Afghanistan

La Cina: «Il nuovo governo in Afghanistan necessario per ricostruire»

SDA

8.9.2021 - 12:57

La Cina ha affermato da subito di essere pronta a costruire relazioni amichevoli con i talebani al potere in Afghanistan. Nella foto il portavoce dei talebani Zabhiullah Mujahid annuncia i membri del nuovo governo ad interim.
La Cina ha affermato da subito di essere pronta a costruire relazioni amichevoli con i talebani al potere in Afghanistan. Nella foto il portavoce dei talebani Zabhiullah Mujahid annuncia i membri del nuovo governo ad interim.
Keystone

La Cina «dà grande importanza all'annuncio dei talebani sull'istituzione di un governo ad interim che ha posto fine alle oltre tre settimane di anarchia in Afghanistan». È il commento del portavoce del Ministero degli esteri Wang Wenbin.

SDA

8.9.2021 - 12:57

A suo dire quanto annunciato «è stato un passo necessario per il ripristino dell'ordine interno e della ricostruzione postbellica».

L'ambasciata cinese a Kabul «sta ancora svolgendo normalmente le sue funzioni. Siamo disposti a mantenere le comunicazioni con il nuovo governo e i leader afghani», ha quindi risposto il portavoce alla domanda sull'ipotesi che Pechino possa riconoscere i talebani.

«Ci auguriamo – ha aggiunto – che il nuovo regime ascolti ampiamente le opinioni di tutti i gruppi etnici e le fazioni durante il governo provvisorio e risponda ai desideri della gente del paese e della comunità internazionale. Abbiamo notato che la parte afghana ha sottolineato che tutte le persone trarranno beneficio dal nuovo regime».

Nonostante le precedenti promesse sulla moderazione e la inclusività, il nuovo governo afghano è composto esclusivamente da ranghi lealisti con estremisti affermati in tutti i posti chiave, oltre a non avere donne. Mentre gran parte del mondo ha adottato un approccio attendista per l'impegno con i talebani, la Cina ha affermato da subito di essere pronta a costruire relazioni amichevoli.

Un Afghanistan stabile e cooperativo aprirebbe opportunità economiche per la Cina

Un Afghanistan stabile e cooperativo aprirebbe opportunità economiche per la Cina e consentirebbe l'espansione della sua massiccia infrastruttura all'estero, la «Belt and Road Initiative», ma Pechino ha soprattutto l'interesse vitale che il paese non diventi il rifugio sicuro di sigle terroristiche che possano mettere a rischio la stabilità faticosamente riconquistata dello Xinjiang, la regione di nordovest dove la minoranza musulmana di etnia uigura è oggetto di repressione e vessazioni.

Wang, in conferenza stampa, ha ribadito che la Cina «non interferirà negli affari interni dell'Afghanistan», esprimendo però l'auspicio che i talebani «possano perseguire politiche interne ed estere moderate e costanti, reprimendo con forza tutti i tipi di forze terroristiche», oltre «ad andare d'accordo con tutti i paesi, specialmente quelli confinanti».

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