Brexit, Merkel: «L'intesa è possibile», Johnson: «No a un accordo così com'è»

ATS

21.8.2019

Con lo spettro di una Brexit disordinata che incombe fra poco più di due mesi e nel suo primo viaggio all'estero da premier britannico, Boris Johnson è atterrato nella Berlino della cancelliera Angela Merkel.

Qui si è sentito ripetere che l'Unione Europea è pronta a qualsiasi scenario caotico, ma anche che ci sono ancora margini per accordarsi sulla questione che Londra ritiene ineludibile: il famigerato backstop, il protocollo di salvaguardia Ue per evitare un confine fisico tra Repubblica d'Irlanda e Irlanda del Nord.

È quanto è emerso dalle dichiarazioni che Merkel e Johnson hanno fatto alla Cancelleria di Berlino poco prima di un incontro bilaterale e alla vigilia di una visita del premier britannico a Parigi. Nel fine settimana, al G7 di Biarritz, sempre in Francia, Johnson incontrerà fra gli altri il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.

Le posizioni di Merkel e Johnson

«Valuteremmo ovviamente in maniera positiva un'uscita negoziata della Gran Bretagna dall'Unione Europea, ma abbiamo sempre detto che siamo anche preparati se non c'è quest'uscita negoziata», ha ricordato Merkel.

«Non possiamo accettare» che l'accordo sulla Brexit «rimanga così», includendo il backstop sul confine irlandese che invece «deve essere cancellato», ha detto dal canto suo il premier britannico, confermando che le posizioni di Londra e Bruxelles si sono irrigidite negli ultimi giorni.

L'UE rifiuta la riapertura dei negoziati

L'UE infatti rifiuta una riapertura dei negoziati chiesta da Johnson, il quale esclude un accordo a meno che non venga eliminato il backstop.

Proprio su questo fronte gli è venuta incontro Merkel, che già nelle ultime ore aveva parlato di possibili «soluzioni pratiche» per attuare «con meno attriti possibili» l'uscita della Gran Bretagna dall'UE: «Nei prossimi 30 giorni», quindi prima della scadenza di fine ottobre, «perché no?» si potrebbe trovare una soluzione.

«Dobbiamo sforzarci» affinché si trovi, ha aggiunto. «Ma ciò presuppone» che «ci sia chiaro quale aspetto dovrebbero avere i rapporti futuri dell'Unione europea con la Gran Bretagna», ha avvertito la cancelliera, evocando un tema apparentemente molto complesso.

Altre chiusure alla rinegoziazione

Oltre che da Bruxelles, chiusure a una rinegoziazione dell'accordo sulla Brexit sono venute nelle ultime ore in Germania anche dal presidente Frank-Walter Steinmeier, dal ministro delle finanze e vicecancelliere Olaf Scholz e dal Bdi, la Confindustria tedesca.

Lo scenario di una Brexit disordinata, che assieme alla guerra commerciale Usa-Cina e a problemi dell'industria dell'auto sta contribuendo a trascinare l'economia tedesca in recessione è ormai considerato ormai «centrale» anche da fonti diplomatiche a Parigi.

Il timore di Londra circa il backstop è che questa clausola di salvaguardia potrebbe tenere la gran Bretagna vincolata al mercato unico europeo per un periodo indefinito o comunque troppo lungo.

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