Stati Uniti

Assalto a Capitol Hill, prima dura condanna per violenza

SDA

10.11.2021 - 20:27

Jacob Chansley, lo 'sciamano' cospirazionista di QAnon che attaccò il Congresso, rischia una pena severa
Jacob Chansley, lo 'sciamano' cospirazionista di QAnon che attaccò il Congresso, rischia una pena severa
Keystone

Prima, severa condanna per violenza contro la polizia nell'assalto al Capitol del 6 gennaio per impedire la certificazione della vittoria di Joe Biden in elezioni considerate «rubate».

SDA

10.11.2021 - 20:27

Scott Fairlamb, proprietario di una palestra in New Jersey ed ex combattente di arti marziali miste, si è visto infliggere 41 mesi di prigione per aver aggredito un agente, nonostante la sua ammissione di colpevolezza e il suo dichiarato rimorso.

L'imputato, tra i primi a penetrare nel Senato, dovrà scontare anche 36 mesi di libertà vigilata dopo la scarcerazione. Una sentenza che costituirà un precedente per gli altri assalitori violenti.

Rischia una pena ancora più dura Jacob Chansley, lo 'sciamano' cospirazionista di QAnon che attaccò il Congresso indossando sul petto nudo tatuato una pelle d'orso con le corna: per lui l'accusa ha chiesto 51 mesi di galera, la condanna più alta finora proposta per gli autori della rivolta eversiva. «Gli atti dell'imputato Chansely, ora diventato un criminale famoso, lo hanno reso il volto pubblico dell'assalto al Capitol», scrivono i procuratori.

Sonoro schiaffo a Trump dalla giudice distrettuale

Intanto Trump ha ricevuto un sonoro schiaffo dalla giudice distrettuale Tanya Chutkan, che ha respinto la sua ennesima richiesta di bloccare la richiesta di documenti della sua presidenza da parte della commissione della Camera che sta indagando sull'attacco al Congresso.

Una richiesta basata sul privilegio esecutivo, la facoltà del presidente di non rivelare informazioni per esigenze di sicurezza nazionale o per tutelare il principio di confidenzialità nei rapporti interni all'Amministrazione. Ma l'attuale inquilino della Casa Bianca Joe Biden si è rifiutato di esercitarlo per conto del suo predecessore, in nome di quell'"interesse pubblico» evocato ora anche dalla giudice.

Trump, scrive la magistrata, «non riconosce la deferenza dovuta al giudizio del presidente in carica. La sua posizione secondo cui può scavalcare l'espressa volontà della branca esecutiva appare fondata sulla nozione che il potere esecutivo 'esiste in perpetuo' ma i presidenti non sono re e il ricorrente non è presidente».

I legali dell'ex presidente hanno annunciato appello prima di venerdì, giorno fissato per la trasmissione delle carte dagli archivi nazionali: telefonate, visite alla Casa Bianca e altri documenti che potrebbero far luce sul ruolo di Trump anche prima che col suo comizio incitasse i suoi fan ad assaltare il Congresso, dopo un'incendiaria campagna anche social contro le «elezioni rubate».

Tanto che lo stesso principe Harry, un giorno prima dell'assalto al Campidoglio, aveva avvertito via e-mail il ceo di Twitter, Jack Dorsey, sul fatto che «la sua piattaforma stava consentendo di organizzare un colpo di stato», come lui stesso ha rivelato in un evento organizzato dalla rivista Wired.

Indagine da concludere entro le elezioni di Midterm

La commissione inquirente, che ha già interrogato oltre 150 persone, sta accelerando per concludere l'indagine entro le elezioni di Midterm del prossimo autunno. Per due motivi: il primo è per il timore dei democratici di perdere il controllo della Camera a favore dei repubblicani, che potrebbero così seppellire i lavori; il secondo è per presentarsi al voto possibilmente con nuove accuse contro Trump, dopo la sua assoluzione nel secondo processo di impeachment.

Per questo la commissione ha emesso una nuova raffica di mandati di comparizione per altri 13 ex collaboratori di Trump, tra cui l'ex consigliere Stephen Miller e l'ex portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany. Dei 6 convocati precedentemente, l'ex stratega Steve Bannon si è rifiutato di presentarsi ed ora rischia l'incriminazione per oltraggio al Congresso: un precedente che potrebbe valere per chi segue le sue orme.

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