Beirut: fonti del Pentagono smentiscono Trump: «Nessun attacco». Salgono a 135 i morti

ATS / pab / sam

5.8.2020 - 18:27

A Beirut non c'è stato un attacco terroristico: così riferiscono – secondo la CNN – fonti del Pentagono. Intanto la città chiede aiuto e l'UE invia pompieri altamente specializzati. 

Secondo tre funzionari del Dipartimento della difesa sentiti dall'emittente televisiva CNN ma che hanno voluto rimanere nell'anonimato, «non ci sono indicazioni di attori nella regione interessati in questa fase a un attacco di così vasta portata».

De facto questi esperti smentiscono le affermazioni di Donald Trump che nelle ore successive alle esplosioni nella capitale libanese aveva parlato di «terribile attentato».

Intanto continua a salire il bilancio delle vittime: l'ultimo parla di almeno 135 morti, circa 5'000 feriti e ancora 80 dispersi. Lo ha reso noto il ministro libanese della Salute, Hamad Hassan, in una dichiarazione riportata dai media locali.

Materiale confiscato nel 2014

Il ministro dell’Interno libanese Mohammed Fehmi ha confermato che il materiale «estremamente volatile», il nitrato di ammonio, che ha dato origine alle esplosioni di ieri a Beirut erano state immagazzinate in un locale all’interno del porto sei anni fa, nel 2014.

Il materiale - riporta il sito del quotidiano libanese An-nahar citando il ministro - «era stato confiscato a una nave con bandiera moldava in rotta verso una destinazione sconosciuta in bizzarre circostanze».

Non è esploso solo nitrato di ammonio? 

Alcuni esperti statunitensi ipotizzano intanto che, all'origine dell'esplosione che ha devastato Beirut, potrebbero esserci anche elementi diversi dal nitrato di ammonio, indicato finora quale causa della devastazione della capitale libanese.

Secondo Anthony May, un ex investigatore dell'agenzia governativa per gli esplosivi - riporta la Cnn - il colore della nube sprigionatasi dopo lo scoppio suggerisce la presenza di altre sostanze.

Robert Baer, ex agente della CIA esperto di Medio Oriente, sempre citato dalla Cnn, osserva che «il fumo arancione visto nelle numerose immagini dell'esplosione indica la possibile presenza di esplosivi per uso militare».

Beirut chiede aiuto, l'UE attiva la protezione civile

«La UE ha attivato il meccanismo di protezione civile in seguito alla richiesta delle autorità libanesi, e coordinerà l'invio urgente di 100 pompieri altamente qualificati, con veicoli, cani ed attrezzature specializzati nella ricerca e salvataggio in zone urbane». Lo annuncia il commissario alla gestione delle crisi, Janez Lenarcic.

«Lavoreranno con le autorità libanesi per salvare vite. Olanda, Grecia e Cechia hanno già confermato la loro partecipazione, Francia, Polonia e Germania hanno già offerto assistenza», ha aggiunto.

Danni su 4 chilometri quadrati, visibili dallo spazio

Una 'ferita' che si estende per 4 chilometri quadrati: appare così l'area di Beirut danneggiata dall'esplosione, nelle immagini riprese dai radar del satellite Sentinel-1 del programma di osservazione della Terra Copernicus, gestito da Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione europea.

La mappa, elaborata da Leonardo tramite e-GEOS (Telespazio/ Agenzia Spaziale Italiana), è stata ottenuta grazie all'approccio della multi-coerenza, in cui vengono analizzate quattro immagini satellitari acquisite in date diverse ed elaborate in modo congiunto.

Rispetto ad altri metodi di analisi, in questo caso, la multi-coerenza visualizza in modo più chiaro i danni. L'impatto dell'esplosione ha infatti avuto ripercussioni non solo nell'area del porto, ma anche nelle zone limitrofe.

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