Amazzonia: duro scontro fra Macron e Bolsonaro

ATS

23.8.2019 - 07:26

Macron e Bolsonaro uno di fianco all'altro al G20 di giugno.
Source: KEYSTONE/EPA G20/G20 HANDOUT

Forte scontro su Twitter fra Emanuel Macron e Jair Bolsonaro sulla protezione dell'Amazzonia.

Il presidente francese ha lanciato l'allarme sulla «crisi internazionale» che rappresentano gli incendi forestali in Brasile, reclamando al G7 di iscrivere la questione all'agenda del suo vertice, ma il suo collega brasiliano lo ha accusato di cedere al «sensazionalismo» per «interessi politici personali», dimostrando inoltre una «mentalità colonialista».

«La nostra casa sta bruciando», ha avvertito Macron in un tweet, accompagnando il suo messaggio con la foto di un incendio forestale.

«L'Amazzonia, il polmone del nostro pianeta che produce il 20% del nostro ossigeno è in fiamme, è una crisi internazionale», ha aggiunto, dando appuntamento ai leader del G7 «per parlare di questa urgenza fra due giorni».

Bolsonaro: «mentalità colonialista»

La risposta di Bolsonaro non si è fatta attendere. «Mi dispiace che il presidente Macron cerchi di strumentalizzare una questione interna del Brasile e di altri Paesi amazzonici per i suoi interessi politici personali», ha scritto su Twitter.

Il presidente brasiliano ha aggiunto che «il tono sensazionalista» con il quale Macron «parla dell'Amazzonia (facendo perfino uso di immagini false) non contribuisce in niente alla soluzione di questo problema».

«Il suggerimento del presidente francese, che vuole che le questioni amazzoniche siano discusse dal G7, senza la presenza dei Paesi della regione, evoca una mentalità colonialista fuori luogo nel secolo XX», ha sottolineato Bolsonaro, assicurando che il suo governo «resta aperto al dialogo, in base a dati obiettivi e al rispetto mutuo» per affrontare la questione.

I media brasiliani indicano che nel parlare di «immagini false» Bolsonaro si riferisce alla foto pubblicata da Macron su Twitter, che sarebbe stata scattata negli anni '90 da Loren McIntyre, un fotografo morto nel 2003, che lavorò a lungo per National Geographic e pubblicò un libro sull'Amazzonia.

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