Fernandes: «Non abbiamo perso le elezioni»

SDA

18.11.2021 - 07:00

Il presidente argentino Alberto Fernández ha annunciato una "seconda tappa" dell'esecutivo, che terminerà con le elezioni del 2023
Keystone

Il presidente argentino ha rilanciato l'azione del suo governo, tre giorni dopo le elezioni legislative di medio termine. Il capo dello Stato ha annunciato una «seconda tappa» dell'esecutivo, che terminerà con le elezioni del 2023.

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18.11.2021 - 07:00

La sua formazione politica, il Frente de Todos, pur uscendo sconfitta dall'opposizione di centro-destra di Juntos por el Cambio, ha recuperato terreno rispetto alle disastrose 'primarie' di settembre.

Unico oratore nella storica Plaza de Mayo nel 'Giorno della militanza', con cui si ricorda il ritorno in Argentina di Juan Domingo Perón dopo 17 anni di esilio, Fernández ha arringato ieri le decine di migliaia di militanti convenuti da tutta la provincia, con toni forti e accalorati, non usuali nel suo stile pacato e conciliante.

Il capo dello Stato ha annunciato che «da oggi comincia la seconda tappa del governo» che terminerà con le elezioni del 2023, rivendicando nel contempo i successi ottenuti sul piano dell'occupazione e della difesa dei salari, «nonostante la durezza della pandemia».

Dopo aver denunciato che parte dell'opposizione legata all'ex presidente Mauricio Macri, insieme a potenti gruppi economici privati, si erano preparati per una esplosione sociale, che «però non c'è stata», Fernández ha polemizzato con chi ha sostenuto che è stato sconfitto domenica dagli elettori.

A questi signori, ha sottolineato, «rispondo che il trionfo non è vincere, ma non darsi mai per vinti. Ed è quello che facciamo noi, preparandoci per una riscossa per le prossime elezioni generali».

Infine ha invitato i militanti alla solidarietà e all'apertura di un dibattito interno al partito, concludendo che quando arriverà l'appuntamento elettorale del 2023, «spero che potremo scegliere il miglior candidato, dall'ultimo dei consiglieri comunali allo stesso presidente della repubblica, attraverso primarie democratiche».

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