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Ticker Medio Oriente Sotto le bombe di Israele morte più di 200 persone a Beirut - La scuola di Minab è stata colpita dagli USA
Sara Matasci
6.3.2026
Sabato 28 febbraio, Israele e gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco «preventivo» contro l'Iran nel quale è rimasta uccisa la Guida Suprema Ali Khamenei. Al suo posto è stato eletto il figlio Mojtaba. Trump esclude l'invio di soldati via terra. Israele bombarda Beirut per colpire gli Hezbollah. Tutti gli aggiornamenti nel live-ticker di blue News.
Un uomo iraniano tiene in mano una foto di Mojtaba Khamenei mentre partecipa alle celebrazioni per il 47° anniversario della Rivoluzione Islamica a Teheran l'11 febbraio 2026.
Immagine: KEYSTONE/EPA/ABEDIN TAHERKENAREH
Secondo quanto riportato dai libanesi, i militari israeliani avrebbero preso di mira una stanza di un hotel di lusso a Beirut.
Immagine: AFP
Cinque impianti petroliferi sono stati bombardati stanotte nei dintorni di Teheran.
Immagine: sda
L'incendio è ancora in corso domenica mattina.
Immagine: Screenshot X
L'Arabia Saudita e altri sette Paesi continuano ad aprire il rubinetto del petrolio. (foto d'archivio)
Immagine: Ali Haider/EPA/dpa
Fiamme e fumo si levano dal sito degli attacchi aerei israeliani a Dahiyeh, nella periferia meridionale di Beirut, in Libano, venerdì 6 marzo 2026. (
Immagine: Keystone/AP Photo/Hassan Ammar
Una nave ancorata al largo di Dubai in seguito all'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran. (immagine d'illustrazione)
Immagine: sda
Due aerei di Edelweiss stanno volando dall'Oman verso la Svizzera. (foto d'archivio)
Immagine: sda
La compagnia petrolifera statale reagisce ai continui attacchi dell'Iran contro il Kuwait. (foto d'archivio)
Immagine: sda
Migliaia di svizzeri sono ancora bloccati in vari paesi della regione del Golfo Persico. (Foto simbolica)
Immagine: sda
È importante il bilancio di vittime civili del conflitto, secondo Teheran.
Immagine: sda
Missili lanciati dall'Iran sono visibili nel cielo sopra la zona centrale di Israele.
Immagine: KEYSTONE
Il fumo si alza dopo un attacco aereo nel centro di Teheran.
Immagine: KEYSTONE
Questa foto satellitare di Planet Labs PBC mostra l'area di una scuola e di una base della Guardia Rivoluzionaria iraniana dopo quello che sembra essere un attacco aereo che ha preso di mira il complesso a Minab, in Iran, mercoledì 4 marzo
Immagine: KEYSTONE
Il fumo sale dopo un attacco aereo nel centro di Teheran, Iran, 6 marzo 2026. Un'operazione militare congiunta di Israele e Stati Uniti continua a colpire diverse località in tutto l'Iran dalle prime ore del 28 febbraio 2026.
Immagine: KEYSTONE
Sabato 7 marzo sono previsti altri voli dal Medio Oriente alla Svizzera. La compagnia aerea Edelweiss, in accordo con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ha in programma voli diretti da Mascate e Salalah, nell'Oman, a Zurigo, tra cui un volo speciale. La prenotazione viene effettuata esclusivamente tramite la hotline di Swiss.
Immagine: sda
Nuova ondata di attacchi israeliani contro roccaforti di Hezbollah in Libano
Immagine: sda
Inviare truppe di terra in Iran sarebbe una «perdita di tempo», ha dichiarato il presidente americano Donald Trump a Nbc News, ritenendo superflua tale opzione.
Immagine: sda
Un uomo iraniano tiene in mano una foto di Mojtaba Khamenei mentre partecipa alle celebrazioni per il 47° anniversario della Rivoluzione Islamica a Teheran l'11 febbraio 2026.
Immagine: KEYSTONE/EPA/ABEDIN TAHERKENAREH
Secondo quanto riportato dai libanesi, i militari israeliani avrebbero preso di mira una stanza di un hotel di lusso a Beirut.
Immagine: AFP
Cinque impianti petroliferi sono stati bombardati stanotte nei dintorni di Teheran.
Immagine: sda
L'incendio è ancora in corso domenica mattina.
Immagine: Screenshot X
L'Arabia Saudita e altri sette Paesi continuano ad aprire il rubinetto del petrolio. (foto d'archivio)
Immagine: Ali Haider/EPA/dpa
Fiamme e fumo si levano dal sito degli attacchi aerei israeliani a Dahiyeh, nella periferia meridionale di Beirut, in Libano, venerdì 6 marzo 2026. (
Immagine: Keystone/AP Photo/Hassan Ammar
Una nave ancorata al largo di Dubai in seguito all'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran. (immagine d'illustrazione)
Immagine: sda
Due aerei di Edelweiss stanno volando dall'Oman verso la Svizzera. (foto d'archivio)
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La compagnia petrolifera statale reagisce ai continui attacchi dell'Iran contro il Kuwait. (foto d'archivio)
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Migliaia di svizzeri sono ancora bloccati in vari paesi della regione del Golfo Persico. (Foto simbolica)
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È importante il bilancio di vittime civili del conflitto, secondo Teheran.
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Missili lanciati dall'Iran sono visibili nel cielo sopra la zona centrale di Israele.
Immagine: KEYSTONE
Il fumo si alza dopo un attacco aereo nel centro di Teheran.
Immagine: KEYSTONE
Questa foto satellitare di Planet Labs PBC mostra l'area di una scuola e di una base della Guardia Rivoluzionaria iraniana dopo quello che sembra essere un attacco aereo che ha preso di mira il complesso a Minab, in Iran, mercoledì 4 marzo
Immagine: KEYSTONE
Il fumo sale dopo un attacco aereo nel centro di Teheran, Iran, 6 marzo 2026. Un'operazione militare congiunta di Israele e Stati Uniti continua a colpire diverse località in tutto l'Iran dalle prime ore del 28 febbraio 2026.
Immagine: KEYSTONE
Sabato 7 marzo sono previsti altri voli dal Medio Oriente alla Svizzera. La compagnia aerea Edelweiss, in accordo con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ha in programma voli diretti da Mascate e Salalah, nell'Oman, a Zurigo, tra cui un volo speciale. La prenotazione viene effettuata esclusivamente tramite la hotline di Swiss.
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Nuova ondata di attacchi israeliani contro roccaforti di Hezbollah in Libano
Immagine: sda
Inviare truppe di terra in Iran sarebbe una «perdita di tempo», ha dichiarato il presidente americano Donald Trump a Nbc News, ritenendo superflua tale opzione.
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Hai fretta? blue News riassume per te
- Sabato 28 febbraio Israele e gli Stati Uniti hanno dato il via a un attacco congiunto all'Iran, nel quale è stata uccisa la Guida Suprema Ali Khamenei. Al suo posto è stato eletto il figlio Mojtaba.
- Donald Trump esclude un intervento via terra.
- Il conflitto si è espanso a parte di Stati del Golfo, bombardati dall'Iran. Il Qatar: «Se guerra continua rischio petrolio a 150 dollari».
- L'agenzia Onu per i rifugiati: «La guerra provoca una grave crisi umanitaria».
- Israele bombarda Beirut per eliminare parte delle forze di Hebollah. Sotto le sue bombe sono morte oltre 200 persone. I feriti sarebbero quasi 700.
- Il nostro ultimo articolo riassuntivo raccoglie i principali episodi avvenuti nella giornata di venerdì.
Qui trovate il ticker delle prime tre giornate della guerra avviata da Stati Uniti e Israele contro Iran.
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LivetickerNuovi contributi
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Liveticker finito
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22:05
Il live-ticker si chiude qui
blue News torna ad aggiornarvi sui principali eventi dell'escalation in Medio Oriente sabato. Grazie per averci seguito, buonanotte.
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21:34
Iran: «Lanciato un missile verso la portaerei Lincoln»
L'esercito iraniano ha annunciato di aver lanciato un missile terra-mare verso la portaerei USS Abraham Lincoln. «Il sistema missilistico dell'esercito e della Marina ha lanciato un missile terra-mare verso la portaerei statunitense Abraham Lincoln», riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars rilanciata da Ria Novosti.
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21:26
Almeno 9 morti in attacchi israeliani nell'est del Libano
Almeno nove persone sono state uccise e altre 17 sono rimaste ferite oggi negli attacchi israeliani nella valle orientale della Bekaa, secondo un bilancio preliminare del ministero della Salute libanese.
«I raid del nemico israeliano sulla città di Nabi Sheet, nel distretto di Baalbek, hanno provocato nove morti e diciassette feriti», ha dichiarato il ministero in una nota, aggiungendo che la ricerca di sopravvissuti sotto le macerie continua.
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20:14
Allarmi in tutto Israele per un'ondata di missili dall'Iran
Nuovi allarmi risuonano in tutto Israele per una nuova ondata di missili lanciata dall'Iran, pochi minuti dopo quella precedente.
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19:58
«Attacco con droni a una base militare all'aeroporto di Baghdad»
Un attacco con droni ha preso di mira in serata una base militare nell'aeroporto di Baghdad che ospitava una missione diplomatica americana. Lo riferiscono all'Afp fonti della sicurezza.
«Quattro droni hanno preso di mira» la base militare situata nell'aeroporto della capitale irachena, ha detto un responsabile della sicurezza. Un altro responsabile ha precisato che almeno due droni si sono schiantati all'interno della base.
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19:32
L'Iran ha ancora 100-200 lanciatori di missili balistici
L'esercito israeliano stima che l'Iran abbia ancora tra i 100 e i 200 lanciatori di missili balistici, dopo averne finora distrutti oltre 300 durante la guerra in corso.
L'esercito ha dichiarato che sta continuando a «dare la caccia» ai lanciatori per «ridurre il più possibile la portata del fuoco verso Israele».
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18:56
«Avvistate solo 9 navi attraverso lo stretto di Hormuz»
Da lunedì, secondo i dati di MarineTraffic analizzati dall'Afp, sono state avvistate solo nove petroliere, navi cargo e portacontainer, alcune delle quali hanno talvolta nascosto la loro posizione.
Dopo l'attacco di domenica a tre navi, almeno tre petroliere e una nave che trasportava gas hanno attraversato questo stretto. Quasi il 20% del petrolio greggio mondiale e circa il 20% del Gnl transitano attraverso lo Stretto di Hormuz.
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18:52
Israele pubblica il video dell'attacco al bunker dell'ex leader supremo Ali Khamenei
Le forze armate israeliane hanno diffuso per la prima volta un video che mostra l'attacco al bunker della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei. Il filmato si sta diffondendo rapidamente sui social network.
Leggi l'articolo completo qui sotto:
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18:22
Crollano le prenotazioni, il turismo svizzero frena: «Molti ripensamenti»
A una settimana dall'inizio del conflitto in Iran l'industria turistica elvetica inizia a fare i conti con le prime pesanti ripercussioni.
Tra voli sospesi e viaggiatori in fuga le agenzie di viaggio registrano un crollo delle nuove prenotazioni verso il Medio Oriente e un'ondata di ripensamenti.
La paura si estende anche all'autunno e all'inverno, gettando un'ombra su un settore che fino a ieri era in pieno boom.
Leggi l'articolo completo qui sotto:
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17:34
Beirut, «salgono a 217 le vittime dei raid da lunedì»
Il bilancio degli attacchi israeliani sul Libano da lunedì è di 217 morti e 798 feriti: lo ha annunciato il ministero della Salute.
Un precedente bilancio del ministero, pubblicato giovedì sera, riportava 123 morti e 683 feriti.
Lunedì il Libano è stato trascinato nella guerra regionale con l'Iran, quando Hezbollah, filo-iraniano, ha lanciato un attacco contro Israele, che ha risposto con una campagna di attacchi massicci.
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16:47
USA: «Presto inizieremo a scortare navi per lo stretto di Hormuz»
Il segretario all'Energia americana ha dichiarato che la Marina Usa si sta preparando a scortare le navi attraverso lo stretto di Hormuz «presto».
«Non appena sarà ragionevole farlo, scorteremo le navi attraverso lo stretto e rimetteremo in moto l'energia», ha dichiarato Chris Wright a Fox News.
Martedì Donald Trump aveva dichiarato che «se sarà necessario» gli Stati Uniti scorteranno le petroliere e altre navi per lo stretto «il prima possibile».
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16:30
Tv iraniana,: «Un'altra nave in fiamme nello stretto di Hormuz»
La televisione di Stato iraniana afferma che un'"altra» nave è andata in fiamme nello stretto di Hormuz dopo essere stata colpita da un drone. La tv iraniana non ha fornito alcuna precisazione sul tipo di nave né sull'origine del drone.
In mattinata un portavoce militare iraniano aveva dichiarato che una petroliera statunitense nel Golfo era «in fiamme» dopo essere stata presa di mira dalle forze iraniane.
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16:10
Finora più di 130 morti nel sud del Libano
Almeno cinque persone sono morte e nove sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano che ha colpito il quartiere Haret Aqbe nella località di Duweir, nel distretto di Nabatiye, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale libanese Nna.
Stamani altre 5 persone erano state uccise da Israele a Sidone, 40 km a sud di Beirut.
Il bilancio ufficiale delle vittime dei bombardamenti israeliani in Libano dal 2 marzo a oggi supera i 130 uccisi.
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15:20
Foto dimostrano che la scuola di Minab è stata colpita dagli USA
Le macerie della scuola elementare femminile di Minab, nel sud dell'Iran, dove il 28 febbraio sono rimaste uccise più di 150 bambine. sdaUna serie di prove raccolte dal «New York Times» sull'attacco alla scuola di Minab, nel sud dell'Iran, dimostrano che l'edificio è stato molto probabilmente colpito dagli Stati Uniti nell'ambito di un raid contro una base delle Guardie della rivoluzione lì vicino.
Secondo il quotidiano, un'analisi delle foto satellitari e video di passanti a un'ora dall'attacco del 28 febbraio confermerebbe che la scuola è stata colpita nello stesso momento in cui è stata colpita la base dei pasdaran.
In uno dei video si vedono diverse colonne di fumo che si levano dall'area della base e della scuola allo stesso tempo.
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14:30
Nuovi raid iraniani contro i curdi nel nord dell'Iraq
Nuovi attacchi hanno colpito obiettivi di gruppi di opposizione curdi iraniani nel nord dell'Iraq: lo ha dichiarato un funzionario del Partito Democratico del Kurdistan Iraniano in esilio.
«Le nostre basi sono sotto attacco da parte del nemico iraniano», ha dichiarato il funzionario del Pdki.
«Dopo un attacco di questa mattina, i nostri siti sono stati nuovamente presi di mira 20 minuti fa con sei droni» e «l'attacco continua», ha aggiunto.
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14:04
L'Idf intercetta missili iraniani lanciati sul sud di Israele
Iron Dome al lavoro. KEYSTONEI missili lanciati dall'Iran che hanno fatto scattare l'allarme poco fa a Beersheva (nel sud di Israele) e nelle regioni del Negev e del Mar Morto sono stati tutti intercettati, riferisce l'Idf.
Dal canto suo, un portavoce dell'esercito iraniano ha affermato che le forze di Teheran hanno preso di mira una petroliera statunitense che, secondo quanto riferito, sarebbe «in fiamme» nel Golfo.
«Una petroliera di proprietà statunitense, vicino al confine con il Kuwait, è stata presa di mira ed è in fiamme», ha dichiarato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, affiliato al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, secondo la televisione di stato.
Stando a Teheran, gli Stati Uniti e Israele hanno colpito una scuola elementare di Teheran negli attacchi diretti verso il Paese.
«Questa è un'altra scuola elementare, la Shahid Hamedani School, in piazza Niloufar a Teheran, presa di mira dagli aggressori americani/israeliani», ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, in un messaggio su X, pubblicando un video dove si vedono dei bambini seduti per terra in una scuola e immagini dell'edificio con finestre e porte sfondate e detriti sul pavimento. Baghaei nel suo messaggio non ha menzionato vittime.
Dal canto suo, il gigante danese dello shipping, Maersk, nell'ultimo bollettino, fa sapere: «a seguito della nostra ultima valutazione dei rischi e considerando l'escalation del conflitto che sta compromettendo la sicurezza della navigazione nella regione del Golfo, abbiamo deciso di sospendere temporaneamente il servizio FM1 (che collega l'Estremo Oriente al Medio Oriente) e il servizio ME11 (che collega il Medio Oriente all'Europa).
La decisione è stata presa come misura precauzionale per garantire la sicurezza del nostro personale e delle nostre navi, riducendo al minimo le interruzioni operative nella nostra rete più ampia».
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13:22
Libano, 123 uccisi e oltre 600 feriti in attacchi israeliani
È di 123 uccisi e oltre 600 feriti il bilancio degli attacchi israeliani in Libano dal 2 al 5 marzo secondo il conteggio aggiornato alle ultime ore da parte del ministero della sanità libanese. A questi si dovranno aggiungere le vittime odierne, nei vari raid israeliani nel sud, a Beirut e nella Bekaa.
Il Libano rischia inoltre una «catastrofe umanitaria» a causa degli sfollamenti di centinaia di migliaia di persone in fuga dai bombardamenti israeliani nel sud del Paese, nella valle della Bekaa e nella periferia sud di Beirut: lo ha detto oggi il primo ministro libanese Nawaf Salam intervenendo davanti a un gruppo di ambasciatori a Beirut.
Leggi l'articolo principale qui sotto:
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12:29
L'agenzia Onu per i rifugiati: «La guerra in Iran provoca una grave crisi umanitaria»
L'agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati ha avvertito che la guerra in Medio Oriente rappresenta una «grave crisi umanitaria» che richiede una risposta immediata a livello regionale.
Leggi l'articolo principale qui sotto:
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12:27
L'ambasciata svizzera a Teheran resta aperta
L'ambasciata svizzera a Teheran resta aperta, nonostante gli incessanti bombardanti statunitensi e israeliani sulla capitale iraniana da sabato. Lo ha confermato oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) all'agenzia Keystone-ATS.
Leggi l'articolo principale qui sotto:
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12:25
Il Qatar: «Se guerra continua rischio petrolio a 150 dollari»
Il ministro dell'energia del Qatar lancia un monito allarmistico: se gli scontri Iran-Usa-Israele proseguono e il lo stretto di Hormuz resta compromesso tutti i produttori dell'area finiranno per dover bloccare le operazioni.
l barile di petrolio potrebbe così raggiungere 150 dollari, «trascinando al ribasso le economie di tutto il mondo».In una intervista al Financial Times, Saad al-Kaabi sostiene che anche se le ostilità si fermassero oggi ci vorrebbero «settimane, se non mesi» per un ritorno alla normalità.
Invece con la durata del conflitto al centro di crescenti incertezze, secondo l'esponente qatariota altri produttori dovranno fare come il suo paese, che ha già dichiarato di aver sospeso le operazioni per «causa di forza maggiore», dopo un attacco iraniano ad un suo stabilimento.
«Ci aspettiamo che tutti quelli che non hanno fatto ricorso a causa di forza maggiore lo facciano nei prossimi giorni, mentre tutto questo continua. Tutti gli esportatori del Golfo dovranno farlo. Se non lo fanno a un certo punto si ritroveranno a dover pagare il conto, se questa è la loro scelta».
«Intanto lo stop delle forniture dall'area «trascinerà giù le economie del mondo. Se la guerra continua per settimane il prodotto interno lordo mondiale ne subirà le ricadute.»
I prezzi dell'energia saliranno per tutti. Ci saranno penurie di alcuni prodotti e una reazione a catena per le fabbriche che non possono ricevere approvvigionamenti».
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12:15
Un nuovo video mostrerebbe l'attacco a un quartier generale di Hezbollah in Libano
Un nuovo video pubblicato dalle forze armate israeliane mostra l'attacco a un quartier generale della milizia Hezbollah in Libano.
Secondo quanto riferito da Israele, dall'inizio della guerra sabato sono stati effettuati più di 500 attacchi contro le postazioni di Hezbollah.
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11:42
Operazione speciale di Swiss per riportare a casa centinaia di persone dal Medio Oriente
Un volo straordinario ha riportato 211 passeggeri dall'Oman a Zurigo, con un'organizzazione fuori dal comune: equipaggio più numeroso del solito, personale tecnico a bordo e persino pezzi di ricambio nella stiva per affrontare eventuali problemi lontano dalle basi operative.
La missione, organizzata e finanziata dalla compagnia, è stata effettuata in sicurezza ma senza profitto per Swiss.
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11:16
Qatar: «Potremo fermare l'export di energia. Crollerebbero le economie mondiali»
Il ministro dell'energia del Qatar Saad al-Kaabi ha avvertito che la guerra in Medio Oriente potrebbe costringere i paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane e a far salire drasticamente i prezzi del petrolio.
Lo ha detto il ministro al Financial Times.
«Ciò farà crollare le economie mondiali», ha dichiarato Saad al-Kaabi al giornale, prevedendo che se la guerra continuasse, la crescita globale ne soffrirebbe e i prezzi dell'energia salirebbero alle stelle.
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11:00
Ecco i numeri degli attacchi dell'Iran di sabato contro Israele
La censura militare israeliana ha dato il via libera alla pubblicazione dei dati sugli attacchi dell'Iran su Israele da sabato scorso, quando ha preso il via l'operazione «Il ruggito del leone».
I pasdaran hanno lanciato sul Paese circa 200 missili, altri 300 sono stati sparati contro altri Paesi del Medio Oriente.
La maggior parte dei razzi è stata intercettata, in parte anche dall'esercito statunitense.
Inoltre, 150 razzi sono stati tirati dal Libano su Israele.
Sabato 28 febbraio sono stati registrati circa 80 lanci dall'Iran verso Israele, domenica circa 60, da lunedì a martedì circa 20 lanci al giorno, mercoledì e giovedì meno di 20 lanci al giorno.
Per sapere come funziona il sistema di difesa aerea di Israele, guarda il video qui sotto:
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10:45
l'Idf conferma l'attacco a Beirut
Un portavoce dell'Idf ha confermato di aver lanciato un'altra ondata di attacchi a Beirut contro le infrastrutture di Hezbollah.
Un attacco israeliano che ha preso di mira un appartamento in un edificio a Saida, una delle principali città del Libano meridionale, ha ferito tre persone: lo riporta il quotidiano libanese L'Orient Le jour.
L'attentato, che ha causato una grave esplosione, è stato effettuato senza preavviso.
L'edificio preso di mira si trova dietro l'edificio Makassed, vicino al tribunale di Cheri e alla Corniche Maritime.
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10:32
La Spagna esprime solidarietà all'Oman e al Quatar
il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha avuto un colloquio telefonico con il sultano di Oman, Haitham bin Tariq al Busaid, e con l'emiro del Qatar, Tamin bin Hamad Al Thani, ai quali ha trasmesso «la solidarietà e il sostegno» della Spagna a fronte degli «ingiustificabili attacchi» sofferti dall'Iran nell'escalation in Medio Oriente, provocata dalla reazione di Teheran all'operazione israelo-nordamericana mossa contro il regime degli Ayatollah.
A darne notizia è stato lo stesso Sanchez in un messaggio riversato su X. «Nessun Paese deve essere aggredito impunemente», scrive il premier nel messaggio.
«I missili e i droni solo seminano paura e mettono a rischio vite innocenti», evidenzia Sanchez nel post, che conclude con un'esortazione a «costruire la pace e la sicurezza che tutti meritano».
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10:30
Quattro uomini arrestati a Londra per spionaggio pro Iran
Quattro uomini sono stati arrestati a Londra con l'accusa di aver collaborato con l'intelligence iraniana per spiare obiettivi e personalità legate alla comunità ebraica della capitale britannica.
Secondo quanto riferito dalla Metropolitan Police, i sospettati – un cittadino iraniano e tre con doppia cittadinanza britannico-iraniana – sono stati fermati in tre diversi indirizzi di Londra.
Altri sei uomini sono finiti in manette con l'accusa di favoreggiamento, ha aggiunto Scotland Yard.
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10:24
Israele: «Da Beirut sfollate quasi mezzo milione di persone»
Quasi 500'000 persone sono state sfollate dai loro luoghi di residenza abituali nel Libano meridionale, a Beirut e in altre località: è quanto scrive il Jerusalem Post, che definisce gli sfollati «sostenitori di Hezbollah».
Mentre oltre 400'000 persone sono state evacuate dal Libano meridionale, si registra ora, secondo la testata israeliana, una crescente tendenza a evacuare decine di migliaia di persone da Beirut dopo 26 attacchi dell'Idf in aree controllate da Hezbollah come Dahieh, che si stanno trasformando in una città fantasma.
Questi attacchi facevano parte di circa 115 attacchi aerei in Libano nelle ultime 24 ore.
Dal canto suo, Hezbollah sta cercando di attaccare Israele dalla Siria, parallelamente ad attacchi dal territorio libanese. La notizia è riportata dall'israeliana Kan News, che cita anche fonti di intelligence arabe.
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09:52
Allarme per missili su Dubai: «Cercate immediatamente rifugio»
I residenti di Dubai hanno ricevuto un avviso del Ministero degli Interni degli Emirati Arabi Uniti sui loro telefoni, che li esortava a ripararsi da potenziali minacce missilistiche, hanno riferito i corrispondenti dell’Afp, mentre l’Iran prosegue la sua campagna di rappresaglia nel Golfo.
«A causa dell’attuale situazione, potenziali minacce missilistiche, cercate immediatamente rifugio nell’edificio sicuro più vicino e state lontani da finestre, porte e aree aperte», si legge nell’avviso.
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09:45
Internet sempre bloccato in Iran
«I dati mostrano che l’Iran resta nell’oscurità digitale dopo sei giorni interi di blackout di internet, con l’1% di connettività dopo 144 ore».
Lo riporta l’osservatorio della rete Netblocks, che ha monitorato le restrizioni imposte a internet a partire dal 28 febbraio, giorno dell’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Leggi l'articolo completo qui sotto:
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09:28
Gli USA: «Colpita una nave porta-droni iraniana»
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha pubblicato il filmato di un attacco contro una nave porta-droni iraniana, che, a suo dire, è stata avvolta dalle fiamme.
«Le forze statunitensi non si tirano indietro nella missione di affondare l’intera Marina iraniana», ha scritto il CentCom su X. Sarebbero una trentina le navi già colpite.
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09:01
Etihad e Emirates tornano a volare su Zurigo
Dopo numerose cancellazioni di voli a causa della guerra contro l’Iran, le prime compagnie aeree della regione riprendono i collegamenti con Zurigo. Un aereo della Etihad Airways dovrebbe atterrare oggi, venerdì, in serata a Kloten.
Anche la compagnia aerea Emirates ha ripreso parzialmente i voli per Zurigo. Già giovedì sera (ieri) era stato effettuato un volo da Dubai a Zurigo, come comunicato dall’aeroporto. Un aereo bloccato a Zurigo era tornato a Dubai senza passeggeri.
Al contrario, un aereo della Qatar Airways si trova ancora a Zurigo.
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08:23
Israele: «Intensi bombardamenti su Beirut, colpiti siti Hezbollah»
«L'aeronautica israeliana ha condotto un'ampia ondata di 26 attacchi nell'area di Dahieh, in Libano, prendendo di mira le infrastrutture terroristiche di Hezbollah».
Lo scrive l'Idf su X. Dahieh è un quartiere nel sud di Beirut.
«Tra gli obiettivi – aggiunge il post – c'erano il centro di comando di un consiglio esecutivo e una struttura che ospitava droni utilizzati per attacchi contro Israele. Prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre il rischio di danni ai civili».
Leggi l'articolo completo qui sotto:
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07:34
Israele: «Guerra in una nuova fase: nuovi raid su Libano e Iran»
La guerra entra in una nuova fase, ha annunciato venerdì l’esercito israeliano, che nelle prime ore della giornata ha lanciato nuovi raid su Teheran e altre città iraniane, ma anche sul Libano già colpito giovedì e da dove Hezbollah ha replicato con il lancio di razzi.
Nel Paese dei cedri il bilancio delle vittime - secondo una nota ufficiale del Ministero della sanità - è fin qui di 123 morti e 683 feriti. Giovedì, un avviso di evacuazione da parte israeliana che riguardava la parte sud di Beirut, dove vivono centinaia di migliaia di persone, ha causato un fuggi fuggi verso nord.
Nel centro della capitale libanese, in migliaia si sono ritrovati a dormire per strada non avendo un posto dove ripararsi.
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07:20
Trump: «Inviare truppe di terra in Iran sarebbe una perdita di tempo»
Inviare truppe di terra in Iran sarebbe una «perdita di tempo», ha dichiarato il presidente americano Donald Trump a NBC News, ritenendo superflua tale opzione dopo i colpi già inflitti alle forze armate della Repubblica islamica.
Leggi la notizia completa nell'articolo qui sotto:
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07:10
L'Iran annuncia: missili contro Tel Aviv
I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno annunciato il lancio di una nuova ondata di missili e droni contro Tel Aviv, in Israele.
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07:00
L'India può comprare petrolio russo
La Casa Bianca ha deciso di allentare temporaneamente le sanzioni sulla Russia, per consentire alle raffinerie indiane di acquistare milioni di barili di greggio già caricato sulle petroliere.
La deroga, di 30 giorni, secondo il segretario al tesoro Bessent, non fornirà significativi benefici finanziari al governo russo, ma allevierà la pressione causata dal tentativo dell’Iran di prendere in ostaggio il mercato dell’energia.
L’India dipende per quasi metà delle sue importazioni dal greggio che transita dallo Stretto di Hormuz, ora inagibile, e ha scorte limitate.
Leggi la notizia completa nell'articolo qui sotto:
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06:45
Due hotel colpiti in Bahrein
Attacchi aerei iraniani hanno colpito due hotel e un edificio residenziale di Manama in Bahrein, ha annunciato stamattina il Ministero dell’Interno.
Giovedì, giova ricordarlo, in seguito a un attacco iraniano era scoppiato un incendio una importante raffineria.
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06:30
Houthi pronti a intervenire nel conflitto
In un discorso trasmesso in televisione, il capo degli Houthi, alleati yemeniti dell’Iran, ha detto che il suo gruppo militare ha «il dito sul grilletto» ed è pronto a intervenire nel conflitto al fianco di Teheran.
L’intervento potrebbe avere ulteriori effetti sui transiti marittimi attorno alla penisola arabica.
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06:20
Missili iraniani intercettati in Arabia Saudita
L’Arabia Saudita ha intercettato tre missili diretti verso la base aerea del principe Sultan, che ospita militari statunitensi: lo ha annunciato il governo saudita.
Tre droni sono stati intercettati invece nei pressi di Riad.
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06:15
Riapre il nostro live ticker.
Buongiorno e ben tornati sulle pagine di blue News.
Nel nostro live ticker troverete le informazioni più importanti sui fatti principali di venerdì 6 marzo sulla guerra in Medio Oriente, scatenatasi dopo l'attacco di Israele e degli Stati Uniti all'Iran.
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22:40
Chiude il live-ticker di blue News
Vi ringraziamo per aver seguito anche oggi il nostro live-ticker dedicato ai principali avvenimenti della guerra avviata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Torneremo domani mattina con nuovi aggiornamenti.
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22:35
Trump vuole scegliere il successore dell'ayatollah
Mentre l'Assemblea degli esperti iraniana, in riunione straordinaria per eleggere il successore di Ali Khamenei, riceve le pressioni delle Guardie della Rivoluzione per annunciare formalmente la nomina del figlio Mojtaba, Trump lo ha liquidato senza mezzi termini, bollandolo come un «peso piuma» e un «incompetente».
«Per per me è inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran», ha attaccato il presidente americano in un'intervista ad Axios.
La dichiarazione rappresenta una straordinaria rivendicazione del potere americano sul futuro politico del paese attaccato sabato. Senza contare che Trump non ha nascosto che Cuba sarà la prossima a cadere dopo l'Iran: a L'Avana «vogliono un accordo», ha assicurato.
Trovate l'articolo completo qui sotto.
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22:16
Poca chiarezza sulle forze curde irachene armate dagli Usa
Si infittisce il giallo sull'uso di milizie curde anti-iraniane da parte degli Stati Uniti: mentre media americani riferiscono che il presidente Donald Trump offre «ampia copertura aerea» e altri aiuti ai gruppi curdi iraniani per avanzare nell'Iran occidentale, tra Iran e Kurdistan iracheno si moltiplicano bombardamenti, attacchi missilistici e movimenti di milizie, in un quadro reso ancora più opaco da smentite e segnali contraddittori.
Trovate qui sotto l'articolo completo.
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20:58
L'Idf: «Eliminata la minaccia missilistica iraniana»
«Israele è riuscito a sopprimere il sistema missilistico balistico iraniano. Ora passiamo alla fase successiva della campagna», lo ha detto il capo di Stato maggiore israeliano Eyal Zamir in una dichiarazione.
«Ora aumenteremo il colpo inferto alle fondamenta del regime. Abbiamo altre mosse sorprendenti. Daremo la caccia ai nostri nemici, tutti quanti», ha aggiunto.
«Nel giro di 24 ore, i piloti hanno spianato la strada per Teheran. Abbiamo distrutto circa l'80% dei sistemi di difesa aerea, ottenuto una superiorità aerea pressoché totale nei cieli iraniani. Neutralizzato oltre il 60% dei lanciatori di missili balistici».
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20:18
Trump si schiera nuovamente a favore dell'offensiva curda
Il presidente americano Donald Trump ha detto di sostenere l'offensiva curda contro l'Iran. In un'intervista telefonica alla Reuters, disponibile sul suo sito, ha affermato di pensare che «sia meraviglioso che vogliano farlo, sarei completamente a favore».
Alla domanda se gli Stati Uniti avrebbero fornito o avevano offerto copertura aerea per un'eventuale offensiva curda, Trump ha risposto: «non posso dirvelo».
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20:02
Un volo di rimpatrio con cittadini francesi costretto a fare dietrofront per i missili
Un volo di rimpatrio in Francia di persone che si trovavano negli Emirati Arabi Uniti è stato «costretto a tornare indietro a causa del lancio di missili». Lo ha annunciato il ministro dei trasporti francese Philippe Tabarot.
Questi ha spiegato che «un volo Air France noleggiato dal governo per riportare in Francia nostri connazionali che si trovavano negli Emirati arabi uniti è stato costretto stasera a tornare indietro a causa del lancio di missili nella zona».
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19:24
Zelensky: «Gli Stati Uniti ci hanno chiesto supporto»
«Abbiamo ricevuto una richiesta dagli Stati Uniti di supporto specifico nella protezione contro gli shahid (i droni iraniani, ndr) nella regione del Medio Oriente. Ho ordinato di fornire i mezzi necessari e di assicurare la presenza di specialisti ucraini, che possano garantire la sicurezza necessaria». Lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram.
«L'Ucraina aiuta i partner che contribuiscono alla nostra sicurezza e alla protezione delle vite dei nostri cittadini. Gloria all'Ucraina!», aggiunge.
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19:15
L'Iran ha lanciato 500 missili balistici e 2000 droni finora
Secondo quanto riferito da una fonte militare iraniana all'agenzia di stampa iraniana Fars, dall'inizio della guerra l'Iran ha lanciato oltre 500 missili balistici e da crociera e oltre 2'000 droni.
La stessa fonte sottolinea che il 40% degli attacchi iraniani ha preso di mira Israele, mentre il restante 60% ha preso di mira siti americani nella regione.
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18:49
Araghchi: «Siamo pronti a una guerra di terra»
Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato all'emittente tv americana NBC che l'Iran è pronto ad affrontare un'eventuale invasione terrestre degli Stati Uniti. Quando gli è stato chiesto se temesse una possibile guerra, ha assunto un tono di sfida: «no, li stiamo aspettando. Perché siamo fiduciosi di poterli affrontare, e per loro sarebbe un grande disastro».
Araghchi ha inoltre respinto qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti e ha affermato che l'Iran non ha chiesto un cessate il fuoco.
Anche il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, ha messo in guardia gli Stati Uniti: «alcuni funzionari americani hanno minacciato di inviare forze di terra in Iran. I coraggiosi giovani cresciuti alla scuola dell'Imam Khomeini e dell'Imam Khamenei sono pronti a umiliare questi malvagi invasori americani, infliggendo loro migliaia di vittime e facendo molti prigionieri», ha dichiarato su X sottolineando che «la sacra terra dell'Iran non è un posto per i servitori dell'inferno».
Plan A for a clean rapid military victory failed, Mr. President. Your Plan B will be even bigger failure.
— Seyed Abbas Araghchi (@araghchi) March 5, 2026
The truth: Chance for unique deal burned after the 'America Last' cabal obscured "significant progress" we made in negotiations.
'Israel First' always means 'America Last'In un post su X, rivolgendosi al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel sesto giorno di guerra, Araghchi ha inoltre scritto che «il piano A per una vittoria militare rapida e netta è fallito, signor presidente. Il suo piano B rischia di essere un fallimento ancora più grande».
«La verità è che la possibilità di raggiungere un accordo unico è andata persa quando la cricca dell'America Last ha oscurato i 'progressi significativi' che erano stati fatti nei negoziati», ha aggiunto Araghchi, riferendosi ai tre round di negoziati sul nucleare tra Teheran e Washington che si sono tenuti in Oman e a Ginevra. «Israel First significa sempre America Last», ha concluso.
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18:11
Sabato nuovi voli di rientro in Svizzera
Sabato sono previsti altri voli dal Medio Oriente alla Svizzera. La compagnia aerea Edelweiss, in accordo con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ha in programma voli diretti da Mascate e Salalah, nell'Oman, a Zurigo, tra cui un volo speciale.
La prenotazione viene effettuata esclusivamente tramite la hotline di Swiss ed è rivolta ai viaggiatori in Oman e negli Emirati Arabi Uniti, ha indicato oggi una portavoce del DFAE a Keystone-ATS. A darne per primo la notizia è stato il quotidiano «20 Minuten».
Oltre al collegamento regolare Zurigo-Mascate-Salalah-Zurigo, Edelweiss effettua un volo con un aereo supplementare. Il volo da Mascate ha registrato il tutto esaurito in breve tempo.
Il DFAE continua a valutare le opzioni per aiutare i cittadini svizzeri bloccati nella regione a lasciare il Paese. Attualmente, tuttavia, si devono prendere in considerazione principalmente i collegamenti aerei commerciali. Il costo dei voli è a carico dei singoli passeggeri.
Secondo il DFAE, oggi diverse compagnie aeree hanno ripreso le operazioni negli aeroporti di Abu Dhabi e Dubai. Le rappresentanze svizzere nella regione hanno contattato i rispettivi governi chiedendo loro di facilitare gli sforzi di espatrio dei cittadini svizzeri bloccati.
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17:59
Trump: «Devo essere coinvolto nella scelta al successore di Khamenei»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto in un'intervista ad Axios che «deve essere coinvolto» nella scelta del successore di Ali Khamenei in Iran.
«Il figlio di Khamenei è per me inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran», ha affermato Trump.
«Stanno sprecando tempo. Il figlio di Khamenei è un peso piuma. Devo essere coinvolto nella nomina, come con Delcy Rodríguez in Venezuela», ha aggiunto Trump, precisando di non volere «un nuovo leader iraniano che continui le politiche di Khamenei e che costringerebbero gli Stati Uniti a tornare in guerra tra cinque anni».
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17:40
Fuga di massa dal sud di Beirut dopo l'ordine di evacuazione dell'Idf
Fuga di massa dalla periferia meridionale di Beirut dopo l'ordine di evacuazione emesso dall'esercito israeliano per quasi tutta l'area di Dahieh che ha scatenato il panico tra la popolazione.
Stando a quanto riporta il quotidiano «L'Orient Le Jour», nelle strade di Beirut e lungo le principali arterie che portano a est e nord del Libano si sono formati enormi ingorghi, mentre «circa 700'000 residenti della periferia sud si affrettano a lasciare la zona».
«Molto presto Dahieh somiglierà a Khan Yunis», ha dichiarato il ministro israeliano delle finanze Bezalel Smotrich parlando della periferia sud di Beirut, storica roccaforte degli Hezbollah libanesi, e della città del sud della Striscia di Gaza martellata dalle operazioni militari israeliane scattate dopo l'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele.
«Hezbollah ha commesso un errore e la pagherà cara – ha detto Smotrich in dichiarazioni dal confine nord di Israele, a ridosso del territorio libanese, riportate dal sito di notizie israeliano Ynet -. Due anni fa abbiamo dovuto far sgomberare gli abitanti del nord (di Israele). Oggi abbiamo diffuso avvisi per l'evacuazione dal sud del Libano e dalla zona di Dahieh, mentre dalla parte israeliana del confine le comunità tornano a prosperare. Molto presto Dahieh somiglierà a Khan Yunis».
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17:37
1000 navi bloccate a Hormuz, valgono 25 miliardi
Circa 1000 navi, la metà delle quali trasportano petrolio e gas, per un valore superiore ai 25 miliardi di dollari, si trovano bloccate nelle acque dello Stretto di Hormuz, a causa dell'escalation militare nel conflitto in Medio Oriente.
Lo ha dichiarato Sheila Cameron, amministratrice delegata della Lloyd's Market Association, l'organismo che rappresenta gli assicuratori all'interno del mercato dei Lloyd's di Londra.
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17:36
«Trump offre copertura aerea ai curdi»
Donald Trump ha offerto «ampia copertura aerea» e altri aiuti ai curdi iraniani anti-regime per conquistare parti dell'Iran occidentale. Lo riferiscono fonti informate al «Washington Post».
«La richiesta americana ai curdi iracheni è di aprire la strada e non di ostacolare» i gruppi curdi iraniani che si mobilitano in Iraq, «fornendo al contempo supporto logistico», ha affermato un alto funzionario dell'Unione patriottica del Kurdistan, uno dei due principali partiti politici che governano la regione curda semi-autonoma dell'Iraq.
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17:21
Colpita una struttura in Barhein, domato un incendio
Il ministero dell'interno del Barhein ha fatto sapere che è stato domato l'incendio scoppiato «in una delle strutture di Ma'ameer», località nota per la sua zona industriale dove si trova una raffineria di petrolio, a causa «dell'aggressione iraniana».
«Sono stati segnalati danni materiali limitati, senza perdite di vite umane», ha fatto sapere su X.
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17:06
La Francia invia negli Emirati sei caccia aggiuntivi
La Francia ha inviato sei caccia Rafale supplementari negli Emirati Arabi Uniti per contribuire a garantire la sicurezza del paese. Lo ha dichiarato la ministra della difesa di Parigi, Catherine Vautrin.
«Abbiamo Rafale che erano già negli Emirati. Nell'ambito del nostro accordo, altri sei Rafale sono stati inviati negli Emirati e sono già arrivati», ha dichiarato Vautrin alla radio RTL.
La Francia non prevede di utilizzare la propria aviazione militare per evacuare i cittadini francesi dal Medio Oriente nel pieno dell'escalation nella regione – ha aggiunto la ministra della difesa – dato che ci sono possibilità con aerei civili, in particolare quelli delle compagnie aeree degli Emirati Arabi Uniti.
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17:04
Il Libano vieta le attività dei pasdaran e istituisce i visti per gli iraniani
Il governo di Beirut mette al bando in Libano tutte le attività dei Guardiani della rivoluzione – sponsor di Hezbollah – e annuncia che saranno chiesti i visti per gli iraniani.
Il ministro dell'informazione Paul Morcos ha annunciato che il governo ha deciso di «prevenire ogni attività» che i pasdaran «possono condurre dal territorio libanese e di fermarli per deportarli».
Inoltre, d'ora in poi gli iraniani avranno bisogno di un visto per entrare in Libano.
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16:52
Starmer annuncia l'invio di 4 caccia in Qatar e degli elicotteri Wildcat a Cipro
Il premier britannico Keir Starmer annuncia che il Regno Unito invia altri quattro caccia Typhoon in Qatar e che gli elicotteri Wildcat, che possono abbattere droni, arriveranno venerdì a Cipro.
Egli ha anche confermato di aver permesso agli USA l'utilizzo di basi britanniche «per condurre operazioni difensive».
Per quanto riguarda l'invio dei caccia in Qatar, in una conferenza stampa a Downing Street, Starmer ha detto che fa parte della risposta del governo alle richieste di «ulteriori aiuti» da parte degli alleati nel Golfo. E che il loro dispiegamento è teso a «rafforzare le nostre operazioni difensive in Qatar e intorno alla regione». Londra ha inizialmente dispiegato a gennaio lo squadrone 12 della RAF «dietro l'invito del governo del Qatar».
Lo stesso Starmer si è espresso anche sul rapporto con Washington, dopo le freccatine mandategli da Trump nei giorni scorsi.
Potete trovare l'articolo completo sulle dichiarazioni del premier britannico qui sotto.
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16:31
«Danni a 21 centri medici iraniani da inizio conflitto»
Stati Uniti e Israele hanno condotto 1'332 attacchi in 636 siti dell'Iran dall'inizio del conflitto, il 28 febbraio.
Lo ha riferito oggi la Mezzaluna rossa iraniana, precisando su X che «21 centri di soccorso e medici hanno subito gravi danni».
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16:03
Forze speciali USA in Iraq
Unità delle forze speciali americane sono arrivate in zone desertiche nell'ovest dell'Iraq, tra i governatorati di al-Anbar, Najaf e Kerbala, innescando scontri con le forze armate irachene che hanno causato la morte di un soldato e il ferimento di due militari.
È quanto hanno detto oggi funzionari iracheni e fonti di sicurezza all'emittente Rudaw dopo che ieri il Comando iracheno per le operazioni congiunte iracheno aveva riferito di un'unità irachena finita sotto attacco durante un'operazione nella zona desertica tra Kerbala e Najaf.
«Una forza del Comando delle operazioni di Kerbala, mentre conduceva un'operazione di ricerca nella zona desertica tra i governatorati di Kerbala e Najaf all'alba di oggi, è stata vittima di un attacco aereo e di colpi di arma da fuoco, che hanno causato la morte di un combattente e il ferimento di altri due», aveva riferito il comando iracheno in una nota diffusa ieri.
Le fonti sentite oggi da Rudaw hanno spiegato che lo scontro è scoppiato quando le forze americane sono atterrate vicino ai confini dei tre governatorati.
Secondo le informazioni fornite da un funzionario del distretto di Rutba, nel governatorato di al-Anbar, le forze americane hanno raggiunto ieri mattina «diverse posizioni strategiche e ora sono dislocate in due posizioni separate all'interno del distretto».
Stando a un rapporto della sicurezza irachena, visionato da Rudaw, l'allerta iniziale sarebbe arrivata da un pastore che ha visto l'arrivo delle forze americane, con diversi elicotteri e veicoli Humvee, nell'area di Shannana, situata all'incrocio tra le aree di al-Nukhaib, Najaf e Kerbala.
Abdulkarim Khalaf, ex portavoce del comandante in capo delle forze armate irachene, ha dichiarato ai media locali che, allertate dai pastori della presenza di «forze straniere» atterrate nella zona, le forze locali sono intervenute per indagare e sono state «attaccate» a circa 18 chilometri di distanza dal luogo dell'atterraggio.
Rudaw ha sottolineato che il distretto di Rutba, dove sarebbero ora presenti le forze americane, «occupa una posizione geografica strategica nell'estremo ovest del paese», arrivando al confine con l'Arabia Saudita.
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15:39
Jans sui rifugiati dall'Iran: «La situazione è da monitorare»
Il Consigliere federale Beat Jans non prevede al momento un massiccio afflusso di rifugiati dall'Iran. La situazione viene comunque monitorata con molta attenzione, ha affermato oggi a Bruxelles.
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15:24
Il volo speciale di Swiss dall'Oman è atterrato a Zurigo
Un volo speciale della compagnia aerea Swiss partito questa mattina dall'Oman è atterrato alle 14:40 all'aeroporto di Zurigo, indica quest'ultimo sul suo sito web. A bordo dell'aereo, numero di volo LX7043 e al completo, c'erano viaggiatori svizzeri che tornavano dalla regione di crisi.
Con questo volo, Swiss intende contribuire ad aiutare le persone colpite da questa difficile situazione, ha scritto la compagnia aerea in un comunicato.
Il volo speciale era partito questa mattina da Mascate, nell'Oman, alla volta di Zurigo. Secondo Swiss, a bordo c'erano 211 passeggeri: 206 adulti e cinque neonati.
Si trattava di persone che avevano già acquistato un biglietto Swiss e non avevano potuto intraprendere il viaggio a causa della situazione attuale tesa in Medio Oriente, nonché di cittadini svizzeri che si erano registrati presso il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) con luogo di soggiorno Oman.
Migliaia di cittadini svizzeri sono bloccati in vari Stati del Golfo dopo l'offensiva statunitense-israeliana contro l'Iran. Circa 5200 persone si sono registrate nell'app Travel Admin del DFAE.
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15:06
Colpite a Teheran e Alborz strutture di comando
L'esercito israeliano (IDF) ha annunciato di aver completato la dodicesima ondata di attacchi aerei contro obiettivi in Iran, colpendo infrastrutture militari e di sicurezza nella capitale Teheran e nella vicina provincia di Alborz, compresa una base della milizia paramilitare dei Basiji. Lo ha riferito oggi l'IDF in una nota.
Secondo le forze armate israeliane, l'operazione è stata condotta dall'aeronautica militare con il supporto dell'intelligence militare e ha preso di mira strutture legate alle forze di sicurezza interne della Repubblica islamica.
Tra gli obiettivi colpiti nella provincia di Alborz figura il quartier generale dell'unità speciale responsabile del coordinamento delle forze di sicurezza interne del regime iraniano. Secondo l'IDF, la struttura dirige le unità speciali operative nella provincia e svolge un ruolo di comando per le forze armate del regime.
Altri attacchi hanno colpito a Teheran strutture appartenenti al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, l'organizzazione paramilitare Basij e un centro di comando delle forze armate di sicurezza interna.
L'esercito israeliano ha inoltre affermato di aver colpito decine di centri di comando e altri siti utilizzati dal governo iraniano per lo stoccaggio e la produzione di diversi tipi di armamenti.
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13:32
Parigi precisa: concessa solo la base di Istres
Non sono le basi militari francesi in Medio Oriente ad essere state concesse per l'utilizzo da parte di aerei americani, ma la sola base di Istres, nel territorio nazionale. La precisazione è dello stato maggiore francese.
Non sono aerei da combattimento ma aerei di appoggio quelli che, secondo quanto confermato a BFM TV, sono accettati ad Istres nel quadro di «una procedura di routine della Nato».
Lo stato maggiore precisa che «tenuto conto del contesto, la Francia ha preteso che gli aerei interessati non partecipino in alcun modo alle operazioni condotte dagli Usa in Iran, ma siano utilizzati strettamente per l'appoggio alla difesa dei nostri partner nella regione».
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13:15
Droni iraniani contro l'aeroporto in Azerbaigian
L'Iran ha lanciato attacchi con droni sull'aeroporto internazionale di Nakhchivan, nell'omonima exclave dell'Azerbaigian. Lo riferisce l'agenzia governativa azera Apa, aggiungendo che altri droni sono caduti «in altri luoghi» del Paese, senza fornire ulteriori dettagli. Video sul posto mostrano ingenti danni e colonne di fumo nero. Teheran smentisce.
Il ministero degli Esteri dell'Azerbaigian ha poi confermato che «attacchi con droni sul Nakhchivan sono stati effettuati dal territorio iraniano», riferisce ancora Apa, La Repubblica autonoma del Nakhchivan è un'exclave dell'Azerbaigian che confina con il territorio iraniano e in parte con la Turchia e la regione di Syunik dell'Armenia.
Il ministero ha convocato l'ambasciatore iraniano a Baku. L'esercito iraniano smentisce però di aver lanciato un attacco con droni sull'Azerbaigian.
«Tali azioni da parte di Israele volte a interrompere le relazioni tra i Paesi musulmani attraverso vari mezzi hanno una storia di precedenti. Un'azione del genere è stata perpetrata da quel regime per accusare l'Iran», ha dichiarato lo stato maggiore delle Forze armate, citato da Isna.
L'Azerbaigian ha rafforzato le sue relazioni con gli Stati Uniti di Donald Trump, pur ricucendo in parte la crisi con la Russia che aveva fatto seguito all'abbattimento dell'aereo di linea da Baku a Grozny il 25 dicembre del 2024 sul Kazakstan da parte di un missile della difesa aerea russa.
Baku ha anche recentemente intensificato la sua cooperazione militare con Israele, provocando tensioni con l'Iran, dove vivono fra i 15 e i 20 milioni di iraniani di etnia azera e con cui aveva a lungo mantenuto relazioni pragmatiche.
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13:14
Swiss prolunga la sospensione dei voli per Dubai e Tel Aviv
Swiss prolunga la sospensione dei voli per Dubai e Tel Aviv. A causa della situazione di tensione in Medio Oriente, i collegamenti per la città degli Emirati Arabi Uniti sono stati cancellati fino al 10 marzo e quelli per la città israeliana fino al 22 marzo. Un volo speciale Swiss proveniente dall'Oman dovrebbe atterrare oggi pomeriggio a Zurigo.
La sicurezza dei suoi equipaggi e passeggeri è sempre al primo posto. Su questa base è stata presa la decisione di continuare a sospendere i voli, ha comunicato oggi la compagnia aerea.
Martedì Swiss aveva comunicato la sospensione dei voli da e per Dubai fino a domani 6 marzo compreso e quelli per Tel Aviv fino a domenica.
Questa mattina è partito un volo speciale Swiss da Mascate, in Oman, alla volta di Zurigo. L'atterraggio è previsto per le 14.30. Secondo Swiss, a bordo ci sono 211 passeggeri: 206 adulti e cinque neonati.
Si tratta di persone che avevano già un biglietto Swiss e non avevano potuto intraprendere il viaggio a causa della situazione attuale tesa in Medio Oriente, nonché di cittadini svizzeri che si erano registrati presso il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) con luogo di soggiorno Oman.
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12:49
La Casa Bianca pubblica video che mescola videogame e attacchi in Iran
Tra finzione e realtà, l'account X della Casa Bianca ha pubblicato un video che mette assieme scene di un videogioco con veri e propri attacchi militari contro l'Iran.
Come notato dal giornalista Drew Harwell del Washington Post, l'animazione iniziale proviene da «Call of Duty: Modern Warfare III», un titolo del celebre franchise di sparatutto in prima persona, pubblicato da Activision Blizzard, parte di Microsoft.
Nel filmato, di poco più di un minuto, si vedono le azioni dei militari statunitensi contro obiettivi iraniani.
Il post originale è accompagnato dal testo, «per gentile concessione di Red, White & Blue», un riferimento ad un pacchetto che si può acquistare nel gioco per equipaggiare il proprio personaggio di armi che lanciano proiettili con diverse scie di colore.
Courtesy of the Red, White & Blue. pic.twitter.com/kTO0DZ56IJ
— The White House (@WhiteHouse) March 4, 2026Non si tratta della prima volta che sui social l'amministrazione americana mescola attività sul campo a elementi provenienti dall'industria videoludica.
A settembre del 2025, il Dipartimento per la sicurezza interna degli Usa ha condiviso su X un montaggio video di incursioni dell'agenzia Ice con la didascalia «Gotta Catch 'Em All» (prendili tutti) accompagnata dalla sigla della serie tv Pokémon.
A ottobre, un post ancora su X dello stesso dipartimento ha usato un'immagine del videogioco Halo per reclutare nuovo personale da assegnare all'Ice e lo slogan «destroy the flood». All'interno del gioco, i «flood» sono una specie parassitaria aliena, la minaccia principale per il protagonista.
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11:11
Aerei US autorizzati ad utilizzare le basi francesi
Aerei americani sono stati autorizzati ad utilizzare basi francesi in Medio Oriente. Lo rende noto lo stato maggiore francese.
La presenza di aerei americani è stata autorizzata «in via temporanea» su alcune basi francesi in Medio Oriente, teatro del conflitto fra Stati Uniti ed Israele contro l'Iran, ha annunciato un portavoce dello stato maggiore.
«Nel quadro delle nostre relazioni con gli Stati Uniti - ha detto il portavoce - la presenza dei loro aerei è stata autorizzata in via temporanea sulle nostre basi». Lo stato maggiore puntualizza che gli aerei in questione «contribuiscono alla protezione dei nostri partner nel Golfo».
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11:03
«Attacco con drone non lanciato dall'Iran»
Il ministro della Difesa britannico, John Healey, è oggi in visita a Cipro, dove Londra ha promesso d'inviare rinforzi militari a protezione dell'isola e della propria base controllata dalla Raf ad Akrotiri dopo l'attacco di un drone mai identificato registrato sullo sfondo della risposta iraniana ai raid di Usa e Israele.
Healey è atteso nella base e dalle autorità di Nicosia. Il ministero della Difesa del Regno ha intanto confermato quanto detto già da Cipro sul fatto che il drone lanciato l'altro giorno «non proveniva dall'Iran», mentre non ha confermato le voci mediatiche secondo cui potrebbe essere stato lanciato dal Libano.
Il governo di Keir Starmer ha finora escluso ogni partecipazione diretta del Regno Unito negli attacchi all'Iran accanto al grande alleato americano e a Israele, cosa che ha irritato il presidente Donald Trump.
Il primo ministro ha invece concesso, dopo averlo inizialmente negato, l'uso di due basi britanniche alle forze di Washington (inclusa quella di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, ma per ora non quella di Akrotiri) per il decollo di cacciabombardieri Usa diretti verso l'Iran: seppure limitandolo sulla carta solo a «scopi difensivi» e a raid diretti contro basi di lancio iraniane impegnate a coinvolgere nei contrattacchi di Teheran «Paesi terzi».
Nello stesso tempo, Londra ha annunciato un rafforzamento della propria attività «difensiva» contro la reazione dell'Iran nei cieli di vari Paesi arabi del Golfo, oltre che a Cipro.
Rafforzamento che - secondo quanto scritto oggi dal ministro Healey sul suo profilo X - comprende il dispiegamento della Raf di Typhon ed F-35 aggiuntivi nella regione, oltre al promesso invio di elicotteri anti-drone e al trasferimento verso le acque cipriote della Dragon: cacciatorpediniere lanciamissili della Royal Navy la cui partenza dalla base di Portsmouth è stata tuttavia rinviata ed è prevista al momento non prima di 3-4 giorni.
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10:12
L'aeroporto israeliano di Ben Gurion riapre
L'aeroporto israeliano Ben Gurion ha riaperto dopo cinque giorni di chiusura, a seguito dell'inizio degli attacchi militari congiunti israelo-americani contro l'Iran.
Il primo volo di ritorno da Atene è atterrato questa mattina, riportando cittadini israeliani nel Paese. Lo ha annunciato il Ministero dei Trasporti.
Il primo volo, operato dalla compagnia aerea nazionale israeliana El Al, è arrivato da Atene, mentre il secondo, operato da Israir, è arrivato da Roma, ha affermato il Ministero. Entrambi trasportavano 170 passeggeri.
Israele aveva annunciato la graduale riapertura del suo spazio aereo a partire da oggi per consentire ai suoi cittadini di rientrare in patria tramite l'aeroporto Ben Gurion, il principale scalo internazionale del Paese.
«Stiamo facendo tutto il possibile per riportare a casa tutti gli israeliani in sicurezza», ha dichiarato il Ministro dei Trasporti Miri Regev in una nota.
Il ministro ha poi annunciato che lo spazio aereo per i voli in partenza da Israele aprirà domenica. «Dopo aver valutato la situazione, abbiamo deciso di riaprire i cieli a partire da domenica per i voli in partenza, subordinatamente agli sviluppi della sicurezza», ha detto.
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09:00
Teheran avrebbe colpito una petroliera USA nel Golfo
L'Iran afferma di aver colpito una petroliera americana nel Golfo. Lo rende noto la televisione di Stato.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione dell'Iran ha affermato che un missile iraniano ha colpito una petroliera statunitense nel Golfo, nel sesto giorno della guerra regionale con l'Iran, che sta infiammando il Medio Oriente.
La nave in questione «è stata colpita da un missile nel Golfo Persico settentrionale» ed «è attualmente in fiamme», ha affermato l'Irgc in un comunicato trasmesso dalla televisione di Stato, che non ha fornito ulteriori dettagli.
L'incidente - che spiega la Afp non è stato ancora confermato in modo indipendente - avviene mentre il Corpo delle Guardie della Rivoluzione afferma di avere il «controllo totale» dello Stretto di Hormuz, una via d'acqua fondamentale per il commercio mondiale di petrolio
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08:10
Decollato dall'Oman volo speciale per rimpatrio svizzeri
È decollato questa mattina dall'Oman con qualche minuto di ritardo il volo speciale organizzato da Swiss per permettere ad alcuni viaggiatori bloccati in Medio Oriente di fare rientro in Svizzera. L'arrivo allo scalo di Zurigo è previsto quindi intorno alle 14:30, anziché le 14:00.
Con questo volo, la compagnia di bandiera elvetica desidera «dare un contributo concreto e sostenere le persone coinvolte in questa situazione difficile», aveva annunciato ieri Swiss in un comunicato. L'Airbus A340 permetterà di riportare a casa 211 concittadini.
Il volo viene effettuato in stretta coordinazione con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ma si tratta di «un'azione indipendente condotta da Swiss». La capitale dell'Oman Mascate non è fra le destinazioni abituali della compagnia.
La situazione in Medio Oriente, al sesto giorno di guerra, rimane tesa. Il numero di concittadini elvetici bloccati nella regione ammonta ad almeno 5'200, secondo il DFAE.
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07:47
Iniziata l'offensiva di terra di migliaia di curdi in Iran
Migliaia di combattenti curdi hanno lanciato un'offensiva di terra contro l'Iran: lo ha dichiarato un funzionario statunitense a Fox News. La notizia è stata rilanciata anche da Axios, sempre da fonti Usa, secondo cui l'offensiva è scattata nel nord-ovest del Paese.
In precedenza, sempre dai media americani, era emerso che gruppi dissidenti curdo-iraniani con base nel nord dell'Iraq si stavano preparando per una potenziale operazione militare oltre confine in Iran, e gli Stati Uniti avevano chiesto ai curdo-iracheni di sostenerli.
Interpellato sulla questione, nel pomeriggio di ieri, il segretario alla Difesa Pete Hegseth era rimasto vago, affermando che «nessuno dei nostri obiettivi si basa sul supporto o sull'armamento di una forza in particolare. Quindi, siamo a conoscenza di ciò che altre entità potrebbero fare, ma i nostri obiettivi non sono incentrati su questo».
I gruppi curdi sono considerati il segmento più organizzato della frammentata opposizione iraniana e si ritiene che dispongano di migliaia di combattenti addestrati.
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07:46
Nuovi raid israeliani su Teheran
L'esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato nuovi attacchi su Teheran.
Nelle ore precedenti l'agenzia di stampa iraniana Tasnim aveva riferito che erano state udite diverse esplosioni nella capitale ed erano state «attivate le difese».
Israele ha poi lanciato stanotte nuovi attacchi contro il Libano, effettuando raid aerei per il quarto giorno dopo l'avanzata del suo esercito in diverse città di confine nel sud del Paese coinvolto nella guerra regionale.
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver «iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut». Tel Aviv aveva precedentemente ordinato ai residenti di lasciare la zona. Il Libano è stato coinvolto nella guerra lunedì, dopo che il movimento sciita ha lanciato il suo primo attacco contro Israele sostenendo di voler «vendicare» la morte del leader iraniano Ali Khamenei.
I media statali libanesi riferiscono che l'attacco israeliano ha ucciso un funzionario di Hamas, il primo omicidio mirato di un membro del gruppo militante palestinese da quando i raid israelo-americani contro l'Iran hanno scatenato una guerra regionale.
Wassim Atallah al-Ali e sua moglie sono stati uccisi quando un «drone nemico ha preso di mira la loro casa» a Beddawi, un campo profughi palestinese vicino a Tripoli, in un attacco prima dell'alba, ha riferito la National News Agency (Nna) descrivendo l'uomo come un alto funzionario di Hamas.
Attacco dell'Iran
L'Iran ha dal canto suo affermato oggi di aver lanciato missili contro il quartier generale delle forze curde nel Kurdistan iracheno, secondo i media statali.
«Abbiamo preso di mira il quartier generale dei gruppi curdi che si oppongono alla rivoluzione nel Kurdistan iracheno con tre missili», si legge in una dichiarazione militare citata dall'agenzia di stampa Irna sul suo canale Telegram.
Dall'inizio dell'offensiva israelo-americana contro Teheran, la regione autonoma del Kurdistan, che ospita truppe statunitensi, è stata bersaglio di attacchi con droni, la maggior parte dei quali è stata intercettata dalle difese aeree.
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07:45
Il live-ticker si riapre
blue News torna ad aggiornarvi sui principali eventi dell'escalation in Medio Oriente.
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22:30
Chiude il nostro live-ticker
Il live ticker di blue News sulla guerra in Medio Oriente si ferma qui per oggi.
Vi ringraziamo per averci seguito, torneremo domani mattina con nuovi aggiornamenti.
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22:26
L'Iran ha lanciato più ordigni sul Golfo che su Israele
Secondo i dati pubblicati oggi dall'Istituto per gli studi sulla sicurezza nazionale (INSS) israeliano, nei primi quattro giorni di guerra l'Iran ha lanciato verso i paesi del Golfo 2,5 volte più missili e 20 volte più droni rispetto a quelli sparati contro Israele.
Mentre verso lo Stato ebraico i pasdaran hanno lanciato circa 200 missili e circa 100 droni, in 123 ondate di attacco, contro i paesi del Golfo hanno attaccato con circa 500 missili e circa 2'000 velivoli senza pilota.
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22:15
Pedro Sánchez è il nuovo volto dell'opposizione a Trump
«No alla guerra». Quattro parole per candidarsi a leader dell'anti-trumpismo in Europa. Per catalizzare perplessità, malumori, ritrosie sempre più malcelate verso un alleato considerato non più affidabile, poche volte sincero, molto spesso imprevedibile.
Il premier Pedro Sánchez, nelle retrovie della nuova guerra di USA e Israele, si è fatto così portavoce di chi non rimpiange l'ayatollah Ali Khamenei ma, allo stesso tempo, ha sin dall'inizio considerato l'attacco preventivo all'Iran una violazione del diritto internazionale. La risposta di Madrid alle parole sferzanti del presidente Donald Trump e all'annunciato attacco commerciale degli USA a Madrid è arrivata una manciata d'ore dopo. Ed è destinata a spaccare l'Europa.
L'articolo completo riguardo allo scontro a distanza fra Usa e Spagna è qui sotto.
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21:57
Il senato vota sullo stop a Trump
I repubblicani del Senato americano si avviano a bocciare la risoluzione sui poteri di guerra sostenuta dai democratici che impedirebbe al presidente Donald Trump di continuare la sua guerra all'Iran, in uno scenario di crescente insofferenza.
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21:07
Beirut sotto pressione, ma Hezbollah resiste
Beirut teme che l'offensiva israeliana nel sud del Libano possa trasformarsi in una presenza militare prolungata lungo l'intera fascia di confine, mentre sul terreno proseguono bombardamenti, incursioni e spostamenti di popolazione nelle aree a ridosso della linea di demarcazione tra i due paesi.
D'altro canto Hezbollah insiste, tramite i suoi media, che la propria strategia rimane quella della resistenza prolungata. E afferma di essere pronto a continuare il confronto militare a oltranza, sostenendo di avere ancora capacità operative per rispondere al nemico.
La situazione attuale sul fronte libanese è spiegata nell'articolo qui sotto:
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20:41
L'IDF stima che tra poche ore sarà raggiunta la superiorità aerea
Le Forze di difesa israeliane (IDF) stimano che nel giro di poche ore sarà raggiunta la completa superiorità aerea su tutti i cieli iraniani, e non solo nell'ovest del paese e nella regione di Teheran, come è avvenuto finora.
Secondo le fonti citate da Ynet, l'espansione del controllo aereo consentirebbe agli aerei dell'aeronautica militare statunitense di operare liberamente in ulteriori aree, tra cui l'Iran orientale, e aumenterebbe significativamente l'efficacia degli attacchi.
Intanto il portavoce dell'IDF Effie Defrin ha dichiarato in un briefing che «in totale, sono stati attaccati circa 300 sistemi di difesa iraniani».
«Abbiamo colpito obiettivi nelle industrie terroristiche, abbiamo preso di mira ed eliminato molti dei comandanti dell'intelligence del regime. Non intendiamo fermarci un attimo», ha detto.
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20:36
Il ministro degli esteri spagnolo: «Non è cambiata una virgola»
«Lo smentisco categoricamente. Non è cambiata una virgola e non ho la minima idea a cosa si riferisca»: con queste parole il ministro spagnolo degli esteri José Manuel Albares ha negato di aver autorizzato l'uso delle basi militari congiunte di Moron e Rota agli Stati Uniti.
Poco prima la portavoce della Casa Bianca Karoline Leawitt aveva sostenuto che Madrid avrebbe ascoltato il messaggio di Trump «accettando di cooperare con l'esercito degli Stati Uniti». «C'è un accordo bilaterale e al di fuori del quadro di questo accordo non ci sarà l'uso delle basi», ha tagliato corto Albares.
«L'accordo è molto chiaro, sono basi di sovranità spagnola e non c'è alcun dubbio al riguardo», ha assicurato il ministro degli esteri in dichiarazioni a radio Cadena Ser, ribadendo, rispetto alle affermazioni di Leavitt, che «la nostra posizione continua a essere invariata».
«Lo smentisco categoricamente e non ho la minima idea a cosa si possa riferire», ha insistito Albares, negando che la Spagna abbia concordato con l'amministrazione statunitense di collaborare militarmente con gli Stati Uniti e Israele in Iran.
«Sarà la portavoce della Casa Bianca, ma io sono il ministro degli esteri del governo», ha sottolineato. «In ogni modo, voglio tranquillizzare gli spagnoli e le spagnole che la nostra posizione resta invariata», ha concluso.
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20:07
In Libano uccise 72 persone negli attacchi israeliani
Gli attacchi israeliani sul Libano hanno ucciso 72 persone, ne hanno ferite 437 e hanno causato 83'000 sfollati da lunedì, dall'inizio degli scontri tra Israele ed Hezbollah.
Lo affermano le autorità libanesi.In un comunicato il ministro della salute indica che «le vittime dell'aggressione israeliana da lunedì sono salite a 72 martiri e 437 feriti».
Il ministero degli affari sociali ha invece fatto sapere che il numero degli sfollati nei rifugi ufficiali è di 83'847 persone.
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20:04
Casa Bianca: «La Spagna coopera con noi». Trump presente alla cerimonia del rientro delle salme dei sei soldati statunitensi
La Spagna ha accettato di «cooperare» con l'esercito statunitense sull'Iran.
Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dopo l'attacco a Madrid da parte del presidente americano Donald Trump.
«Per quanto riguarda la Spagna, penso che ieri abbiano recepito chiaramente il messaggio del presidente e, da quanto ho capito, nelle ultime ore hanno accettato di collaborare con l'esercito americano», ha dichiarato alla stampa la portavoce.
Ieri Trump aveva aspramente criticato il governo spagnolo di sinistra per aver negato all'aviazione americana l'accesso alle basi militari situate nel sud del paese, minacciando di «cessare ogni rapporto commerciale» con Madrid.Altre notizie
Nel primo briefing dall'inizio del conflitto, Leavitt ha anche affermato che Teheran ha «rifiutato le nostre offerte generose e senza precedenti» nei colloqui precedenti la guerra, che le capacità dell'Iran sono state «completamente annientate».
Ha poi aggiunto che le agenzie di intelligence americane stanno «monitorando da vicino» le notizie sulla possibilità che il figlio dell'ayatollah Khamenei succeda al padre, sostenendo che «dobbiamo aspettare e vedere», e che Trump parteciperà alla cerimonia di rientro dei sei soldati americani caduti.
Altre notizie
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19:53
Gli USA ai connazionali: «Lasciate subito l'Iraq»
L'ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad ha chiesto agli americani presenti di lasciare subito il Paese.
«I cittadini statunitensi in Iraq sono vivamente incoraggiati a partire non appena saranno in grado di farlo in sicurezza e a rimanere in casa finché le condizioni non saranno sicure per la partenza», ha dichiarato la sede diplomatica su X.
«Se sarà sicuro farlo, gli americani dovrebbero lasciare l'Iraq immediatamente.»
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18:43
«Colpito un importante complesso militare a Teheran»
L'esercito israeliano (IDF) ha dichiarato di aver colpito un importante complesso militare iraniano a Teheran, che ospita i centri di comando delle Guardie rivoluzionarie, della Forza d'élite Quds e della forza paramilitare Basij.
«Poco tempo fa, l'Aeronautica militare israeliana, guidata con precisione dall'intelligence delle IDF – si legge in una nota dell'esercito -, ha completato un attacco su vasta scala contro un grande complesso militare del regime terroristico iraniano nella parte orientale di Teheran».
Il complesso, si spiega, ospitava i quartieri generali di tutte le organizzazioni di sicurezza iraniane. Inoltre, al suo interno sono state identificate attività di agenti iraniani «responsabili della gestione dell'operazione, della promozione di ulteriori attacchi terroristici contro Israele e la regione e della repressione del popolo iraniano».
I centri di comando colpiti nel complesso includevano anche i quartier generale dell'Intelligence e «l'unità della Sicurezza interna responsabile della repressione delle proteste».
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18:35
Iraq colpito da un blackout totale
L'Iraq è stato colpito da un blackout totale. Lo riferiscono le autorità del paese. Intanto nuove esplosioni, secondo i giornalisti sul posto, vengono sentite ad Erbil.
«La rete elettrica è completamente fuori uso in tutte le province», ha dichiarato il ministero dell'elettricità, citato dall'agenzia di stampa irachena INA, che precisa che le centrali elettriche e le linee di trasmissione stanno iniziando ad essere rimesse in funzione.
Intanto «due droni sono stati abbattuti vicino all'aeroporto di Baghdad, senza che siano riportate vittime o materiale danneggiato», afferma una fonte della sicurezza irachena all'AFP. Un'altra fonte della sicurezza a Baghdad ha confermato l'incidente.
L'aeroporto comprende una base militare che ospita una struttura diplomatica statunitense, che precedentemente ospitava le truppe della coalizione guidate dagli USA.
Stasera sono state udite delle esplosioni anche a Erbil, nel Kurdistan iracheno (nord). Secondo i giornalisti dell'AFP presenti sul posto le esplosioni provenivano principalmente dalla zona dell'aeroporto, dove si trovano le truppe della coalizione.
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17:53
Sale a 5'200 il numero di svizzeri bloccati in Medio Oriente
Oggi risultavano essere circa 5'200 i turisti elvetici bloccati in Paesi coinvolti nella guerra scatenata dall'attacco israelo-statunitense contro l'Iran.
Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Confederazione, su Travel Admin, la app di registrazione ad hoc del DFAE in vista di un volo di rimpatrio, si contano circa il 30% di persone in più rispetto all'inizio della settimana.
La compagnia aerea Swiss ha portato un po' di speranza annunciando l'organizzazione di un volo commerciale speciale per giovedì mattina, in partenza dall'Oman.
Un velivolo Airbus A340 consentirà di riportare in Svizzera 120 persone che si erano registrate su Travel Admin, insieme agli altri passeggeri che avevano già acquistato un biglietto da Swiss, ha indicato in una conferenza stampa a Berna Marianne Jenni, direttrice della Direzione consolare presso il DFAE.
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17:41
Colpita nave portacontainer nello Stretto Hormuz
Una nave portacontainer è stata colpita al largo delle coste dell'Oman mentre transitava nello Stretto di Hormuz, ha riferito un'agenzia britannica per la sicurezza marittima.
La nave si trovava a due miglia nautiche a nord dell'Oman, «in transito verso est nello Stretto di Hormuz», quando è stata «colpita da un proiettile sconosciuto appena sopra la linea di galleggiamento, causando un incendio nella sala macchine», secondo l'Ukmto.
Al-Jazeera, citando l'Oman News Agency, riferisce che la marina militare omanita ha risposto ad una segnalazione arrivata da una nave cargo battente bandiera maltese attaccata da due missili vicino allo stretto di Hormuz. I 24 membri dell'equipaggio sono stati salvati e hanno ricevuto le cure mediche necessarie, viene aggiunto, precisando che tutti sono in «buona salute».
Si è trattato del quarto attacco segnalato in acque regionali nell'arco di 24 ore, dopo che i proiettili hanno colpito altre tre navi al largo delle coste degli Emirati e dell'Oman o nelle vicinanze.
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17:19
Ridotto del 90% il traffico di petroliere nello stretto di Hormuz
Il traffico di petroliere nello stretto di Hormuz è crollato del 90% dall'inizio della guerra all'Iran. Lo afferma su X la società di intelligence del mercato energetico Kpler.
«A differenza di altri tipi di imbarcazioni, i cui movimenti sono in gran parte cessati, alcune petroliere stanno ancora attraversando lo stretto da est a ovest, alcune con i transponder spenti», ha aggiunto Matt Wright, analista di Kpler.
«L'analisi dell'attività di navigazione indica che i transiti di petroliere sono attualmente inferiori del 90% rispetto alla scorsa settimana», ha precisato il sito web MarineTraffic.
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16:50
La strategia dell'Iran: in 4 giorni ha lanciato più ordigni sul Golfo che su Israele
Secondo i dati pubblicati oggi dall'Istituto per gli studi sulla sicurezza nazionale (INSS) israeliano, nei primi quattro giorni di guerra l'Iran ha lanciato verso i paesi del Golfo 2,5 volte più missili e 20 volte più droni rispetto a quelli sparati contro Israele.
Mentre verso lo Stato ebraico i pasdaran hanno lanciato circa 200 missili e circa 100 droni, in 123 ondate di attacco, contro i paesi del Golfo hanno attaccato con circa 500 missili e circa 2'000 velivoli senza pilota.
A titolo di confronto, il portavoce dell'esercito israeliano ha indicato oggi che l'aeronautica militare ha attaccato l'Iran con oltre 5'000 munizioni dall'inizio dell'operazione «ruggito del leone».
I dettagli del cambio di strategia li puoi trovare nell'articolo qui sotto:
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15:51
Un sottomarino USA affonda una nave iraniana al largo dello Sri Lanka, almeno 80 morti
Un sottomarino americano ha affondato una nave da guerra iraniana nell'Oceano Indiano. Lo ha confermato Pete Hegseth capo del Pentagono, in un briefing sulla guerra all'Iran
«Almeno 80 persone» sono morte nell'attacco, ha dichiarato dal canto suo un viceministro degli esteri dello Sri Lanka in un'intervista a una televisione locale citata dalla Reuters sul suo sito web..
In precedenza si era parlato di almeno 101 dispersi.
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15:31
Gli attacchi USA si estenderanno all'interno dell'Iran
Nello stesso briefing di Hegseth, da parte sua il capo degli Stati maggiori congiunti americani, Dan Caine, ha affermato che l'Iran sta lanciando meno missili rispetto all'inizio della guerra.
Il generale ha anche annunciato che gli attacchi degli Stati Uniti si estenderanno ora all'interno del paese.
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15:27
Hegseth: «Cina e Russia non sono un fattore»
Rispondendo poi ad una domanda sulle indiscrezioni di stampa secondo le quali la CIA starebbe armando le forze curde per fomentare una rivolta in Iran, il capo del Pentagono ha dichiarato che «gli obiettivi degli Stati Uniti» nella Repubblica islamica «non si basano su quello che fanno altre forze».
Quanto a Cina e Russia, «non sono realmente un fattore» in questa guerra, ha detto
«Il nostro problema non sono loro, ma le ambizioni nucleari dell'Iran», ha aggiunto.
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15:24
Ucciso il capo dell'unità che voleva uccidere Trump
Il segretario di stato alla difesa ha proseguito: «Il capo dell'unità che ha tentato d'assassinare il presidente Trump è stato braccato e ucciso», ha detto senza fare il nome, ma precisando che l'operazione è avvenuta ieri, martedì.
A gennaio dell'anno scorso Teheran aveva negato qualsiasi complotto per uccidere Trump. Nel novembre 2024, il Dipartimento di giustizia aveva incriminato un iraniano in relazione a un piano delle Guardie rivoluzionarie per assassinare il presidente americano.
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15:21
Il capo del Pentagono Hegseth: «Avremo pieno controllo cieli, in arrivo altre forze»
USA e Israele, «le due forze aeree più potenti del mondo avranno il controllo completo dei cieli iraniani» in meno di una settimana. Ci sarà «uno spazio aereo incontrastato», ha affermato il capo del Pentagono Pete Hegseth in un briefing.
Ha aggiunto che è «possibile sostenere la guerra per il tutto il tempo che vogliamo» e che «stanno arrivando altre forze» nel teatro di guerra.
«È ancora molto presto e, come ha detto il presidente Trump, ci prenderemo tutto il tempo necessario per assicurarci di avere successo», ha detto Hegseth, per il quale gli USA «utilizzano una scorta illimitata di bombe a gravità di precisione».
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15:09
La guerra in Medio Oriente si sentirà anche nel portafoglio delle famiglie svizzere
L'escalation in Medio Oriente ha conseguenze economiche dirette anche in Svizzera: l'aumento dei prezzi dell'energia, l'indebolimento delle azioni delle compagnie aeree e il rafforzamento del dollaro potrebbero avere un impatto anche sulle famiglie e sulle aziende elvetiche.
Jeffrey Hochegger è uno stratega degli investimenti di Raiffeisen. Vede un chiaro impatto del conflitto in Iran sull'economia svizzera.
La sua analisi la trovate nell'articolo qui sotto:
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14:30
Starmer insiste, la Gran Bretagna resta fuori da guerra diretta all'Iran
«Non voglio coinvolgere Il Regno nella guerra» in Iran «senza basi legali e obiettivi» certi. L'ha ribadito il premier laburista Keir Starmer nel Question Time del mercoledì alla Camera dei Comuni britannica.
Starmer ha così replicato alle critiche della leader dell'opposizione conservatrice, Kemi Badenoch, contro la decisione di non far partecipare la Raf ad attacchi diretti in risposta alla reazione di Teheran ai raid di Usa e Israele che ha preso di mira anche «militari britannici» nella regione.
Badenoch ha accusato Starmer di non far abbastanza limitandosi a concedere, dopo l'iniziale rifiuto, l'uso di basi britanniche agli alleati americani.
«Ciò che non ero disposto a fare sabato era che il Regno Unito entrasse in una guerra senza che fossi convinto della sussistenza di una base legale e di un piano fattibile e ben ponderato», ha affermato Starmer, per poi aggiungere: «Questa rimane la mia posizione».
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14:00
Parmelin esprime solidarietà per Bahrein e Oman
Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha discusso della situazione in Medio Oriente con il re del Bahrein Hamad bin Isa Al Khalifa e con il sultano dell'Oman Haytham bin Tariq. Il vodese ha espresso solidarietà a nome della Svizzera.
Oltre a questo, Parmelin ha offerto il sostegno della Confederazione per eventuali sforzi di mediazione, si legge in un post odierno sul social X.
Gli attacchi, spesso contro la popolazione civile, mostrano che è indispensabile tornare alla via diplomatica. Questo per evitare ulteriori vittime inutili.
Già domenica il presidente della Confederazione si era espresso sulla piattaforma, dicendosi profondamente preoccupato per gli eventi in Medio Oriente.
La stessa sera ha avuto uno scambio con rappresentanti di Emirati arabi uniti, Giordania e Kuwait.Altre notizieParmelin aveva ribadito la richiesta ufficiale della Svizzera alle parti in conflitto di rispettare senza restrizioni il diritto internazionale.
In particolare, ha invitato a proteggere i civili e le infrastrutture civili, tornando alla diplomazia.
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13:48
Oltre mille morti negli attacchi israelo-americani
Per l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna gli attacchi israelo-americani hanno ucciso più di 1'000 persone in tutto il Paese da sabato.
«Durante l'aggressione militare... 1'045 dei nostri cari militari e civili» sono stati uccisi, ha affermato l'Irna, citando una dichiarazione della Fondazione iraniana per i Martiri e gli Affari dei Veterani.
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13:30
Pentagono: «L'uccisione Khamenei è un'operazione israeliana»
Il responsabile delle politiche del Pentagono, Elbridge Colby, ha preso le distanze dalla morte della Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, affermando che è stato ucciso da un attacco israeliano.
Testimoniando ieri davanti alla Commissione per le Forze Armate del Senato, Colby ha affermato che l'attacco che ha ucciso Khamenei e altri importanti leader iraniani non faceva parte della campagna militare americana.
«Quelle sono operazioni israeliane», ha detto, ribattendo alle pressioni dei legislatori sulla questione se il cambio di regime fosse un obiettivo dell'azione statunitense.
Colby ha sostenuto che la campagna militare statunitense è focalizzata sul degrado delle capacità di proiezione di potenza dell'Iran, non esplicitamente sul cambio di regime.
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12:50
Rinviati i funerali di Stato di Khamenei previsti per stasera
I funerali di Stato della Guida suprema iraniana Ali Khamenei previsti per questa sera a Teheran sono stati rinviati, mentre il Paese affronta ondate di attacchi da Israele e Usa. Lo riferisce la Tv di Stato iraniana.
«La cerimonia di addio per l'imam martirizzato è stata rinviata (...) in previsione di un'affluenza senza precedenti», ha riferito la tv, aggiungendo che la nuova data sarebbe stata «annunciata in seguito».
Stamattina, era stato annunciato un tributo per questa sera a Teheran davanti alla salma di Ali Khamenei, morto a 86 anni in un attacco aereo e che sarà sepolto nella città santa di Mashhad, suo luogo di nascita.
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12:25
Iran: «Smantellati a Teheran mercenari armati USA e israeliani»
«Una squadra terroristica, composta da mercenari armati dei nemici, Stati Uniti e Israele, è stata smantellata a Teheran», ha affermato oggi il ministero iraniano dell'Intelligence.
«Questi mercenari avevano pianificato di eseguire gli ordini dei loro mandanti aggressori, ma sono stati identificati e arrestati», aggiunge il comunicato, citato da Tasnim, affermando: «Almeno 11 armi da guerra, un gran numero di proiettili e alcune valute estere sono state loro confiscate».
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11:47
Qatar: «Intercettati 10 droni e 2 missili cruise lanciati da Iran»
Il Ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato di aver intercettato 10 droni e due missili da crociera lanciati dall'Iran. Lo riporta al Jazeera.
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11:30
Oltre 100 dispersi per un attacco sottomarino a una nave iraniana
Almeno 101 persone risultano disperse e 78 ferite dopo un attacco sottomarino a una nave iraniana al largo delle coste dello Sri Lanka, secondo fonti della Marina dello Sri Lanka e del ministero della Difesa. Lo riporta Reuters online.
«Alle 5.08 di questa mattina, la Marina dello Sri Lanka e la guardia costiera hanno ricevuto un messaggio dalla nave che stava affondando, chiamata ‹Iris Dena›, a 40 miglia nautiche dal distretto portuale meridionale di Galle», ha dichiarato il ministro degli Esteri dello Sri Lanka, Vijitha Herath, ripreso dall'agenzia Pti.
Il ministro ha aggiunto che «almeno 30» marinai «sono stati salvati, mentre si dice che 180 di loro fossero a bordo». L'Afp ha riferito che un deputato dell'opposizione ha chiesto in Parlamento se la nave fosse stata colpita negli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ma «non c'è stata alcuna risposta immediata da parte del governo».
«Siamo tenuti, in base alla convenzione internazionale sul soccorso marittimo, a soccorrere chiunque si trovi in difficoltà, indipendentemente dal motivo», ha detto da parte sua Herath.
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11:20
Hezbollah vieta la copertura dei media nella periferia sud di Beirut
Hezbollah ha vietato ai media qualsiasi copertura giornalistica nella periferia sud di Beirut, roccaforte del movimento sciita, a causa dei raid aerei israeliani in corso nella zona. Lo ha annunciato l'ufficio stampa del Partito di Dio in un comunicato inviato ai giornalisti.
Nel testo si afferma che il divieto è motivato dalle «violente e indiscriminate incursioni aeree israeliane in corso» e dai «gravi rischi per la sicurezza».
Il movimento ha precisato che tutte le forme di copertura sono sospese «fino a nuovo ordine», inclusi collegamenti in diretta, servizi sul campo, presenza di giornalisti nell'area e interviste.
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11:15
Evacuato il Ministero dell'economia nel centro di Beirut
Il Ministero dell'Economia libanese, nel centro di Beirut, è stato evacuato dopo che residenti di un edificio adiacente hanno ricevuto minacce di bombardamento. Lo riferiscono fonti locali citate dai media.
La sede del dicastero si trova a pochi passi dalla centrale piazza dei Martiri e a poche centinaia di metri dal palazzo del governo, il Gran Serraglio, e dalla sede del parlamento libanese in Place de l'Etoile.
L'area è una delle più sensibili della capitale, sede delle principali istituzioni politiche del Paese.
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11:12
Ucciso a Beirut un diplomatico iraniano in raid di Israele
Un diplomatico iraniano è stato ucciso in un raid israeliano alla periferia di Beirut secondo quanto riferito dal sito di notizie libanese Lebanon24, vicino all'ex premier Najib Miqati.
Le fonti affermano che il bombardamento ha preso di mira l'albergo Comfort nella località di Hazmiye, sulle colline a est della capitale dove il diplomatico attendeva prima di tentare di lasciare il paese.
Secondo il sito Internet, membri di Hezbollah sono ora impegnati nel tentare di trasportare la salma del diplomatico iraniano lontano dal sito del raid. Non si hanno conferme ufficiali a riguardo.
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11:07
Israele ha attaccato 20 obiettivi militari a Isfahan e Shiraz
Il portavoce dell'esercito israeliano ha reso noto che l'aeronautica ha effettuato un'ondata di attacchi aerei contro le strutture militari iraniane a Isfahan e Shiraz durante la notte, precisando che «è la prima volta che l'esercito colpisce questa zona nell'attuale campagna contro l'Iran».
Nei raid sono stati colpiti più di 20 obiettivi, tra cui due strutture a Isfahan dove l'Iran immagazzinava missili balistici avanzati Ghadr. Altri obiettivi includevano siti di stoccaggio di missili balistici e da crociera, nonché sistemi di difesa aerea.
«Stimiamo che gli attacchi abbiano distrutto decine di missili balistici e missili da crociera», ha detto il portavoce.
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10:55
Un volo speciale di Swiss dall'Oman a Zurigo
La compagnia aerea Swiss ha pianificato per domani un volo speciale da Mascate a Zurigo. L'Airbus A340 utilizzato per lo scopo volerà oggi appositamente nella capitale dell'Oman.
Con il collegamento Swiss vuole dare il suo contributo per aiutare le persone che si trovano in una situazione difficile, si legge in un comunicato odierno. Mascate non è fra le destinazioni abituali della compagnia. Il volo dovrebbe atterrare a Zurigo alle 14:00 di domani.
L'azione viene effettuata in maniera coordinata con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ma si tratta di «un'azione indipendente condotta da Swiss» e non di un'evacuazione sovvenzionata.
A bordo potranno salire i viaggiatori già in possesso di un biglietto Swiss che però non hanno potuto rientrare in Svizzera a causa della complicata situazione in Medio Oriente. Altri viaggiatori che si sono registrati presso il DFAE con luogo di soggiorno Oman riceveranno informazioni relative alla hotline per le prenotazioni.
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10:49
L'Esercito del Kuwait: «Ondata di missili e droni contro il Paese»
L'esercito del Kuwait ha annunciato su X di essere alle prese con una «ondata di missili e droni» rilevata nello spazio aereo del Paese e di essere al lavoro per intercettarli.
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10:45
Atterrato a Parigi il primo charter per il rimpatrio
Un primo volo charter con a bordo cittadini francesi bloccati in Medio Oriente dall'inizio della guerra con l'Iran è atterrato questa mattina all'aeroporto Charles de Gaulle, vicino a Parigi.
La Francia è tra le nazioni occidentali più interessate dalla crisi, con circa 400.000 cittadini presenti in circa 15 paesi toccati dal conflitto.
L'aereo noleggiato da Air France è partito da Mascate, capitale dell'Oman, ieri sera ed è atterrato in Francia poco prima delle 3 di stamattina. L'aereo trasportava personale della compagnia aerea, oltre a numerose famiglie, bambini piccoli e donne incinte, ha dichiarato ai giornalisti in aeroporto la ministra Eleonore Caroit.
«È stato un processo complesso, con un'incertezza costante perché ci troviamo in una situazione molto fluida, con lo spazio aereo che si apre e si chiude e la situazione che cambia di ora in ora», ha aggiunto Caroit.
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10:30
Israele: «Abbattuto un caccia iraniano su Teheran»
L'esercito israeliano ha affermato che la sua aviazione ha abbattuto un caccia iraniano su Teheran oggi.
«Un caccia F-35I dell'aeronautica israeliana ('Adir') ha abbattuto poco fa un caccia YAK-130 dell'aeronautica iraniana nei cieli di Teheran», si legge in un comunicato.
I media israeliani spiegano che è la prima volta in circa 40 anni che l'aeronautica militare dell'Idf è impegnata in un combattimento aereo con aerei con equipaggio. L'ultima volta che i jet dell'Iaf abbatterono un aereo nemico con equipaggio fu il 24 novembre 1985, sopra il Libano. In quell'incidente, un F-15 dell'Iaf abbatté due caccia MiG-23 siriani.
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10:20
Cipro: «Oggetto sospetto, chiuso lo spazio aereo di Larnaca»
Cipro ha segnalato che un oggetto sospetto è stato individuato vicino allo spazio aereo libanese e una fonte governativa ha affermato che lo spazio aereo sopra l'aeroporto cipriota di Larnaca è stato chiuso.
Lo riferisce Reuters sul suo sito.
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10:15
Identificati i soldati USA uccisi: «Colpiti da droni in Kuwait»
Quattro dei sei soldati americani uccisi dall'inizio della guerra in Medio Oriente sono stati identificati, ha annunciato la Difesa degli Stati Uniti, precisando che sono morti il primo giorno dell'offensiva contro l'Iran.
«Il capitano Cody Khork, 35 anni, il sergente Noah Tietjens, 42 anni, il sergente Nicole Amor, 39 anni, e il sergente Declan Coady, 20 anni, sono morti il primo marzo a Port Shuaiba, in Kuwait, durante un attacco con droni», si legge nel comunicato. Erano tutti riservisti dispiegati in Kuwait.
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10:05
Il consigliere di Khamenei: «L'Iran non negozierà con gli USA»
L'Iran non ha intenzione di negoziare con gli Stati Uniti ed è pronto a una guerra prolungata, ha dichiarato il consigliere capo della defunta Guida Suprema Ali Khamenei, nel quinto giorno del conflitto in Medio Oriente.
«Non abbiamo fiducia negli americani e non abbiamo basi per negoziare con loro. Possiamo continuare la guerra per tutto il tempo che vogliamo», ha detto Mohammad Mokhbar alla televisione di stato iraniana.
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09:30
Il direttore dell'AIEA: «Siti nucleari iraniani danneggiati»
«Abbiamo evidenze di danni nei siti di Natanz e Isfahan. Ma non sembra esserci nulla di particolarmente grave. Da una panoramica generale, posso confermare che l'attacco non si sta concentrando sugli impianti nucleari».
Lo afferma, in un'intervista a la Repubblica, Rafael Mariano Grossi, direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica parlando della situazione in Iran.
Avete un canale di comunicazione aperto con le autorità iraniane? «No - aggiunge -, l'autorità di sicurezza nucleare dell'Iran non risponde. Abbiamo contatti con la missione permanente di Teheran qui a Vienna».
Ci sono fughe radioattive? «In questo momento no - prosegue Grossi -. C'è una rete di stazioni di monitoraggio, non solo in Iran ma anche in Paesi vicini come Arabia Saudita, Qatar, Oman. E non c'è alcun segnale che la radioattività sia al di sopra della norma».
E l'uranio arricchito di cui l'Iran è in possesso? «Non ci risulta che sia stato distrutto dagli attacchi - va avanti -, né a giugno né nelle ultime ore. È sempre nei tunnel sotterranei dove è conservato. Anche se in questi mesi i nostri ispettori non hanno avuto accesso fisico alle infrastrutture nucleari iraniane, abbiamo una visione abbastanza chiara su questo punto. E siamo preoccupati».
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09:23
Israele: «Colpito anche il quartier generale dei pasdaran»
Israele ha colpito decine di obiettivi militari a Teheran: lo ha annunciato il portavoce in lingua araba dell'Idf, Avichay Adraee. Gli attacchi hanno preso di mira «il quartier generale dei Basij, la forza paramilitare legata ai Pasdaran iraniani, oltre a piattaforme di lancio missilistiche e sistemi di difesa».
L'esercito israeliano continuerà a «intensificare i suoi attacchi» contro le infrastrutture del regime. I reporter dei media internazionali presenti nella capitale iraniana confermano esplosioni e colonne di fumo che si levano da alcune aree della città.
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09:04
In corso nuove operazioni contro Hezbollah a Beirut
L'esercito israeliano (Idf) ha affermato di aver iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah nella capitale libanese Beirut, scrive Sky News.
Le cosiddette Forze di difesa israeliane hanno emesso un avviso di evacuazione per 16 villaggi e città in Libano durante la notte, mentre questa mattina si è potuto osservare del fumo levarsi dal quartiere meridionale di Dahiyeh a Beirut.
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08:55
Al via stasera i funerali di Khamenei, dureranno tre giorni
I funerali di Stato per la Guida suprema iraniana Ali Khamenei ucciso sabato da attacchi aerei israelo-americani, inizieranno questa sera e dureranno tre giorni, secondo l'agenzia di stampa ufficiale Irna.
«A partire dalle 22:00 di oggi ( le 19:30 in Svizzera), i fedeli potranno rendere l'ultimo omaggio alle spoglie del leader martirizzato della nazione recandosi alla Grande Moschea Imam Khomeini» a Teheran, ha riferito Irna, citando una dichiarazione del Consiglio di Coordinamento per lo Sviluppo Islamico.
Ali Khamenei, morto all'età di 86 anni, sarà sepolto nella città santa di Mashhad (nord-est), suo luogo di nascita.
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08:53
L'esercito israeliano: «Colpite decine di centri di comando a Teheran»
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito oggi «decine» di centri di comando per la sicurezza iraniani, colpendo siti in tutta la capitale Teheran.
«L'Aeronautica Militare israeliana ha completato un'ulteriore ondata di attacchi contro i centri di comando del regime terroristico iraniano in tutta Teheran», inclusi siti di sicurezza interna e paramilitari Basij, si legge in una dichiarazione militare.
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08:49
I Pasdaran: «Colpito un incrociatore USA nell'Oceano Indiano»
I pasdaran iraniani affermano di aver lanciato un attacco missilistico contro una risorsa strategica statunitense nell'Oceano Indiano, prendendo di mira un cacciatorpediniere americano.
Il vascello, che si stava rifornendo di carburante da una nave cisterna americana nell'Oceano Indiano, a circa 650 chilometri dalle coste meridionali iraniane, «è stato colpito da missili Qadr-360 e Talaeiyeh». Secondo l'agenzia Tasnim, è scoppiato un vasto incendio sui ponti delle due navi, con colonne di fumo che si alzavano verso il cielo.
Le Guardie della rivoluzione islamica hanno inoltre dichiarato di aver lanciato circa 40 missili contro obiettivi statunitensi e israeliani.
«Diverse ore fa, è stata condotta la 17a ondata dell'operazione Honest Promise 4 con il lancio di 40 missili da parte delle forze aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, verso obiettivi americani e sionisti», si legge in una dichiarazione trasmessa dalla tv di Stato.
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08:44
«Colpito un campo di supporto USA vicino all'aeroporto di Baghdad»
Un drone ha colpito il campo di supporto logistico dell'ambasciata statunitense situato nei pressi dell'aeroporto internazionale di Baghdad. Lo riporta Al Jazeera, citando i suoi cronisti sul posto.
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08:40
I Pasdaran: «Abbiamo il controllo totale dello stretto di Hormuz»
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha il «controllo totale» dello Stretto di Hormuz, un punto di strozzatura chiave per il commercio mondiale di petrolio all'ingresso del Golfo Persico. Lo affermano i pasdaran.
«Attualmente, lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo totale della Marina della Repubblica Islamica», ha affermato Mohammad Akbarzadeh, un alto funzionario delle forze navali dell'Irgc, come riportato dall'agenzia di stampa Fars.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato ieri che la Marina statunitense potrebbe scortare le petroliere «se necessario» attraverso lo stretto.
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08:34
Israele ordina di evacuare altri 13 villaggi del Libano meridionale
L'esercito israeliano ha emesso ordini di evacuazione forzata per i residenti di altri 13 villaggi e città nel Libano meridionale, tra cui Qana, Kfar Kila e Majdal Zoun. Lo scrive Al Jazeera.
Questo ordine arriva poche ore dopo che l'esercito israeliano aveva emesso un ordine simile per i residenti di 16 villaggi e città, e un giorno dopo aver minacciato gli abitanti di oltre 50 insediamenti chiedendo loro di andarsene.
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08:22
«Quattro morti a Baalbek, tanti intrappolati tra le macerie»
L'agenzia di stampa nazionale libanese riporta che almeno quattro persone sono state uccise e sei sono rimaste ferite nell'attacco israeliano contro un edificio a Baalbek, nel Libano orientale. Lo scrive Al Jazeera.
L'attacco è avvenuto all'alba e che l'edificio preso di mira si trovava nel quartiere di Al Matraba: un gran numero di persone sono intrappolate sotto le macerie. Al Jazeera pubblica un video verificato che mostra i soccorritori che iniziano a ispezionare le macerie, dalle quali provengono grida di aiuto.
Secondo l'utente di X Fouad Khreiss, che ha pubblicato il video, all'interno dell'edificio ora completamente crollato si trovavano più di 60 persone. «Chiunque abbia un veicolo o un bulldozer per sollevare le macerie dovrebbe dirigersi immediatamente al complesso», l'esortazione dell'uomo.
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08:15
Oggi il primo volo di rimpatrio dall'Oman verso il Regno Unito
Il governo del Regno Unito ha organizzato un volo charter di rimpatrio dall'Oman per aiutare i cittadini britannici che desiderano lasciare il Medio Oriente, mentre gli attacchi continuano a verificarsi in tutta la regione.
Il volo è previsto in partenza dall'aeroporto internazionale di Mascateil 4 marzo alle 23 ora locale (alle 20 in Svizzera) e darà priorità alle persone più vulnerabili. Lo scrive la Bbc su Telegram.
Potranno beneficiare del volo i cittadini britannici, il loro coniuge o partner e i loro figli minori di 18 anni. Il Ministero degli Esteri ha dichiarato che contatterà i cittadini britannici per garantire loro un posto sul volo e ha esortato le persone a non recarsi in aeroporto a meno che non siano state ufficialmente convocate.
Ha affermato che «continuerà a collaborare con le compagnie aeree per trovare altre rotte per il rientro a casa».
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08:03
Bambina di 11 anni muore in Kuwait colpita da una scheggia
Il Ministero della Salute del Kuwait ha annunciato la morte di una bambina di 11 anni residente nel Paese, deceduta a causa delle ferite riportate quando una scheggia è caduta su una zona residenziale del Governatorato della Capitale. Lo riporta l'agenzia di stampa kuwaitiana Kuna, su X.
Le manovre di rianimazione sono state condotte in ambulanza e sono continuate per circa mezz'ora dopo il suo arrivo all'ospedale Al-Amiri, ma la bambina è deceduta. Quattro membri della sua famiglia sono attualmente sottoposti a valutazione medica e sono stati posti sotto osservazione in ospedale per garantirne il benessere e monitorarne la salute.
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07:53
La Casa Bianca convoca le aziende della difesa per accelerare la produzione di armi
L'amministrazione Trump prevede di incontrare venerdì alla Casa Bianca i dirigenti dei maggiori appaltatori della difesa statunitense per discutere di come accelerare la produzione di armi, mentre il Pentagono lavora per rifornire le scorte dopo gli attacchi contro l'Iran e diverse altre recenti azioni militari. Lo hanno riferito a Reuters cinque persone a conoscenza del piano.
Aziende come Lockheed Martin e la società madre di Raytheon insieme ad altri fornitori chiave, sono state invitate a partecipare all'incontro, hanno detto le fonti, parlando a condizione di anonimato.
L'incontro sottolinea l'urgenza avvertita a Washington di consolidare le scorte di armi dopo che l'operazione in Iran ha fatto ampio ricorso alle munizioni. Da quando la Russia ha invaso l'Ucraina nel 2022 e Israele ha avviato operazioni militari a Gaza, gli Stati Uniti hanno utilizzato miliardi di dollari in scorte di armi, inclusi sistemi di artiglieria, munizioni e missili anticarro.
Il conflitto in Iran ha consumato missili a più lungo raggio di quelli forniti a Kiev. Almeno una delle persone presenti ha affermato che l'incontro avrebbe dovuto concentrarsi sulla pressione sui produttori di armi affinché agissero più rapidamente per aumentare la produzione.
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07:45
50.000 soldati USA assegnati alla guerra contro l'Iran
Circa 50.000 soldati Usa in Medio Oriente sono stati assegnati alla guerra contro l'Iran e un numero maggiore di truppe e aerei da combattimento sta arrivando nella regione. Lo fa sapere su X il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom).
In un video di cinque minuti l'ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando centrale Usa, ha dato un aggiornamento sull'operazione in Iran definendola «senza precedenti».
«Le prime 24 ore di Epic Fury hanno sferrato il doppio degli attacchi dell'operazione in Iraq nel 2003», ha detto l'ammiraglio sottolineando inoltre che gli Stati Uniti «stanno affondando la Marina iraniana» con 17 navi distrutte finora.
L'ammiraglio ha anche accusato l'Iran di «prendere di mira i civili in modo indiscriminato» nei suoi attacchi.
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07:40
Trump al Congresso: «Attacco all'Iran per eliminare le attività maligne»
Donald Trump ha presentato una lettera al Congresso per giustificare l'attacco all'Iran alla vigilia del voto domani al Senato e giovedì alla Camera, di una risoluzione sui poteri di guerra.
Nella lettera il presidente americano sostiene che l'obiettivo dell'operazione è «neutralizzare le attività maligne dell'Iran» senza specificare quali.
Trump sostiene inoltre di aver ordinato l'attacco «per promuovere gli interessi nazionali americani, tra cui la garanzia del libero flusso del commercio marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, ed eliminare l'Iran come minaccia globale nonché difendere i nostri alleati come Israele».
La lettera afferma pure che l'operazione ha come obiettivo l'arsenale missilistico, il programma nucleare e la marina iraniani. Il messaggio al Congresso non fa alcun riferimento ai piani per rovesciare la leadership di Teheran.
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07:31
Gli Emirati Arabi: «Esposti ad oltre 1.000 attacchi dall'Iran»
Gli Emirati Arabi Uniti sono stati esposti ad oltre 1.000 attacchi da quando l'Iran ha lanciato l'operazione di ritorsione nella regione. Lo ha detto il ministero degli Esteri emiratino in una nota, secondo quanto riporta Reuters sul proprio sito.
Il ministero degli Esteri degli Emirati ha detto di non aver preso alcuna decisione che cambi la propria posizione difensiva nei confronti degli attacchi iraniani, ma si riserva il diritto di difendersi.
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07:27
Hezbollah: «Presa di mira la base navale israeliana»
Hezbollah ha annunciato di aver preso di mira la base navale di Haifa, nel nord di Israele.
In una dichiarazione, il gruppo sostenuto dall'Iran ha affermato che «in risposta alla criminale aggressione israeliana che ha colpito decine di città e paesi libanesi, compresi i sobborghi meridionali di Beirut», ha preso di mira la base con «una raffica di missili di alta qualità» alle 20 ora locale (le 19 in Svizzera).
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07:19
«Colpiti edificio a Baalbek e hotel a Beirut, numerosi morti»
Un attacco aereo israeliano ha colpito un edificio di quattro piani nella città di Baalbek, nel Libano orientale, secondo quanto riportato dai media statali.
L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency (Nna) ha dichiarato che «aerei nemici hanno preso di mira un edificio di quattro piani all'alba» all'interno di un complesso residenziale a Baalbek, un'area sotto il controllo di Hezbollah. L'Nna ha riferito di «numerosi martiri e che sono in corso lavori per salvare le famiglie dalle macerie».
Sempre secondo i media statali libanesi, l'esercito israeliano (Idf) ha colpito un hotel nel sobborgo di Hazmieh a Beirut.
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07:00
Mercoledì 4 marzo: si apre il live-ticker di blue News
Il live-ticker sulla cronaca degli attacchi congiunti di Israele e Stati Uniti sull'Iran si apre di nuovo. blue News continua ad aggiornarvi sui principali episodi di escalation di violenza in Medio Oriente.
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22:25
Il live-ticker di blue News si chiude qui
Vi ringraziamo per la vostra attenzione e vi diamo appuntamento a domani. Buonanotte
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22:05
Il figlio di Khamenei eletto nuova Guida Suprema
L'Assemblea degli Esperti iraniana ha eletto il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, come nuova Guida Suprema, su indicazione delle Guardie Rivoluzionarie. Lo riporta Iran International citando fonti informate. La notizia è ripresa anche da Haaretz.
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21:53
Spento l'incendio al consolato USA a Dubai
L'incendio vicino al consolato USA di Dubai è stato provocato da un attacco con un drone. Lo fanno sapere le autorità locali, all'indomani dell'attacco con droni sull'ambasciata di Riad.
«Le autorità di Dubai hanno confermato che un incendio causato da un incidente con un drone vicino al consolato USA è stato contenuto con successo», scrive l'ufficio stampa dell'emirato di Dubai su X. «Le squadre di soccorso sono intervenute immediatamente. Non è stato segnalato alcun ferito», aggiunge.
Marco Rubio ha conferma l'attacco precisando che tutto il personale è illeso. «Purtroppo un drone ha colpito un parcheggio adiacente all'edificio della cancelleria e ha causato un incendio. Tutto il personale è stato rintracciato», ha detto il segretario di Stato USA parlando con i giornalisti a Capitol Hill.
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21:07
«Attaccato un sito nucleare iraniano»
L'IDF conferma di aver attaccato anche siti legati al programma nucleare iraniano dall'inizio dell'operazione «Ruggito del Leone».
«L'aeronautica ha bombardato il complesso segreto di Minzadehei nei pressi di Teheran, in cui il regime terroristico iraniano operava per sviluppare le capacità necessarie per le armi nucleari», ha dichiarato in una conferenza stampa il portavoce di IDF Effie Defrin.
«Nonostante i gravi danni subiti dopo l'operazione ‹Leone nascente› (a giugno), il regime iraniano ha continuato a sviluppare le capacità nucleari necessarie, trasferendo infrastrutture in un sito sotterraneo in cui un gruppo di scienziati nucleari operava segretamente per sviluppare una componente chiave del sistema di armi nucleari», ha affermato Defrin. «L'attacco elimina una componente fondamentale della capacità dell'Iran di sviluppare armi nucleari».
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21:06
«Se necessario gli Stati Uniti scorteranno tutte le petroliere nello stretto di Hormuz»
Donald Trump annuncia che «se sarà necessario gli Stati Uniti scorteranno tutte le petroliere nello stretto di Hormuz».
In un post su Truth il presidente americano ha ordinato, «con effetto immediato», «allo United States Development Finance Corporation di fornire, a un prezzo molto ragionevole, un'assicurazione contro i rischi politici e garanzie per la sicurezza finanziaria di tutto il commercio marittimo in particolare energetico, che attraversa il Golfo».
«Questo sarà disponibile per tutte le compagnie di navigazione», ha aggiunto Trump. «Se necessario, la Marina degli Stati Uniti inizierà a scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz il prima possibile.
In ogni caso, gli Stati Uniti garantiranno il libero flusso di energia nel mondo. La potenza economica e militare degli Stati Uniti è la più grande sulla terra, ulteriori azioni saranno intraprese in futuro», ha concluso Trump.
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20:01
Khamenei sarà sepolto nella sua città natale Mashhad
L'ayatollah Ali Khamenei, leader supremo dell'Iran ucciso sabato nei raid di Stati Uniti e Israele, sarà sepolto a Mashhad, sua città natale: lo riferisce l'agenzia Fars, citata dai media internazionali.
La stessa Fars precisa che la cerimonia funebre per Khamenei, prevista a Teheran, è in fase di programmazione e che data e ora devono ancora essere annunciati. È previsto che la salma sia trasferita a Mashhad dopo il funerale.
Nella città di Mashhad è sepolto anche il padre di Khamenei, nel santuario dell'Imam Reza. Prima della sepoltura di Khamenei, verrà organizzata una «grande cerimonia d'addio» a Teheran, hanno precisato i Guardiani della Rivoluzione sul loro canale Telegram, senza svelare i dettagli né la data di questo raduno popolare.
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19:48
Iran pronto a una guerra duratura
L'Iran è pronto per un guerra di lunga durata con gli Stati Uniti e Israele e per il momento non ha ancora utilizzato le proprie armi più avanzate. Lo ha detto il ministero della difesa.
«Abbiamo la capacità di resistere e seguire una difesa offensiva più a lungo di quanto previsto» dal nemico «per questa guerra imposta», ha detto il portavoce del ministero della difesa, generale Reza Talaï-Nik.
«Non abbiamo intenzione di utilizzare tutte le nostre armi e attrezzature avanzate nei primi giorni», ha aggiunto, citato dall'agenzia iraniana Irna.
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19:00
4800 svizzeri sempre bloccati in Medio Oriente
Circa 4800 turisti svizzeri sono tuttora «ufficialmente» bloccati in Medio Oriente al quarto giorno dell'offensiva israeliano-statunitense contro l'Iran.
Le persone registrate sull'applicazione ad hoc del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) continuano a sperare di poter prendere uno dei pochi voli commerciali disponibili.
«Alcune decine di cittadini svizzeri hanno potuto lasciare la regione con voli commerciali, ma occorre avere pazienza e aspettarsi che lo spazio aereo rimanga chiuso ancora per un po'. Stiamo collaborando intensamente con Swiss per trovare soluzioni», ha indicato oggi Marianne Jenni, direttrice della Direzione consolare (DC) presso il DFAE, durante una conferenza stampa improvvisata davanti a Palazzo federale.
La Confederazione opera anche nell'ambito di un gruppo internazionale per aiutare i viaggiatori bloccati. Il DFAE mette a loro disposizione la app Travel Admin, sulla quale possono registrarsi per un volo. Il Dipartimento invita le persone interessate ad aggiornare i propri dati sull'applicazione, in modo da poter valutare al meglio la situazione.
Le autorità hanno anche predisposto una linea telefonica. Invitano ad ascoltare in via prioritaria le raccomandazioni delle autorità locali. I turisti possono anche rivolgersi alle rappresentanze elvetiche in loco.
Le poche decine di «fortunati» che sono riusciti a prendere un volo nelle ultime ore sono partiti da Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti). Gli altri, per la maggior parte, attendono negli hotel.
Le partenze, se del caso, avvengono su voli commerciali: «Ma le cose sono molto complesse. Sono necessarie diverse autorizzazioni e l'ottenimento di slot», ossia le specifiche finestre temporali assegnate a un aereo per decollare o atterrare in un dato scalo, ha precisato Jenni. «Capiamo che sia molto frustrante per le persone coinvolte».
Secondo il DFAE, anche gli Stati che dispongono di proprie capacità di trasporto aereo possono operare solo in modo molto limitato. Allo stato attuale, si possono prendere in considerazione solo eventuali voli commerciali sporadici, ha insistito Jenni.
Per quanto riguarda i singoli paesi, secondo un recente conteggio (tenendo presente che le cifre sono in continua evoluzione), 350 svizzeri vivono in Qatar (e dieci turisti elvetici in questo paese sono registrati sull'app), un centinaio in Bahrein (dodici turisti), 5200 negli Emirati Arabi Uniti (3000), 1000 in Libano (60), 540 in Arabia Saudita (25), 25'300 in Israele (150) e 180 sono registrati sull'app dall'Iran.
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18:52
Gli Emirati valutano attacchi a siti missilistici iraniani
Gli Emirati Arabi Uniti stanno valutando di attaccare i siti missilistici iraniani per fermare i raid di Teheran contro il Paese. Lo scrive Axios citando due fonti a conoscenza della questione, sottolineando che un attacco degli Emirati contro l'Iran sarebbe senza precedenti.
Gli Emirati sono stati il Paese più attaccato dall'Iran dall'inizio della guerra, persino più di Israele. Il Paese «sta valutando l'adozione di misure difensive attive contro l'Iran. Sebbene non siano coinvolti in alcun modo nella guerra, gli Emirati hanno comunque subito 800 colpi», ha affermato una fonte a conoscenza delle discussioni politiche emiratine.
Il fatto che gli Emirati prendano in considerazione un attacco riflette l'enorme rabbia dei Paesi del Golfo per gli attacchi iraniani che hanno preso di mira infrastrutture civili e impianti petroliferi e del gas.
In precedenza il ministero della difesa «si era riservato il pieno diritto di rispondere a questa escalation e di adottare tutte le misure necessarie per proteggere il proprio territorio, i propri cittadini e residenti».
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18:50
Gli USA schierano in Iran i nuovi droni kamikaze low-cost «Lucas»
Dopo appena otto mesi dalla sua presentazione, Washington ha scelto la guerra con l'Iran per schierare per la prima volta in combattimento il nuovo drone kamikaze a basso costo «Lucas», mentre gli Stati Uniti spingono per accelerare i loro programmi di armamento.
Il drone «Low-Cost Uncrewed Combat Attack System» (da qui l'acronimo Lucas) è prodotto dalla SpektreWorks con sede in Arizona ed è stato presentato nel luglio 2025, quando il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha sfilato nel cortile del Pentagono con più di una dozzina di aziende in competizione per fornire all'esercito nuove attrezzature, spiega Reuters sul proprio sito web, ricordando quanto gli Uav siano diventati centrali nella guerra moderna dopo il loro efficace utilizzo in Ucraina.
Non a caso, il Centcom USA ha affermato che i droni Lucas sono modellati proprio sullo Shahed di fabbricazione iraniana utilizzato ampiamente dalla Russia nell'invasione contro Kiev.
La rapida messa in campo del Lucas rappresenta un cambiamento rispetto alle tradizionali tempistiche di approvvigionamento del Pentagono, che in genere durano anni dallo sviluppo iniziale all'implementazione operativa.
Il drone utilizza un'architettura aperta che consente diversi carichi utili e sistemi di comunicazione e può essere impiegato sia per attacchi aerei che come drone target.
Può essere lanciato da terra o da un camion e con un costo di circa 35'000 dollari è molto più economico dell'MQ-9 Reaper, che costa tra i 20 e i 40 milioni di dollari ma è riutilizzabile e molto più sofisticato.
Il governo detiene la proprietà intellettuale del progetto Lucas, il che significa che diversi produttori potrebbero costruirlo, sebbene SpektreWorks detenga attualmente i contratti.
Durante il suo sviluppo al Pentagono, Lucas è stato abbinato a sistemi di comunicazione Music di Viasat e Starlink o Starshield di SpaceX, secondo due fonti a conoscenza del programma, mentre una startup chiamata Noda fornisce il software per controllare i droni.
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18:06
«Il Qatar non ha preso parte alla campagna contro l'Iran»
«Il Qatar non ha preso parte alla campagna contro l'Iran. Stiamo esercitando il nostro diritto di autodifesa e dissuadendo gli attacchi iraniani contro il nostro Paese».
Lo ha scritto il portavoce del ministero degli esteri di Doha Majed al Ansari sull'account ufficiale X del ministero, invitando i media «a utilizzare fonti qatariote credibili quando riferiscono notizie sul suo Paese».
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17:10
Swiss sospende i voli per Dubai fino a venerdì
La guerra in Medio Oriente continua ad avere pesanti ripercussioni sul traffico aereo: dopo aver sospeso i collegamenti con Tel Aviv, Swiss ha annunciato la cancellazione dei voli da e per Dubai fino a venerdì 6 marzo.
La decisione, comunicata oggi dalla compagnia del gruppo Lufthansa, è motivata dall'inasprimento delle tensioni nella regione e dalla chiusura di numerosi spazi aerei, inclusi quelli degli Emirati Arabi Uniti e di Cipro.
Restano sospesi fino all'8 marzo anche i voli per Tel Aviv. Il vettore elvetico continua inoltre a evitare gli spazi aerei di Israele, Giordania, Iran, Iraq e altri paesi del Golfo Persico.
Swiss sottolinea che la sicurezza di equipaggi e passeggeri rimane la priorità assoluta. La situazione è costantemente monitorata e non appena le condizioni lo permetteranno i collegamenti riprenderanno, fa sapere la compagnia.
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17:07
L'Iran plaude posizione svizzera «più forte» di quella europea
L'Iran plaude alla reazione «più forte» della Svizzera rispetto a quella degli altri paesi europei dopo i bombardamenti statunitensi e israeliani. Berna ha le «capacità» e il «potenziale» per svolgere un «ruolo costruttivo», secondo l'ambasciatore iraniano all'Onu a Ginevra.
«Altri paesi europei hanno perso» questa possibilità, mentre «la Svizzera continua a svolgere un ruolo costruttivo» come ha sempre fatto, ha detto Ali Bahreini ai corrispondenti accreditati presso l'Onu a Ginevra (ACANU).
Pur rappresentando gli interessi americani in Iran, essa ha contribuito «positivamente» ospitando ancora recentemente i negoziati indiretti tra i due paesi a Cologny (GE), ha aggiunto.
Già sabato, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si era detto «profondamente preoccupato» per gli attacchi contro l'Iran. Dopo le rappresaglie iraniane, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha poi affermato che tutte le parti devono «proteggere i civili e le infrastrutture civili, disinnescare immediatamente il conflitto e tornare alla diplomazia».
Berna - secondo Parmelin - si è detta pronta a compiere ulteriori sforzi per negoziati. Ma Teheran esclude che questi abbiano luogo finché la guerra continua.
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16:54
L'Arabia Saudita potrebbe attaccare l'Iran
Israele si sta preparando all'eventualità che l'Arabia Saudita si unisca agli attacchi contro l'Iran. Un alto funzionario di Gerusalemme ha dichiarato alla TV pubblica Kan: «Non abbiamo dubbi che Riad attaccherà presto Teheran, dopo essere stata attaccata ieri».
Due droni hanno colpito ieri sera l'ambasciata statunitense nella capitale saudita provocando un'esplosione e, in seguito, un incendio e danni all'edificio.
Questa mattina, in seguito all'attacco all'ambasciata, il Dipartimento di Stato americano ha ordinato ai dipendenti governativi non impegnati in situazioni di emergenza in Bahrein, Iraq ed Emirati Arabi Uniti di lasciare il Paese con le proprie famiglie, in linea con un ordine analogo precedentemente emesso per i dipendenti in Arabia Saudita, Giordania e Israele. Contemporaneamente, l'ambasciata statunitense in Kuwait ha annunciato la sua chiusura fino a nuovo avviso.
Il canale saudita Al-Hadath ha riferito questa mattina che dall'inizio dei combattimenti sabato scorso, l'Iran ha lanciato 450 missili e 1'140 droni verso gli Stati del Golfo.
Finora l'Iran ha attaccato diversi paesi del Golfo Persico, tra cui Emirati Arabi Uniti, Oman, Qatar, Bahrein e Kuwait. Sono stati segnalati anche attacchi alla regione autonoma curda in Iraq.
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15:45
Colpita la sede dell'organismo che eleggerà la nuova Guida suprema
Gli attacchi israeliani e statunitensi hanno colpito l'edificio dell'organismo che eleggerà la nuova guida suprema dell'Iran. Lo riferiscono i media iraniani.
La sede dell'Assemblea degli Esperti a Qom è stata colpita da un attacco missilistico, ha dichiarato l'agenzia di stampa Tasnim, precisando che ieri sera anche la sede dell'Assemblea degli Esperti a Teheran era stata presa di mira da aerei statunitensi e israeliani.
Canali Telegram segnalano morti e feriti tra alcuni membri del consiglio, senza che tuttavia vi siano conferme ufficiali al riguardo.
L'Assemblea degli Esperti è l'organo della Repubblica islamica designato per eleggere la Guida Suprema. I membri hanno il compito di eleggere il prossimo leader, dopo la morte di Ali Khamenei negli attacchi di sabato, e hanno tenuto riunioni a tal fine.
Un funzionario della difesa israeliano ha dichiarato ad Axios che l'attacco è avvenuto proprio durante lo scrutinio dei voti. Non è chiaro quanti degli 88 membri del consiglio fossero presenti nell'edificio in quel momento, né l'entità dei danni. «Volevamo impedire loro di eleggere un nuovo leader supremo», ha affermato il funzionario.
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15:10
Netanyahu: «Non sarà una guerra infinita»
«Non sarà una guerra infinita. Il regime terroristico è al punto più debole da quando ha strappato l'Iran al suo coraggioso popolo 47 anni fa. Sarà un'azione rapida e decisiva», ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un'intervista rilasciata a Fox News.
«Penso che questo aprirà la strada a molti trattati di pace con altri Paesi arabi e musulmani. L'Arabia Saudita avrà molto da guadagnare», ha proseguito Netanyahu.
«Tutti questi Paesi sono minacciati dall'Iran, vogliono che il regime cada, anche se non lo dicono pubblicamente. Se l'Iran viene rimosso, è un grande vantaggio per Riad e per questi altri Paesi», ha sottolineato il premier.
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15:00
Nuove immagini satellitari mostrano risultati dei raid in Iran
Distruzione a Tehran. ImagoNuove immagini satellitari pubblicate dal quotidiano israeliano «Haarez» mostrano i risultati degli attacchi aerei sul territorio iraniano a seguito dei raid aerei congiunti di USA e Israele.
I fotogrammi documentano i danni alle navi militari, agli hangar per aerei e alle infrastrutture distrutte in un'installazione per droni e in una base missilistica nel nord del paese.
In particolare, i fotogrammi testimoniano anche la distruzione del complesso del leader supremo Ali Khamenei nel centro di Teheran. Un'altra immagine mostra una grande folla di persone in lutto che riempie piazza Enghelab a Teheran, domenica, il giorno dopo l'attacco.
Gli scatti rivelano anche i risultati di un attacco contro un apparente sistema di difesa aerea in una base dell'aeronautica militare iraniana a Zahedan, capitale della provincia del Sistan e Baluchistan. La base ospita uno squadrone di caccia obsoleti di fabbricazione cinese insieme ad altre risorse militari. La provincia, confinante con il Pakistan e sede della minoranza baluchi, è teatro di feroci scontri tra gruppi ribelli e forze del regime.
Le inquadrature rivelano inoltre il crollo di parte del complesso missilistico sotterraneo nella città nord-occidentale di Tabriz. La base è scavata nella zona montuosa e viene utilizzata per lo stoccaggio dei missili, consentendone il lancio dall'interno della montagna.
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14:45
Rutte: «In Europa ampio sostegno all'intervento di USA e Israele»
«Si tratta chiaramente di una campagna guidata da USA e Israele ma molti alleati stanno fornendo un sostegno fondamentale anche senza far parte delle operazioni. Percepisco un ampio sostegno in Europa.» Lo ha detto il segretario generale della NATO Mark Rutte.
«Ho parlato al telefono con molti leader durante il weekend e anche all'inizio di questa settimana e ho chiaramente percepito che l'eliminazione delle capacità nucleari iraniane, della capacità missilistica balistica e anche la scomparsa di Khamenei sono applaudite da molti dei miei colleghi della NATO», ha affermato Rutte nel corso della sua visita in Nord Macedonia.
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13:40
I media iraniani: «Ahmadinejad è vivo, si trova in un posto sicuro»
Iran International, media di opposizione basato a Londra, ha affermato che l'ex presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad è sopravvissuto a un tentativo di uccisione nei giorni scorsi.
Secondo quanto hanno riferito fonti informate sulla situazione, Ahmadinejad non ha subito danni a causa dell'attacco, è vivo ed è stato trasferito in un luogo sicuro.
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I primi tedeschi rientrano, in volo da Dubai verso la Germania
Un volo della compagnia Emirates sta riportando in Germania i primi turisti tedeschi in rientro dal Medio Oriente, da Dubai a Francoforte. Lo ha annunciato una portavoce del Fraport, lo scalo della città sul Meno.
«Emirates è in volo e arriva qui», ha affermato la fonte secondo quanto riferisce la DPA. La compagnia dà priorità ai passeggeri che nei giorni scorsi si sono visti cancellare le prenotazioni a causa dello stop ai voli per il conflitto iraniano.
Secondo l'associazione viaggi tedesca sono 30'000 i tedeschi rimasti bloccati in Medio Oriente. Ieri il ministro degli esteri Johann Wadephul aveva annunciato che il governo li avrebbe aiutati a rientrare, rimpatriando innanzitutto i gruppi vulnerabili.
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In Iran celebrati i funerali di 165 persone
L'Iran ha celebrato una cerimonia funebre di massa per 165 persone, tra cui alunne uccise in un attacco a una scuola elementare femminile nella città meridionale di Minab. Lo riporta al-Jazeera.
La televisione di Stato iraniana ha mostrato migliaia di persone che riempivano una piazza pubblica. Dal palco, una donna che ha dichiarato di essere la madre di «Atena» ha mostrato un'immagine stampata di ritratti che ha definito «un documento dei crimini americani».
La folla è esplosa in cori di «Morte all'America», «Morte a Israele» e «Nessuna resa». I media statali iraniani hanno accusato Israele di aver preso di mira la scuola. Un portavoce militare israeliano ha dichiarato domenica di non essere a conoscenza di alcun attacco israeliano o statunitense nella zona.
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L'Iran ai Paesi europei: «Non unitevi alla guerra di USA e Israele»
In una dichiarazione rilasciata oggi, il Ministero degli esteri iraniano ha avvertito i paesi europei a non unirsi alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Riferendosi alle dichiarazioni di Germania, Francia e Gran Bretagna su possibili «azioni difensive» contro i missili iraniani sulle proprie basi nei paesi del Golfo, il portavoce del ministero degli esteri Esmail Baghaei ha dichiarato che «l'Iran lo considera un atto di guerra e una complicità con gli aggressori».
«Gli europei hanno adottato - ha affermato , citato dall'agenzia IRNA - approcci ‹contraddittori› riguardo alla guerra in corso. Dovrebbero abbandonare tale indifferenza, poiché le conseguenze di qualsiasi violazione della legge e della guerra sono un incendio che presto si estenderà ai paesi europei e al mondo».
Riferendosi alla condanna dei paesi della regione per gli attacchi iraniani al loro territorio, comprese aree residenziali, il portavoce ha sottolineato che l'Iran ha attaccato solo alcuni centri militari nei paesi della regione per colpire le basi statunitensi dopo la sua guerra contro la Repubblica islamica.
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Il gas sfonda la soglia dei 60 euro, ai massimi dal 2022
Il prezzo del gas sfonda la soglia dei 60 euro al megawattora, ai massimi da agosto del 2022. Un balzo, secondo gli analisti, dovuto all'incertezza sulla durata del blocco delle esportazioni dal più grande impianto di Gnl al mondo in Qatar e il suo impatto sulle forniture mondiali.
Questo mentre la Cina, numero uno mondiale delle importazioni di gas naturale liquefatto fa pressioni per farlo ripartire e per riaprire lo stretto di Hormuz.
Ad Amsterdam le quotazioni guadagnano il 41% a 63,49 euro al megawattora.
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Mezzaluna Rossa: «Da sabato lanciati 1'000 attacchi»
«Finora sono stati lanciati 1'000 attacchi contro l'Iran in 153 città e più di 500 località», ha affermato la Mezzaluna Rossa iraniana, in un'analisi dell'intero periodo a partire dall'attacco di sabato.
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Almeno 30'000 persone sfollate dal Libano
La guerra in Medio Oriente ha causato finora lo sfollamento di almeno 30'000 persone in Libano: lo afferma Babar Baloch, portavoce dell'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati (UNHCR) durante una conferenza stampa a Ginevra.
«Si segnalano importanti spostamenti di popolazione in alcune zone del Libano meridionale, nella Bekaa (valle nel Libano orientale, ndr) e nella periferia sud di Beirut, dopo che Israele ha lanciato avvertimenti di evacuazione agli abitanti di oltre 53 villaggi libanesi e ha condotto intensi attacchi aerei».
L'agenzia dell'ONU ha affermato che non si sono verificati movimenti significativi attraverso i confini dell'Iran con l'Afghanistan e la Turchia.
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Lanciati dall'Iran missili e droni contro zone militari israeliane e basi aeree USA
L'esercito iraniano ha dichiarato oggi di aver attaccato zone militari israeliane e basi aeree statunitensi nei paesi della regione, utilizzando missili e droni da questa mattina. «Anche la base aerea di al-Udeid in Qatar è stata presa di mira», si legge in una nota dell'esercito, citata dall'IRNA.
Dopo che giornalisti dell'AFP hanno sentito forti esplosioni in tutta Doha, il Ministero della difesa qatariota ha dichiarato in una nota che nelle prime ore di stamattina l'esercito è stato in grado di «intercettare e neutralizzare due missili balistici che hanno preso di mira diverse aree del paese».
Il portavoce del Ministero della difesa saudita, il maggiore generale Turki al-Malki, ha reso noto su X che «otto droni sono stati intercettati e distrutti nei pressi delle città di Riad e Al-Kharj».
Intanto le autorità degli Emirati Arabi Uniti sono intervenute e hanno spento un incendio scoppiato nella zona dell'industria petrolifera di Fujairah, ha dichiarato l'ufficio stampa dell'emirato, ripreso da Iran International. L'incendio è stato causato dai detriti provocati dall'intercettazione di un drone da parte delle difese aeree.
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Nella notte colpito il quartier generale degli ayatollah
Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (IDF) Effi Defrin ha dichiarato che l'aeronautica militare ha attaccato il complesso della leadership iraniana, il quartier generale più importante e centrale del regime degli ayatollah a Teheran.
Nell'ambito dell'operazione, condotta sotto la direzione della Direzione dell'Intelligence, gli edifici governativi per la sicurezza sono stati colpiti durante la notte, nel cuore di Teheran.
Il portavoce ha riferito che anche «il centro di comunicazione e propaganda del regime è stato distrutto. L'Autorità per la radiodiffusione iraniana che invoca da anni la distruzione di Israele».
Durante l'attacco, ha aggiunto, circa 100 caccia dell'aeronautica hanno colpito sganciando circa 250 bombe.
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Prezzi delle navi per il Gnl raddoppiati dopo l'attacco all'Iran
Con la guerra in Medio Oriente si registra un balzo dei prezzi per le navi cisterna utilizzate per il trasporto del gas naturale liquefatto. Gli armatori e i broker, secondo quanto riporta Bloomberg, chiedono oltre 200'000 dollari al giorno per le navi cisterna, circa il doppio del prezzo che veniva pagato prima dell'attacco all'Iran.
L'impennata delle tariffe delle navi, secondo quanto evidenzia l'agenzia, ha portato ad un calo vertiginoso delle richieste di utilizzo delle navi. Al momento, secondo quanto riferiscono fonti, non ci sono transazioni in corso con i prezzi correnti.
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Witkoff: «L'Iran voleva usare la forza contro di noi, mossa sciocca»
L'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff ha affermato che l'Iran ha valutato male la squadra di Trump nei negoziati sul nucleare e che l'Iran ha tentato di usare la forza contro la delegazione americana durante i recenti colloqui sul nucleare. Lo riporta Iran International, media di opposizione basato a Londra.
«È stato piuttosto sciocco, ma pensavano di poter usare la forza contro di noi - afferma Witkoff -. Sapete, il presidente Trump ha mandato me e Jared (Kushner, ndr) lì per valutare seriamente, per suo conto, se fossero seriamente intenzionati a raggiungere un accordo che rispondesse ai suoi obiettivi. Siamo andati lì e abbiamo cercato di raggiungere un accordo equo con loro. Era chiarissimo che sarebbe stato impossibile, probabilmente entro la fine del secondo incontro, ma poi siamo tornati per il terzo incontro solo per fare un ultimo tentativo. Ovviamente, volevano che riportassimo una risposta positiva. Non è stato un incontro positivo», ha aggiunto.
Witkoff ha affermato che l'Iran ha avviato i recenti colloqui sul nucleare affermando un «diritto inalienabile» all'arricchimento di tutto il suo combustibile nucleare, una posizione che ha sorpreso la delegazione statunitense e ha sottolineato la difficoltà di raggiungere un accordo.
«Abbiamo discusso con loro di 10 anni senza alcun arricchimento, e che avremmo pagato per il combustibile, ma la proposta è stata categoricamente respinta, e il presidente sembrava aver condotto una trattativa in buona fede», ha detto Witkoff. «E loro hanno respinto questa affermazione, il che ci ha fatto capire in quel preciso momento che non volevano fare altro che trattenere l'arricchimento allo scopo di trasformarlo in un'arma».
Steve Witkoff sda -
L'Iran: «650 soldati USA uccisi e feriti nei primi 2 giorni di guerra»
Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Mohammad Ali Naeini, ha affermato oggi che 650 soldati americani sono stati uccisi o feriti durante i primi due giorni della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
«I nostri missili e droni hanno ripetutamente preso di mira il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein», ha dichiarato, citato da Mehr, aggiungendo che «tra le vittime americane figurano 160 soldati, uccisi durante gli attacchi iraniani contro questa struttura militare».
Naeini ha aggiunto che «le Guardie rivoluzionarie hanno inflitto gravi danni alla nave di supporto USNS MST con il lancio di missili. Inoltre, quattro missili da crociera sono stati lanciati contro la portaerei USS Abraham Lincoln, che successivamente si è ritirata verso l'Oceano Indiano sudorientale».
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Nuovi attacchi su Teheran, Isfahan e Shiraz
Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato stamattina una nuova serie di attacchi missilistici su Teheran. Le esplosioni sono state udite nella parte settentrionale e orientale della capitale.
Esplosioni sono state udite nelle città iraniane di Isfahan e Shiraz, riferisce Sky News citando l'agenzia di stampa iraniana Mehr. Entrambe le città sono state colpite da attacchi aerei negli ultimi quattro giorni.
Intanto al-Jazeera riferisce che lo storico Palazzo Golestan di Teheran, patrimonio mondiale dell'Unesco, ha subito gravi danni negli attacchi degli ultimi giorni di Israele e USA. Il Palazzo Golestan, residenza storica della dinastia reale Qajar, è il più antico monumento di Teheran, è parte di un complesso di edifici un tempo racchiusi dalle mura della cittadella.
L'Unesco - aggiunge l'emittente - ha espresso «preoccupazione» per la protezione dei siti storici in tutto il Medio Oriente, nel contesto dell'escalation della guerra.
Il Palazzo Golestan di Teheran. imago images/imagebroker -
«Danni all'impianto nucleare di Natanz»
Le immagini catturate dalla società di intelligence Vantor nelle ultime 48 ore rivelano danni all'impianto nucleare di Natanz, una delle installazioni militari più sensibili dell'Iran e il suo più grande centro di arricchimento dell'uranio.
Secondo l'analisi delle immagini fatta dalla CNN, un grande magazzino e due edifici più piccoli a due piani sono stati colpiti.
Le strutture erano punti di accesso per lavoratori e veicoli agli impianti sotterranei di Natanz, secondo l'Istituto per la scienza e la stabilità internazionale, che monitora il programma nucleare iraniano.
Il danno all'impianto sembrerebbe comunque essere relativamente piccolo se confrontato coi due attacchi americani allo stesso impianto nel giugno del 2025, quando il sito venne colpito con munizioni anti-bunker e missili da crociera.
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Israele colpisce la sede della radio-tv pubblica IRIB a Teheran
L'esercito israeliano ha riferito di aver distrutto stanotte in un attacco la sede della radio-tv pubblica iraniana a Teheran. Era «il centro mediatico e propagandistico del regime terroristico iraniano», ha riferito l'IDF.
«Le attività del centro si svolgevano sotto la guida diretta delle Guardie Rivoluzionarie» e «sosteneva anche la distruzione dello Stato di Israele e l'uso di armi nucleari. Inoltre, contribuiva alla repressione del popolo iraniano e alla diffusione di falsità tra l'opinione pubblica», ha aggiunto. «L'IDF continuerà prendere di mira le infrastrutture del regime iraniano in tutta Teheran».
Su Telegram l'emittente statale iraniana IRIB ha segnalato nella notte due esplosioni vicino alla sua sede a Teheran, ma ha affermato di continuare le sue trasmissioni nonostante la campagna di bombardamenti israelo-americani in corso.
Al contempo anche l'emittente televisiva libanese al-Manar, affiliata al movimento sciita filo-iraniano Hezbollah, ha dichiarato stanotte che i suoi uffici nella periferia sud di Beirut sono stati bombardati dall'esercito israeliano. «Il nemico sionista sta prendendo di mira l'edificio di al-Manar nel quartiere di Haret Hreik», ha scritto l'emittente su Telegram.
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Truppe di terra israelinae entrano in Libano
L'esercito israeliano (IDF) è entrato nel Libano meridionale via terra conquistando diversi punti nelle vicinanze, nell'ambito del piano per rafforzare la difesa del fronte. Lo riferisce il portavoce dell'esercito.
Secondo quanto riporta il sito di notizie Ynet, forze della 91esima divisione sono entrate nel sud del Libano e «mantengono il controllo di diverse posizioni nell'area» come «parte» dell'operazione per il «rafforzamento della difesa avanzata».
Secondo le IDF, le forze israeliane «lavorano per creare un ulteriore livello di sicurezza aggiuntiva per i residenti del nord» di Israele, «con raid estesi contro infrastrutture» degli Hezbollah libanesi, per «sventare minacce e impedire tentativi di infiltrazione nel territorio israeliano».
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Trump: «Siamo pieni di munizioni, possiamo far guerra per sempre»
«Le scorte di munizioni degli Stati Uniti, di livello medio e medio-alto, non sono mai state così elevate o migliori. Come mi è stato detto oggi, abbiamo una scorta praticamente illimitata di queste armi». Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
«Le guerre possono essere combattute ‹per sempre›, e con grande successo, usando solo queste scorte, che sono migliori delle migliori armi di altri paesi! - ha aggiunto -. Al massimo livello, abbiamo una buona scorta, ma non siamo dove vorremmo essere. Molte altre armi di alta qualità sono immagazzinate per noi nei paesi periferici».
Intanto il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha respinto le critiche secondo cui Trump avrebbe infranto la promessa elettorale di evitare guerre straniere «infinite», e «ciò significa che non ci ritroveremo nei problemi che abbiamo avuto con Iraq e Afghanistan».
«La differenza è che il presidente ha definito chiaramente ciò che vuole ottenere e non c'è modo che Trump permetta a questo paese di entrare in un conflitto pluriennale senza una chiara conclusione in vista e senza un obiettivo chiaro», ha affermato a FOX News, come riporta al-Jazeera, che è garantire che l'Iran non ottenga un'arma nucleare.
Da parte sua Il segretario di Stato americano Marco Rubio, , prima di informare i leader del Congresso sugli attacchi a Teheran, ha spiegato che «i colpi più duri devono ancora arrivare dall'esercito statunitense» contro l'Iran.
«Non entrerò nei dettagli, ma la fase successiva sarà ancora più dura», ha aggiunto, rievocando quando annunciato ore prima da Trump.
Trump archivio KEYSTONE -
In corso attacchi simultanei contro Iran ed Hezbollah
Le Forze di difesa israeliane (IDF) «stanno attualmente conducendo attacchi simultanei a Teheran e Beirut. L'Aeronautica militare israeliana ha avviato attacchi mirati contro obiettivi militari del regime terroristico iraniano e dell'organizzazione terroristica Hezbollah». Lo scrive stamani l'IDF su Telegram.
«Un aereo dell'Aeronautica militare israeliana ha colpito e smantellato una cellula di agenti del sistema di difesa aerea del regime terroristico iraniano mentre tentavano di azionare sistemi contro l'IDF - scrive Tsahal -. L'Aeronautica militare israeliana continua a colpire i lanciatori di missili balistici iraniani e i siti di lancio che prendono di mira i velivoli dell'Aeronautica Militare israeliana».
«L'IDF non permetterà al regime terroristico iraniano di colpire i velivoli dell'Aeronautica militare israeliana e continueranno a colpire i tentativi di armare i lanciamissili. L'Aeronautica militare israeliana continua a colpire siti di lancio di missili, lanciamissili e missili balistici».
In precedenza l'esercito israeliano aveva emesso nuovi avvisi di evacuazione per decine di località in Libano.
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Netanyahu: «L'Iran stava costruendo nuovi siti nucleari»
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha dichiarato che l'Iran stava costruendo nuovi siti per armi nucleari che sarebbero stati impossibili da attaccare nel giro di pochi mesi, rendendo urgente l'attacco al paese.
«Hanno iniziato a costruire nuovi siti, nuovi luoghi, bunker sotterranei, che avrebbero reso immuni i loro programmi di missili balistici e di bombe atomiche nel giro di pochi mesi», ha dichiarato a FOX News.
«Se non si interviene ora, non sarà possibile farlo in seguito, e allora potrebbero ricattare e minacciare l'America, Israele e tutti gli altri», ha detto ancora Netanyahu, la cui intervista è stata ripresa dall'israeliana KAN News. «Non avremo una guerra infinita», ha insistito, assicurando che si tratterà invece di un'azione «rapida e decisiva».
A suo dire «il motivo per cui abbiamo dovuto agire ora è che, dopo aver colpito i loro siti nucleari e il loro programma di missili balistici, ci si aspettava che avrebbero imparato la lezione, ma non l'hanno fatto. Perché sono irriformabili, sono totalmente fanatici su questo, sull'obiettivo di distruggere l'America», ha proseguito il primo ministro israeliano, citato da al-Jazeera, riferendosi al regime di Teheran.
Per il premier israeliano Benyamin Netanyahu. archivio sda -
Salgono a 6 i militari USA uccisi dall'inizio dell'attacco
Salgono a sei i militari americani uccisi in Iran dall'inizio dell'operazione. Lo riferisce il Comando centrale americano.
Le forze statunitensi hanno recentemente recuperato i resti di due militari, precedentemente considerati dispersi, da una struttura colpita durante i primi attacchi iraniani nella regione, si legge in un post del Comando centrale sulle reti sociali nel quale si precisa che «le operazioni di combattimento continuano.
L'identità dei caduti verrà tenuta nascosta per 24 ore dopo la notifica ai familiari più prossimi».
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Droni contro l'ambasciata USA in Arabia Saudita
Un attacco con due droni ha provocato un incendio nell'ambasciata americana a Riad: lo ha fatto sapere il ministero della difesa saudita, come riportano i media internazionali.
«L'ambasciata statunitense a Riad è stata attaccata da due droni, causando un incendio limitato e lievi danni materiali all'edificio», ha dichiarato un portavoce del ministero.
Testimoni hanno riferito all'AFP di aver visto del fumo uscire dall'edificio e l'ambasciata ha esortato i cittadini statunitensi di Riad, Gedda e Dhahran a mettersi al riparo.
Una fonte aveva riferito poco prima ad AFP che l'Arabia Saudita aveva intercettato quattro droni che prendevano di mira il quartiere diplomatico a Riad.
Immagine d'illustrazione Keystone/AP Photo/Mohsen Ganji -
Gli USA: «Abbiamo distrutto i centri di comando dei pasdaran»
Funzionari militari statunitensi hanno dichiarato di aver distrutto i posti di comando delle Guardie rivoluzionarie iraniane, nonché le basi di difesa aerea e di lancio di missili iraniani, durante la guerra in Medio Oriente scoppiata nel fine settimana.
«Le forze statunitensi hanno distrutto le strutture di comando e controllo del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, le capacità di difesa aerea iraniane, le basi di lancio di missili e droni e gli aeroporti militari durante operazioni prolungate», ha scritto il Comando centrale degli Stati Uniti in un post su X.
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Washington: I«l personale non d'emergenza lasci Bahrein, Giordania e Iraq»
Il Dipartimento di Stato americano ha ordinato al personale «non di emergenza» di lasciare Bahrein, Giordania e Iraq. Inoltre l'ambasciata statunitense a Riad conferma l'attacco subìto e chiude temporaneamente.
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08.00
Martedì 3 marzo: si apre il live-ticker di blue News
Il live-ticker sulla cronaca degli attacchi congiunti di Israele e Stati Uniti sull'Iran si apre di nuovo. blue News continua ad aggiornarvi sui principali episodi di escalation di violenza in Medio Oriente.