Vittoria nel ballottaggio

Boric alla guida del Cile: «Lotterò per la democrazia»

SDA

20.12.2021 - 19:57

Una valanga di voti, la maggiore mai ottenuta da un candidato presidenziale in Cile, ha dato al giovane leader della sinistra cilena Gabriel Boric ad una imprevista vittoria nel ballottaggio di domenica con il candidato ultraconservatore José Antonio Kast.
Una valanga di voti, la maggiore mai ottenuta da un candidato presidenziale in Cile, ha dato al giovane leader della sinistra cilena Gabriel Boric ad una imprevista vittoria nel ballottaggio di domenica con il candidato ultraconservatore José Antonio Kast.
Keystone

Una valanga di voti, la maggiore mai ottenuta da un candidato presidenziale in Cile, ha dato al giovane leader della sinistra cilena Gabriel Boric a una imprevista vittoria nel ballottaggio di domenica con il candidato ultraconservatore José Antonio Kast.

SDA

20.12.2021 - 19:57

Un risultato che è stato accolto con entusiasmo da vari leader della sinistra europea. Dagli italiani Gianni Letta e Nicola Zingaretti, che hanno sottolineato la «bellissima vittoria» e «la sconfitta della destra», al presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, secondo cui «il popolo cileno avanza speranzoso verso un futuro più equo, femminista ed ecologista».

Gioia hanno manifestato anche numerosi leader progressisti latinoamericani, fra cui l'argentino Alberto Fernandez, e l'ex presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva, che conoscono la volontà del successore di Sebastián Piñera di volersi impegnare per l'integrazione regionale.

Il 55,81% dei voti ottenuti da Boric, quasi 12 punti più del suo avversario, è stato secondo il politologo cileno Tomás Duval «una inequivocabile manifestazione di appoggio degli elettori a una nuova generazione» e «un definitivo 'de profundis' per quella vecchia» che ha governato il Cile negli ultimi 30 anni.

Che di nuovo si tratta lo ha chiarito lo stesso vincitore nel suo discorso in Plaza Italia quando ha detto di «essere consapevole di far parte di una evoluzione storica propria del Cile», ma sottolineando che il suo governo costituirà «una svolta» perché significherà «entrare alla Moneda con la gente».

«Fine del patriarcato»

Ed ha parlato «della fine del patriarcato e della necessità di aprire spazi per le donne», aggiungendo di voler «considerare prioritari i temi del clima» e «quelli dei diritti umani, con principi di verità, giustizia, riparazione e non ripetizione».

Su questo Cristóbal Rovira, direttore dell'Istituto di indagine Icso dell'Universidad Diego Portales, ha prospettato che la gestione del ministero dell'Interno sarà «una delle principali sfide» del futuro governo.

Una volta insediatosi alla Moneda l'11 marzo 2022, Boric non avrà vita facile. Potrà contare su una maggioranza alla Camera, ma al Senato conterà sugli stessi seggi della destra che, non si sa se sarà guidata da Kast che, pur perdendo il ballottaggio, ha raccolto un 44% di voti di tutto riguardo.

Non ha nascosto la sua gioia Elisa Loncon, la presidente dell'Assemblea costituente incaricata di scrivere la nuova Carta che sostituirà quella in vigore voluta da Augusto Pinochet. «Il cammino verso la nuova Costituzione – ha sostenuto via Twitter – si apre con dignità, giustizia, tenerezza, plurinazionalità e rispetto per le nostre differenze».

A guastare in parte la festa si sono incaricati oggi i mercati che hanno mostrato disappunto per la vittoria della sinistra. L'indice IPSA della Borsa ha ceduto oltre il 6%, mentre il dollaro è schizzato in alto toccando 873,30 pesos, con un incremento di 30 pesos in un giorno che non si registrava dal 2008.

SDA