Assalto a Capitol, il silenzio dei repubblicani

SDA

6.1.2022 - 21:26

A confermare la profonda divisione degli Stati Uniti e dei due partiti sono l'assenza e il silenzio dei leader e della maggioranza dei repubblicani nelle cerimonie al Capitol per il primo anniversario dell'assalto del Congresso. 

L'assalto al Congresso statunitense il 6 gennaio 2021.
Keystone

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6.1.2022 - 21:26

Che resta quindi una ferita non condivisa della democrazia americana. A partecipare solo un pugno di eletti, apertamente anti Trump, come la deputata Liz Cheney.

Ma il capo del Grand Old Party al Senato Mitch McConnell, pur avendo condannato subito l'attacco accusando l'ex presidente, ha disertato ogni appuntamento guidando un'ampia delegazione del suo partito ai funerali di un ex collega ad Atlanta.

Oggi, senza nominare Trump, ha ribadito che il 6 gennaio fu «un giorno buio per il Congresso e il Paese», in cui il Capitol «fu preso d'assalto da criminali che brutalizzarono i poliziotti e usarono la forza per impedire al Congresso di fare il suo dovere».

Ma ha anche accusato i democratici di tentare di «sfruttare questo anniversario per far avanzare obiettivi politici che sono ben precedenti a questo evento», riferendosi alla loro intenzione di abolire la regola dell'ostruzionismo al Senato per approvare le leggi sui diritti di voto.

Il leader dei repubblicani alla Camera Kevin McCarthy non si è fatto vedere, anche se pure lui dopo l'assalto aveva evocato la responsabilità dell'allora presidente, salvo fare marcia indietro dopo gli attacchi del tycoon.

Alcuni repubblicani negano l'attacco

E mentre la maggioranza del Grand Old party è rimasta zitta, per non incorrere nella vendetta di Trump, i repubblicani di estrema destra, i 'pasdaran' tra i più ardenti sostenitori del tycoon, hanno parlato per ridimensionare o negare l'attacco.

Come i deputati Matt Gaetz (accusato di relazioni con una minorenne e di sfruttamento della prostituzione) e Marjorie Taylor Greene (cospirazionista che ha incoraggiato sui social violenza, antisemitismo e razzismo), che hanno proposto una «risposta repubblicana» alle commemorazioni ufficiali, compresa una serie di apparizioni sui network di estrema destra, tra cui l'edizione speciale di un podcast dell'ex stratega della Casa Bianca Steve Bannon.

E nel Paese non mancano gli attivisti repubblicani che hanno organizzato raduni e veglie in oltre una decina di Stati, dal Minnesota alla Florida e alla California, a favore degli assalitori del Capitol, dipingendoli come «patrioti» o «prigionieri politici».

Iniziative incoraggiate da sondaggi secondo cui due terzi dei repubblicani non vedono l'attacco al Congresso come un attacco al governo e tre quarti crede che Joe Biden sia un presidente illegittimo.

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