Ex inviato Usa, «serviva più pressione su Ghani»

SDA

24.10.2021 - 20:41

L'ex presidente afghano Ashraf Ghani
Keystone

Gli Stati Uniti non hanno fatto sufficiente pressione sull'ex presidente afghano Ashraf Ghani affinché condividesse il potere con i talebani, in modo da evitare il tracollo del suo governo e la completa presa di Kabul da parte dei sedicenti studenti coranici.

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24.10.2021 - 20:41

L'ultima critica alla gestione del ritiro americano dall'Afghanistan arriva dall'ex inviato speciale di Washington Zalmay Khalilzad, dimessosi nei giorni scorsi dalla carica e sostituito dal suo vice Tom West.

Nella prima intervista dopo le dimissioni, rilasciata alla Cbs, Khalilzad – nato in Afghanistan – ha rievocato l'accordo concluso nel febbraio 2020 tra gli Usa e i talebani a Doha, sottolineando che si trattava di un'intesa «basata su delle condizioni», di cui facevano parte i negoziati tra il gruppo jihadista e Kabul, oltre a un cessate il fuoco permanente.

Il presidente Joe Biden annunciò però «un ritiro legato a un calendario», mettendo da parte le condizionalità, ha rilevato l'ex inviato di Washington, accusando Ghani di aver a quel punto «preferito lo status quo a un accordo politico» con i mullah, pur complicato da raggiungere. E questo, secondo Khalilzad, «ha rafforzato i talebani più radicali». Ghani è poi fuggito all'estero poco prima della presa di Kabul da parte degli stessi talebani.

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