti la sovranità su piccole aree della Groenlandia, sulle quali gli USA potrebbero poi costruire basi militari.
Tuttavia, il rapporto ha anche chiarito che molto sembra ancora in divenire.
La «Frankfurter Allgemeine Zeitung» (F.A.Z.) ha riferito mercoledì sera, citando fonti della NATO, che Rutte ha introdotto nei colloqui una proposta che, oltre all'istituzione di una nuova missione di sorveglianza dell'Alleanza nell'estremo nord, prevede anche che gli Stati Uniti acquisiscano basi militari in Groenlandia.
La F.A.Z. aveva già riferito in esclusiva martedì scorso di tali considerazioni. Ora il giornale sostiene di aver appreso da due fonti della NATO che il piano è modellato sulle basi militari britanniche a Cipro.
La Groenlandia rimarrà parte della Danimarca?
Mark Rutte non ha fornito una risposta definitiva alla domanda se il quadro di un possibile accordo sulla Groenlandia, annunciato in precedenza da Donald Trump, implichi che l'isola artica in gran parte autonoma resti parte del territorio danese.
Il tema, ha spiegato, non è stato affrontato nei colloqui di mercoledì sera. L'attenzione si è concentrata piuttosto sulla protezione della Groenlandia.
«Cupola d'oro» sulla Groenlandia?
Le rivendicazioni di Donald Trump sulla Groenlandia e le relative minacce hanno messo gli europei in una posizione delicata.
Non possono permettersi una rottura frontale con il presidente americano, poiché molti Paesi dipendono militarmente dagli Stati Uniti. O, come ama ripetere Trump, la NATO non sarebbe nulla senza di lui.
Intanto emerge sempre più chiaramente perché la Groenlandia sia nel mirino di Trump. Il presidente starebbe valutando la costruzione sull'isola della più grande «Cupola d’oro» mai realizzata, un sistema di difesa missilistica sul modello di quello utilizzato da Israele.
Lo scudo servirebbe a proteggere il Nord America e l'intesa raggiunta con il segretario generale della NATO Mark Rutte potrebbe ora aprire la strada alla sua realizzazione in Groenlandia. Nel messaggio pubblicato mercoledì sera, Trump ha annunciato ulteriori colloqui sul progetto del sistema di difesa.
Da tempo, l'amministrazione Trump rivendica un ruolo di controllo sul cosiddetto emisfero occidentale, che comprende il continente americano e le isole circostanti.
Gli esempi non mancano: dalla rinomina del Golfo del Messico in «Golfo d'America», agli interventi contro navi sospettate di traffici di droga nei Caraibi e nel Pacifico orientale, fino al tentativo di rovesciare il leader venezuelano Nicolás Maduro. Ora, a questo elenco, si aggiunge anche la pretesa sulla Groenlandia.
Cosa succederà ora?
Donald Trump ha incaricato il vicepresidente J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e l'inviato speciale Steve Witkoff di proseguire i negoziati per un accordo sulla Groenlandia.