Medio OrienteAnnullata la visita del generale libanese Haykal a Washington, USA irritati
SDA
20.11.2025 - 19:51
Il comandante dell'esercito libanese Rodolphe Haykal (al centro) in un'immagine d'archivio
KEYSTONE
Gli Stati Uniti hanno annullato la visita del comandante dell'esercito libanese Rodolphe Haykal, prevista questa settimana a Washington, aprendo una crisi senza precedenti nei rapporti con Beirut e alzando ancora di più la voce perché si acceleri il disarmo di Hezbollah, il partito armato di resistenza a Israele.
Keystone-SDA
20.11.2025, 19:51
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Washington considera insufficiente il ritmo con cui l'esercito libanese sta attuando il piano di ritiro delle armi, in particolare nelle aree a nord del fiume Litani, che segna di fatto il confine tra il sud del Libano, in parte ancora occupato dalle forze israeliane, e il resto del paese.
Beirut potrebbe sacrificare il suo comandante
La cancellazione della visita, notificata poche ore prima della partenza di Haykal, è stata interpretata in Libano come un segnale di forte irritazione.
Al punto che nei corridoi diplomatici circola l'ipotesi che lo stesso capo dell'esercito possa dimettersi nei prossimi giorni.
Il nodo della questione: il disarmo di Hezbollah
A pochi giorni dall'attesa visita di Papa Leone XIV in Libano, la presidenza libanese e il premier Nawaf Salam hanno intanto avviato contatti urgenti con Washington.
E si insiste nel dire che la missione di Haykal è stata «rinviata» e non annullata. Negli ambienti politici prevale invece la lettura di uno strappo vero, maturato dopo settimane di divergenze sulla gestione del dossier sicurezza.
Salam, in un'intervista rilasciata ai media statunitensi, ha ribadito che il disarmo di Hezbollah «segue il suo corso» e che la prima fase nel sud sarà completata entro fine mese. Il premier ha anche rilanciato l'offerta di aprire negoziati con Israele con mediazione americana, lamentando l'assenza di risposte da parte dello Stato ebraico.
Una posizione che però si scontra con il rifiuto del Hezbollah di partecipare a qualunque processo politico con Israele e di consegnare le proprie armi prima che l'esercito israeliano non completi il suo ritiro dal sud del paese.
Raid israeliani a sud di Beirut
Proprio quest'area sta vivendo nuove ondate di attacchi di Israele, che accusa Hezbollah di ricostruire infrastrutture militari nelle località frontaliere, e che continua le operazioni aeree nonostante la tregua del 24 novembre scorso.
Martedì notte un raid israeliano aveva colpito il campo palestinese di Ain al-Helwe, 40 km a sud di Beirut e dunque a nord del Litani, uccidendo tredici ragazzi di 16 e 17 anni che stavano giocando a calcio.
L'attacco ha provocato proteste a Sidone e Beirut, aumentando ulteriormente la pressione sull'esercito libanese, chiamato a proteggere i civili e a soddisfare le richieste americane sul disarmo.
Il Libano preso tra due fuochi
Secondo osservatori locali, l'esercito e il Libano sono presi tra due fuochi.
Da una parte, gli Stati Uniti che chiedono passi immediati sul terreno e che hanno fissato la scadenza per il disarmo alla fine dell'anno. Dall'altra, le comunità del sud del paese, in larga parte sciite e solidali con Hezbollah, che invocano sempre più spesso l'intervento dello Stato di fronte alle aggressioni israeliane.